Massimo Ragnedda

Riflessioni a blog aperto

Intervista all’Imam di Sassari

Posted by mragnedda on May 6, 2008

Riporto qui un’intervista che il Prof. Enrico Ferri ha fatto all’Imam di Sassari, in occasione di una conferenza che si terrà mercoledì 7 maggio alle ore 17 nell’Aula Magna del Rettorato sul tema I musulmani in Italia: questioni aperte e prospettive a cui parteciperà Hamza Roberto Piccardo, editore e pubblicista, traduttore della più diffusa edizione italiana del Corano ed editore del più seguito portale islamico in italiano.

Tali iniziative hanno come scopo, non solo far conoscere meglio la complessa realtà determinata dalla presenza in Italia di più di un milione di persone di religione musulmana, ma pure la poco conosciuta comunità musulmana che vive in Sardegna. Conoscere nuove realtà, diverse religioni e punti di vista, aiuta quel processo di integrazione e condivisione dei valori basato sul reciproco rispetto e che fa grande una società.

A tale fine abbiamo rivolto alcune domande a l’ Iman del centro culturale islamico di Li Punti che rappresenta il maggior centro esistente in Sardegna.

Ci vuol dire qualcosa sulla presenza dei musulmani in Sardegna: il loro numero, i paesi da cui provengono, i lavori che fanno?

Non ci sono dati ufficiali sul numero dei musulmani in Sardegna. Verosimilmente il loro numero oscilla tra le dodici mila e le quindicimila unità. La maggior parte provengono dal Marocco e dalla Tunisia e lavorano nel commercio ambulante di prodotti di abbigliamento. Una piccola percentuale viene dall’Estremo Oriente, pakistani, senegalesi e cingalesi che lavorano prevalentemente come venditori ambulanti di bigiotteria. Ci sono anche macedoni ed albanesi e quasi tutti lavorano nell’edilizia, come muratori, elettricisti etc… Nella Sardegna del nord sono c.a. seimila i musulmani residenti.

Che rapporto c’è tra la moschea di Li Punti e questa comunità?

A Li Punti c’è un centro culturale islamico di c.a. 400 mq, che ha anche due sale per la preghiera, una per gli uomini, l’altra per le donne. Non abbiamo alcun tipo di sovvenzione e ci basiamo solo sulle offerte volontarie dei fedeli. Frequentano il centro culturale c.a. il 50 % dei musulmani residenti nel nord Sardegna, percentuale che aumenta nelle ricorrenze più importanti (Ramadan e Festa di Abramo).

Nel centro culturale si svolgono corsi di lingua araba per chi volesse studiare questa lingua così importante per la cultura islamica.

Qual’ è la situazione familiare dei musulmani che vivono nell’Isola. Ci sono casi di matrimoni poligamici e di matrimoni misti?

Io conosco solo due, tre casi di matrimoni poligamici. È un fenomeno assai circoscritto e quasi inesistente. I casi di matrimoni tra musulmani e donne sarde che io conosca sono c.a. un centinaio. Anche se non c’è nessun obbligo per la religione islamica alla conversione per la donna cristiana che sposi un musulmano, quasi tutte le donne si sono convertite all’Islam. Ci sono anche casi di uomini sardi sposati con donne musulmane che si sono convertiti perchè secondo la religione

islamica una donna musulmana può solo sposare un uomo di questa religione.

Le donne musulmane presenti nel nord della Sardegna, come si collocano socialmente?

Esiste un fenomeno nuovo e per certi versi originale: la presenza di donne che vengono soprattutto dal Marocco e dalla Tunisia da sole, alla ricerca di un lavoro che migliori la loro condizione economica. Non sono sposate e non vengono al seguito dei genitori, allo stesso tempo però queste ragazze vestono con il velo e frequentano la moschea in modo più intenso di quanto non facessero nei paesi d’origine. Questo attaccamento alla religione si deve però anche leggere come un fenomeno di ricerca della propria identità culturale, particolarmente sentito da persone che vivono da sole all’estero.

Avete contatti con le realtà istituzionali del sassarese, con i sindacati, le associazioni di volontariato, la Chiesa?

Non esistono relazioni ufficiali tra il centro culturale islamico di Li Punti e realtà istituzionali del sassarese. Con i sindacati, le associazioni, etc.. ci sono rapporti solo di tipo personale. Con la Chiesa di Sassari si è avviato un primo contatto grazie anche alla sensibilità di don Costantino, parroco di Li Punti.

Lo scorso 1° Aprile, Sua Eccellenza Monsignor Paolo Atzei è venuto in visita al centro culturale islamico di Li Punti. Speriamo che questo primo contatto possa svilupparsi ed estendersi anche alle realtà istituzionali, sindacali, etc… nel territorio del nord Sardegna.

Quali sono le cose di cui avete più bisogno, le vostre principali richieste?

Per noi sarebbe importante avere una vera e propria moschea e qualche forma di sostegno per le attività che svolgiamo. A me si rivolgono spesso per i motivi più diversi, alcuni mi chiedono persino consiglio per i loro problemi di salute. Molti miei correligionari mi chiedono dove poter comprare cibo halal, alimenti come nel caso della carne preparati secondo le procedure indicate dalla tradizione religiosa. Purtroppo è assai difficile trovare negozi con questo tipo di prodotti, sarebbe assai utile se fossero reperibili anche nella Sardegna del nord.

Un problema importante è quello della mancanza in Sardegna di aree in cui poter seppellire i musulmani defunti .Finora si è risolto questo problema rispedendo le salme nei paesi di origine, con dei costi molto alti e spesso insostenibili per le modeste risorse dei familiari e degli amici. L’anno scorso c’è stato anche il caso di un cagliaritano convertito all’Islam, che dopo una lunga malattia è morto, chiedendo però di essere seppellito in un cimitero islamico. Dopo vari tentativi, quando la Tunisia ha accettato di seppellire questo signore, la salma è stata inviata a Tunisi. Sarebbe importante aver un piccolo terreno da poter adibire a cimitero per i musulmani che muoiono in Sardegna.

Ritiene utili iniziative come la conferenza e la tavola rotonda di mercoledì 7 maggio?

Credo che siano utili tutte le iniziative che permettono una migliore conoscenza reciproca necessaria a fondare un rispetto reciproco e una integrazione fondata su valori condivisi.

2 Responses to “Intervista all’Imam di Sassari”

  1. farzandali said

    i studied your news i agree

  2. farzandali said

    still i need a lot of time to study yyour article it is good effort

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