Posted by mragnedda on September 19, 2008
Stamattina, quasi per caso, incontro uno studente. Ci fermiamo a chiacchierare e decidiamo di bere un caffè insieme. Già questo semplice inizio potrebbe essere uno spunto di riflessione: fermarsi a chiacchierare con uno studente in un mondo accademico così formale potrebbe essere oggetto di discussione: perché in Italia si è così formali? Perché da noi esiste questo distacco docente/discente che nel resto d’Europa è impensabile?
A berci un caffè dicevo: il caffè è una droga socialmente accettata, a differenza di altre che pur essendo usate da migliaia di anni sono considerate da qualche decennio (dagli anni trenta in particolar modo) pericolose e proibite. Il caffè giunge a noi in prevalenza da paesi un tempo colonizzati dagli europei (e da qui il tema della colonizzazione e ora dello sfruttamento delle piantagioni di caffè, ma anche il tema del commercio equo e solidale che prova a rompere con le logiche dello sfruttamento); il caffè è una bevanda di compagnia, è un modo di relazionarsi agli altri. Insomma gli spunti di riflessione, anche partendo da questo semplice spaccato di vita quotidiana, non mancano. Ma non è di questo che voglio parlare ora.
Un sociologo, e più in generale uno studioso di scienze sociali, dovrebbe sempre porsi domande su tutto ciò che lo circonda, indagare il e sul banale, affrontare l’ovvio, senza cadere nell’ovvietà. Read the rest of this entry »
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Posted by mragnedda on September 10, 2008
di Everardo Minardi (Università di Teramo)
L’istruzione non è più un bene pubblico! Questa è in sintesi la conseguenza del d.l. 112, approvato in via definitiva dal Parlamento il 2 agosto, e che contiene la norma per cui le Università italiane da istituzioni pubbliche possono decidere (a maggioranza semplice dei senati accademici!) di trasformarsi in fondazioni di diritto privato, con tutte le conseguenze che ciò comporta sui diversi piani giuridici e organizzativi (come quelli dei rapporti di lavoro).
Questa iniziativa del governo, già divenuta legge a tutti gli effetti, è stata ed è tuttora ampiamente trascurata non solo dai partiti, dell’opposizione in particolare, ma anche dagli organi accademici delle Università italiane, diversamente preoccupate dei tagli significativi alle risorse finanziarie (tra cui quelle del fondo di finanziamento ordinario f.f.o. e della ricerca scientifica.
In realtà la decisione di favorire e sostenere la trasformazione delle Università in istituzioni di diritto privato (al pari delle imprese in questo caso non profit), avvia indiscutibilmente il processo di privatizzazione di strutture da sempre pubbliche nel nostro ordinamento; ma tale provvedimento soprattutto introduce, con un vero colpo di mano, senza coinvolgere alcuna componente della Università, un principio che scardina la vocazione pubblicazione della istituzione universitaria.
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Posted by mragnedda on September 4, 2008
La Russia ha invaso la Georgia. No è stata la Georgia ad invadere l’Ossezia del sud e la Russia è intervenuta per difendere i civili (di cui il 90% con passaporto russo). L’occidente (e all’unanime i media occidentali) e il filo occidentale presidente georgiano Saakashivili hanno etichettato l’intervento russo come invasione. Putin e Medved (in realtà più il primo che il secondo) hanno parlato di operazione di peacekeeping, stile modello occidentale, facendo proprio il vocabolario internazionale orwelliano (quello che la guerra è pace). Il mondo occidentale ha riconosciuto l’indipendenza del Kosovo con il parere negativo di Mosca. La Russia riconosce l’indipendenza dell’Ossezia del sud e dell’Abkhazia, con il parere negativo dell’occidente. E così dal 26 agosto 2008, queste due enclavi sono di fatto tornate sotto l’egida dell’impero russo. Infatti riconoscendone l’indipendenza, Mosca le rende dipendenti da se stessa legittimando così la propria presenza militare. Naturalmente come peacekeepers e per mantenere la pace. Un po’ come le nostre truppe in Afganistan. Read the rest of this entry »
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