Massimo Ragnedda

Riflessioni a blog aperto

Archive for the ‘Elezioni’ Category

Doposoru

Posted by mragnedda on February 19, 2009

Che fare nel dopo Soru: autocritiche e qualche prima idea per ripartire. di Guido Melis.

E adesso, come sappiamo fare noi sardi, bisogna elaborare il lutto. Era nel conto una sconfitta di Renato Soru sul filo di lana, non la débacle che ci è capitata addosso. Colpo durissimo, per chi ha creduto e ancora crede nel progetto di Soru e nell’idea di una Sardegna “moderna” e al tempo stesso “antica”. Ma le lezioni della storia, quando vengono, vanno colte, e possibilmente razionalizzate per andare avanti. Perché abbiamo perduto? Dove abbiamo sbagliato? Cominciamo col dire che mai prima di oggi avevamo visto sulle elezioni regionali sarde un’offensiva avversaria così massiccia, pervicace, comunicativamente efficace. Berlusconi ha scelto scientemente come candidato alla Regione un egregio signor Nessuno e poi, rubandogli letteralmente la scena, ha combattuto lui in prima persona la battaglia, mettendo in campo non solo il suo indubbio carisma ma la sua onnipotenza mediatica. Abbiamo scherzato per un mese e mezzo sull’ignoto signor Cappellacci e sul Cavaliere propalatore di barzellette. Ammettiamo adesso di aver sottovalutato la potenza dell’operazione, e le sue ottime probabilità di riuscita. L’onda lunga del berlusconismo, inteso come la forma nuova dell’egemonia della destra non solo sui ceti tradizionalmente conservatori ma su ampi strati di quelli che erano un tempo le classi popolari o comunque i ceti medi elettori dei partiti democratici, è ancora possente, favorita da un Pd nazionale che stenta a trovare la sua collocazione e la sua linea unitaria. Credevano che la Sardegna, per chissà quali sue presunte doti primigenie (l’orgoglio dei sardi…), ne fosse al riparo. Ci siamo dovuti ricredere. Questo è il primo punto fermo, e dovremo tenerlo presente per il futuro. C’è però un secondo fattore della sconfitta, e sarebbe assurdo ignorarlo. Parlo dello stato pre-comatoso nel quale il Pd sardo ha versato sinché, giunto a Cagliari il commissario Passoni (che – ben inteso – ha fatto il possibile e l’impossibile, e al quale dobbiamo essere comunque grati) non si è cercato di tamponare le ferite più gravi e di dare al Partito e alle sue liste un po’ di belletto. Read the rest of this entry »

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Appello degli intellettuali per Soru

Posted by mragnedda on February 11, 2009

soru1Lettera aperta di alcuni esponenti del mondo dell’arte e della cultura

A proposito di una domanda che riguardava l’elezione di Barak Obama, Renato Soru ha recentemente dichiarato in televisione: “L’Italia di oggi sfortunatamente è troppo lontana da questa America. Ma l’Italia di oggi può però cambiare rapidamente, l’Italia di oggi può riacquistare questa passione civile, questo impegno, questo coraggio di guardare avanti e non di guardare indietro, il coraggio di parlare la lingua della speranza e non la lingua della paura. Ecco, gli Stati Uniti ci hanno dato questo, ci stanno parlando il linguaggio della speranza laddove noi ci attardiamo con il linguaggio della paura.” L’Italia ha bisogno di un personaggio politico che promuova questi valori. Ne ha bisogno subito. Viviamo infatti in un paese stagnante e non soltanto dal punto di vista economico. La posta in gioco sono valori per i quali la parola “sviluppo” significa molte cose: tra queste la promozione della cultura a livello locale e nazionale, l’accettazione delle differenze tra esseri umani che collaborano in uno stesso ambiente di lavoro e di vita, la capacità di credere attivamente nelle giovani generazioni con la creazione di nuovi e migliori posti di lavoro, l’investimento in un modello di istruzione che la renda qualificata, vicina sia alla ricerca sia al mondo del lavoro, capace di competere a livello europeo e internazionale. L’adesione a principi come questi può sviluppare una civiltà vitale e aperta che mantiene intatto il legame con la propria storia, le proprie radici, la propria identità. Noi crediamo che il modello di governo che Renato Soru ha proposto per la Sardegna negli ultimi cinque anni, con risultati precisi e inconfutabili, e che ripropone per la prossima legislatura regionale, possa diventare un modello di crescita per l’Italia nel suo complesso. Read the rest of this entry »

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Soru-Cappellacci: un confronto

Posted by mragnedda on February 10, 2009

soruLo sapevate che:

«  Il debito totale del bilancio regionale è stato ridotto, in 4 anni, di oltre 2400 milioni di euro.

« In Sardegna, nel 2004, si è arrivati a spendere l’esorbitante cifra di 340 milioni di euro per la formazione professionale.

« Nel 2004, la Regione Sardegna, enormemente indebitata, impiegava il 98% delle risorse del proprio bilancio per le spese correnti, ovvero stipendi del personale, locali ecc., mentre ora questa percentuale è scesa al 65%: ciò consente di investire il restante 35% nelle politiche sociali, sanitarie, dell’istruzione ecc.

« Durante l’amministrazione Soru le auto blu della Regione sono passate da 750 a 50.

« L’amministrazione Soru ha eliminato circa 1000 posti di sottogoverno negli enti pubblici, tra cui, ad esempio, le Comunità Montane: non a caso, Soru è uno dei pochi uomini politici elogiati dal libro “La Casta”.

« Il 28 aprile 2006, per la prima volta nella storia, la Giunta ha adottato una delibera in lingua sarda.

« Grazie alla vittoriosa vertenza entrate condotta dalla Giunta Soru, l’ammontare delle entrate regionali è cresciuto, nel periodo 2007-2009, di 1458 milioni di euro. Si trattava di denaro di spettanza della Sardegna ma che lo Stato tratteneva, inspiegabilmente, a Roma; Soru è riuscito a restituire alla Sardegna queste somme.

« Per evitare conflitti di interessi, Soru ha ceduto le proprie azioni Tiscali e Unità al prof. Racugno, illustre studioso e persona di specchiata moralità e indipendenza, che le gestirà senza che Soru possa intervenire in alcun modo. La Sardegna è la prima Regione italiana ad aver disciplinato questa materia.

« La connessione veloce a internet serviva, nel 2004, solo il 24% dei comuni sardi mentre, nel 2009, la Regione Sardegna sarà la prima, in Italia, a servire il 100% dei Comuni.

« La Regione, per la prima volta, ha destinato un finanziamento di 6 milioni di euro affinché le categorie più deboli venissero sostenute nel pagamento del canone d’affitto.

« La Regione ha finanziato oltre 1000 richieste per l’acquisto della prima casa.

« L’ex Cartiera di Arbatax, con il contributo della Regione, è stata trasformata in un polo nautico  di eccellenza per la costruzione di imbarcazioni, con la previsione di 700 assunzioni.

« Grazie alla legge regionale n. 6/2008 il costo dell’acqua per usi irrigui è diminuito del 65%.

« Secondo i dati Istat gli occupati in Sardegna sono passati dai 575.000 del primo trimestre 2004 ai 633.000 del secondo trimestre 2008. Read the rest of this entry »

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La grande balla di Berlusconi in Abruzzo. Non consegnamoli anche la Sardegna

Posted by mragnedda on January 30, 2009

Di Carlo Messora.

Cari abruzzesi, che avete cantato felici Meno male che Silvio c’è, il 12 dicembre 2008 a Chieti; che lo avete proclamato Re in casa vostra, facendovi imbonire dalle sue fanfaluche; che avete subito il suo ricatto elettorale, quando vi ha tolto mezzo miliardo di euro promettendovene sedici in cambio del vostro voto…
Cari abruzzesi, oggi il vostro destino si è compiuto. Avete scoperto che la festa a cui credevate di essere stati invitati, altro non era se non un plotone di esecuzione. Volevate ripulire la vostra regione dalla corruzione, e avete scoperto che era Berlusconi a voler ripulire la vostra regione da Voi.

Ecco come il venditore di pentole e pignatte elettorali vi ha convinto a firmare le cambiali più lunghe della vostra vita, in cambio di una colossale fregatura.

«Il programma per l’Abruzzo lo conoscete. Il Governo sarà vicino a Gianni e alla sua squadra di governo della regione. E qui, noi garantiamo anche che nel rilancio delle infrastrutture, a cui daremo vita a partire dal giorno 18 prossimo, in cui approveremo, nel Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, il CIPE, 16 miliardi e 600 milioni di euro destinati tutti alla realizzazione di infrastrutture, e fra queste infrastrutture ci saranno le infrastrutture di cui avete bisogno, le opere manutentive di cui avete bisogno, ci sarà la velocizzazione della Pescara – Roma con il raddoppio di alcune situazioni di questa linea.» [Silvio Berlusconi, Chieti, 12 dicembre 2008]

Il C.I.P.E., il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, si è riunito come previsto il 18 dicembre 2008, quindi sei giorni dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi a Chieti. Nel verbale che riporta gli esiti della seduta si apprende che ha stanziato 7,3 miliardi di euro per le infrastrutture, non sedici!
Ci sono fondi per la Calabria, fondi per le aree montane, fondi per la tratta autostradale tirrenica Rosignano – Civitavecchia, fondi per il sistema MOSE di Venezia. Perfino la Moratti è venuta giù a chiedere dei soldi per l’Expo di Milano.

Non figura da nessuna parte la velocizzazione della Pescara – Roma.
Di più, non c’è un solo euro per l’Abruzzo!

Cari abruzzesi, Berlusconi vi ha raccontato una balla, vi ha preso in giro, vi ha tradito. Adesso non importa che abbiate votato a destra, a sinistra o che non abbiate votato affatto: dovete chiedergliene conto.
Io lo sto facendo. La rete non perdona.

Cari abruzzesi, anzi cari italiani, la prossima volta che dovete prendere una decisione così importante, spegnete la televisione. Accendete internet!

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Fuori Berlusconi dalla Sardegna: sappiamo decidere da soli!

Posted by mragnedda on January 27, 2009

soruL’uomo più ricco d’Italia spende un mare di soldi pubblici, nostri per una guerra elettorale privata a Soru: plateale abuso di potere.

di Giorgio Melis

«Non è indecente e oltraggioso che l’uomo più ricco d’Italia faccia pagare ai contribuenti, in questo momento di drammatica recessione, una tassa arbitraria per gli eccessi e gli interessi di una personalissima campagna elettorale in una Regione di un milione 600mila abitanti rispetto ai 60 dell’Italia? Perché nessuno, e neanche tra voi sardi, denuncia lo scandalo? Diventerà sempre più clamoroso via via che Berlusconi manterrà l’impegno di andare in Sardegna nove volte per attaccare Soru, anziché lasciare che voi sardi decidiate in santa pace chi volete che vi governi. Avete ancora il complesso dei colonizzati, se accettate una così incredibile interferenza nelle cose vostre. Stando anche zitti sullo spreco di soldi pubblici che viene fatto in vostro nome, non certo per i vostri e nostri interessi. I tagli alla spesa pubblica e sociale incidono ogni giorno di più sulla vita dei cittadini meno abbienti, sui servizi prestati alle fasce più deboli.Come si può accettare che il presidente del Consiglio spenda tanti soldi pubblici, con aerei di Stato, mobilitazione di forze dell’ordine, spese straordinarie per la sicurezza non in una accettabile sortita ma addirittura nove, per una guerra privata contro il governatore di una Regione importante quanto si vuole ma periferica, dove certo non si giocano le sorti dell’Italia ma solo le scelte elettorali della sua autonomia?». Read the rest of this entry »

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Elogio di un Santo

Posted by mragnedda on April 29, 2008

Mitico. Walter sei un mito. Hanno ragione i camerati che ieri notte, con le croci celtiche e le braccia tesa al saluto romano, appena tre giorni dopo che l’Italia ha festeggiata la liberazione dal fascismo (così giusto per capire che umore tira…), hanno esibito un beffardo slogan: “Veltroni santo subito”. D’altronde è riuscito nel miracolo. “Con le primarie ha fatto cadere il governo Prodi. Con le politiche ha cacciato i comunisti dal Parlamento. Candidando Rutelli ha perso Roma”. Quello slogan è una perfetta analisi della sua ascesa (o discesa) politica. Certo, un’analisi striminzita, semplice, ma con un messaggio forte. D’altronde si trattava di uno slogan: di quelli che piacciono tanto a te, caro San Walter.

Eccolo qua il mito, appena promosso come nuovo Santo, della politica italiana. E del centrosinistra. Quello del “We can” e del “I care” di qualche anno fa (se non detti in inglese, pare che i suoi slogan non sortiscano l’effetto sperato) . Lui sì, che ne sa. Caspita se ne sa. È un avanguardista, un apripista, uno moderno (più probabilmente postmoderno, cioè privo di fondamenta, disancorato e senza grandi ideali ad illuminare le sue buie idee).

San Walter è quello che non nominava mai Silvio durante la campagna elettorale (ma tramava, sperando in un pareggio, con il pregiudicato avversario) e si limitava al “principale esponente dello schieramento a noi avverso”, così giusto per crearli un altro po’ di suadente mistero intorno. San Walter è quello che si è schierato più contro la sinistra che contro il suo avversario, che non ha mai difeso l’operato del suo governo, seguendo la destra nell’opera di demonizzazione, che ha fatto cadere il governo, quando stava per ridistribuire il tesoretto, dopo due anni di sacrifici e malcontento. Ora quel tesoretto e il risanamento, se lo godrà il centrodestra e con le loro televisioni ci convinceranno che è merito loro. Mitico Walter. Hai dato la caccia alla sinistra, l’hai affossata per inseguire il bel Pierfendi al centro e ora ti ritrovi con un pugno di mosche bianche in mano. Mentre quelle nere ronzolano, tanto da infettare la capitale… Read the rest of this entry »

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La realtà che non c’è. Eppure c’è

Posted by mragnedda on April 22, 2008

C’era una volta un piccolo regno. Una piccola comunità che prosperava in armonia e pace e ben retta da un vecchio e saggio re. Il re ascoltava le esigenze dei suoi sudditi (come si direbbe oggi: ascoltava la base…cosa che una certa sinistra non ha fatto…) e governava in maniera virtuosa. Perfetta intesa dunque tra i cittadini e il re. Perfetta sino al giorno che per un incantesimo l’acqua della fontana diventò pericolosa: berla significava diventare pazzi. Chi si abbeverò a quella fontana (l’unica in tutto il regno) percepiva una realtà che non esisteva, vedeva cose che non c’erano, avvertiva bisogni non reali. L’hanno bevuta tutti quell’acqua. Tutti tranne il re, che aveva un suo pozzo nel giardino. Egli, non bevendo quell’acqua, continuava a vedere la “realtà” per quella che era, ad usare il senno. Era l’unico non visionario, l’unico non incantato e la cui visione del mondo non era influenzata da quell’acqua maledetta. L’idillio a quel punto finì. Il re non riusciva ad andare di pari passo con il popolo: sapeva che la visione che il popolo aveva della realtà era distorta e sbagliata. Lo sapeva molto bene. Provò a farli ragionare, aprire gli occhi, riflettere. Ma non c’era niente da fare. Niente. Il divario di vedute tra re e cittadini era incolmabile. Il re si disperò. Chi aveva bevuto quell’acqua non riusciva più a disintossicarsi e tornare a vedere la realtà con altri occhi. Al vecchio re non rimase che un grande dilemma: continuare sulla sua strada, ovvero non bere quell’acqua e non assecondare le visioni distorte del popolo, oppure bere quell’acqua, intossicarsi e procedere di pari passo con le esigenze della gente. Il re optò per questa seconda scelta. Andò alla fonte, si abbeverò con quell’acqua maledetta e cominciò ad avere visioni. Vedeva il mondo con occhi diversi: la realtà era deformata, non “reale”, distante dalla realtà. Ma. Già, c’era un ma: la vedeva con gli occhi della gente. Della sua gente. Andava di nuovo di pari passo con loro. Ascoltava di nuovo le richieste dei suoi sudditi. E l’idillio continuò. Le favole a questo punto finiscono con un: e vissero felici e contenti. Un po’ come gli happy ending dei film hollywoodiani. Read the rest of this entry »

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Riflessioni su un viaggio americano. Ultimo atto. L’americanizzazione

Posted by mragnedda on April 15, 2008

C’era una volta l’anomalia italiana. In Italia era attivo il più grande e forte partito comunista d’occidente. Per questo gli USA non la perdevano mai d’occhio. Troppo importante, strategicamente, per lasciarla in mano agli italiani. Ingenti aiuti economici e militari, per limitare, con mezzi leciti e meno leciti, l’ascesa al potere dei comunisti in Italia. Poi il partito si sciolse, dopo la caduta del muro di Berlino, e venne, subito dopo, rifondato. Andò al governo e lo fece cadere. Allora si scisse. Si riappacificarono, pur tenendo distinti i nomi dei partiti, ed andarono al governo. Tutto sino a qualche mese fa. Un vecchio volpone della politica, nonché ministro della giustizia, facendo male i conti elettorali decise (non da solo, ma anche sotto indirette pressione del neonato partito che raccoglie ex comunisti e ex democristiani) di far cadere il governo. Giungiamo così alla nuova anomalia italiana: unico paese occidentale che non ha socialisti in parlamento. Lasciamo pure perdere i comunisti, che pure sono rappresentanti in qualche altro paese (non tantissimi a dire il vero), ma i socialisti ci sono (quasi) ovunque. Ma non in Italia. È la prima volta, dal dopoguerra, che in parlamento non si trova neanche una persona che si rifà al partito socialista o comunista. È l’Italia che cambia, ragazzi. Non è mia intenzione esprimere giudizi di valore, perlomeno in questa sede, sulla cosa. Era, ed è, una constatazione di fatto. Ci stiamo americanizzando. L’hanno detto quasi tutti. Lo dico anche io. E non da oggi, ad essere sinceri. La direzione sembra essere questa: vogliamo fare gli americani. Non solo per il bipartitismo. Tutta la campagna elettorale è stata filoamericana. Read the rest of this entry »

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