Massimo Ragnedda

Riflessioni a blog aperto

Archive for the ‘mass media’ Category

Notizie che Claudio Pagliara (inviato RAI) non dirà.

Posted by mragnedda on January 8, 2009

gaza_1_resizeRiprendo dal sito di Repubblica alcuni “Ultim’ora” che Claudio Pagliara eviterà bene di dire in televisione e il nostro pessimo ministro degli affari esteri Frattini rifiuterà di commentare. Su queste notizie non si può tacere, a meno di essere in assoluta malafede. Nessuno qui difende Hamas: ma un milione e mezzo di persone vivono in prigione, come in un campo di concentramento, senza cibo e medicine. E questo, caro Claudio Pagliara, non succede da quando Israele ha cominciato a bombardare su larga scala, ma da quasi due anni. È questo che da forza agli estremisti. Il 70% di disoccupati, persone che per mangiare deve aspettare gli aiuti della comunità internazionale che Israele blocca, nessuno può uscire da quella prigione, ogni tanto qualche bomba qua e là. Poi ci si sorprende se alla tracotanza si risponde con arroganza, se alla violenza si risponde con violenza. Ci si sorprende. E poi sentiamo Claudio Pagliara che dice, la colpa è di Hamas. Vergogna. Hamas ha le sue colpe, ma non si può dimenticare le colpe di Israele e non si può far finta di non vedere che a Gaza vivono un milione e mezzo di persone come in un campo di concentramento. Non si può. A meno di essere in malafede o faziosi. Esattamente l’opposto di quanto la deontologia professionale del giornalista richiede.

16:49 Unrwa: “La crisi peggiora di ora in ora”

La pausa di tre ore nei combattimenti e’ ”insufficiente” e la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza peggiora ”di ora in ora”. E’ quanto ha denunciato il portavoce dell’Unrwa, l’Agenzie delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi. Christopher Gunness ha precisato che gli 1,5 milioni di abitanti del territorio sono in una situazione ”critica”. Il portavoce dell’agenzia dell’Onu ha sottolineato che le riserve di cibo bastano solo per qualche giorno, specialmente dopo la chiusura del valico di Karni tra Israele e la Striscia di Gaza, abitualmente utilizzato per le consegne alimentari.

16:09 Croce Rossa: Israele ha violato il diritto umanitario internazionale

La Croce Rossa internazionale (Cicr) ha oggi accusato le forze israeliane a di avere ritardato l’accesso ai feriti in un quartiere di Gaza, tra cui quattro bambini che per quattro giorni sono rimasti in casa senza cibo e acqua accanto al cadavere della madre. Il Cicr sostiene che le forze israeliane rallentano i soccorsi e impediscono alle ambulanze di evacuare i feriti dalle zone colpite. “Quanto è accaduto è semplicemente scioccante”, ha detto il responsabile del Cicr in Israele, Pierre Wettach. Le aumbulanze, ha aggiunto, sono state autorizzate a intervenire solo mercoledi, ossia quattro giorni dopo l’inizio dell’offensiva terrestre. “I militari israeliani dovevano sapere bene qual era la situazione ma non hanno fatto niente per soccorrere i feriti”, ha proseguito Wettach. In un duro comunicato diffuso oggi a Ginevra, il Cicr sostiene che “in questa circostanza gli israeliani non hanno fatto fronte ai loro obblighi in base al diritto umanitario internazionale”. Read the rest of this entry »

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Claudio Pagliara e l’informazione Rai sulla guerra a Gaza

Posted by mragnedda on January 6, 2009

gaza-shellingLa Striscia di Gaza è occupata da 41 anni: la colpa è di Hamas (nata nel 1987).

Israele non rispetta da tempo le risoluzioni dell’ONU: la colpa è di Hamas.

Israele tiene da 19 mesi un milione e mezzo di persone nella Striscia di Gaza, come fossero in una prigione a cielo aperto, continuando a bombardare e uccidere civili e miliziani: la colpa è di Hamas.

Israele da 12 giorni bombarda indiscriminatamente civili e militanti, donne e bambini, scuole e ospedali, infrastrutture civili e depositi militari: la colpa è di Hamas.

Israele bombarda ospedali, famiglie, bambini (più di 100 quelli già morti in poco più di dieci giorni): la colpa è di Hamas.

Israele bombarda le scuole dell’ONU ben segnalate e riconoscibili, con decine e decine di bambini e donne: la colpa è Hamas.

Israele non fa entrare nella Striscia di Gaza medicinali, viveri: la colpa è di Hamas.

Israele usa fosforo bianco, un’arma letale vietata dalla convenzione di Ginevra, dentro i centri abitati: la colpa è di Hamas.

Decine di migliaia di bambini sono sotto choc, tramautizzati, per sempre psicologicamente compromessi: la colpa è di Hamas.

Tre ospedali mobili di una ONG danese vengono bombardatati: la colpa è di Hamas.

A sentire “l’imparziale” inviato Rai Claudio Pagliara, tutto è colpa di Hamas.

Israele dice di non trattare con i terroristi di Hamas: guardate una nota terrorista di Hamas. Ha ragione Pagliara: la colpa è di Hamas.

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Questo è lo stato dell’informazione italiana. Questa bambina non ha nessuna colpa. Questa bambina, anche se palestinese, è una vittima innocente di un bombardamento barbaro. Vi prego guardatela negli occhi e pensate: e se fosse mia figlia? E se fosse vostra figlia?

Meno male abbiamo un “imparziale” ministro degli esteri, probabilmente il peggiore che la repubblica italiana abbia mai conosciuto, Franco Frattini, che chiede agli amici israeliani di bloccare l’offensiva militare.  Sicuramente lo ascolteranno, lui che è così autorevole. D’altronde aveva assicurato qualche giorno fa che Israele non avrebbe mai invaso, via terra la Striscia di Gaza.  Dopo due giorni è stato smentito.

Una domanda nasce spontanea: questo bombardamento di civili inermi, queste centinaia di bambini uccisi, aiuteranno la formazione di quella cultura della pace, fondamentale tanto per Israele quanto per la Palestina? Questi indiscriminati bombardamenti piegheranno Hamas o gli daranno più forza?

Una cosa per ora è certa: si tratta di crimini contro l’umanità, anche se Claudio Pagliara dirà: è colpa di Hamas.

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Pandora TV

Posted by mragnedda on December 13, 2008

pandorasassari“Anche i media indipendenti (alternativi) possono svolgere un ruolo importante. Sebbene dotati (per definizione) di scarse risorse, acquistano importanza allo stesso modo delle organizzazioni popolari: unendo le persone con risorse limitate che, interagendo tra loro, possono moltiplicare la loro efficacia e la loro comprensione – il che costituisce esattamente quella minaccia democratica tanto temuta dalle élite dominanti.” Chomsky.

Per presentare il nuovo fomat televisivo Pandora TV non potevo non usare che le parole di Chomsky.

Lunedì 15 la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari, aprirà le porte alla presentazione di questo nuova e indipendente televisione, convinta com’è che l’Università debba essere il luogo di discussione critica, debba aprirsi alle iniziative che promuovono la democrazia. L’Università non può essere solo il luogo dove si impartiscono lezioni, concetti, dove si studia: l’Università deve anche essere il polmone critico della società, deve preparare le future generazioni a pensare criticamente e autonomamente. L’Università deve essere il luogo di discussione e di formazione dello spirito critico.

Ecco perché lunedì 15 dicembre ore 17 presenteremo questa nuova tv indipendente.

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Fascist Legacy – Un’eredità scomoda

Posted by mragnedda on November 24, 2008

Fascist Legacy (“L’eredità del fascismo”) è un documentario della BBC sui crimini di guerra commessi dagli italiani durante la Seconda Guerra Mondiale. La RAI acquistò una copia del programma, che però non fu mai mostrato al pubblico. La7 ne ha trasmesso ampi stralci nel 2004. Il documentario, diretto da Ken Kirby, ricostruisce le terribili vicende che accaddero nel corso della guerra di conquista coloniale in Etiopia – e negli anni successivi e delle ancora più terribili vicende durante l’occupazione nazifascista della Jugoslavia tra gli anni 1941 e 1943. Particolarmente crudele la repressione delle milizie fasciste italiane nella guerriglia antipartigiana in Montenegro ed in altre regioni dei Balcani. Tali azioni vengono mostrate con ottima, ed esclusiva, documentazione filmata di repertorio e con testimonianze registrate sui luoghi storici nella I puntata del film. Il documentario mostra anche i crimini fascisti in Libia e in Etiopia. Nella II puntata il documentario cerca di spiegare le ragioni per le quali i responsabili militari e politici fascisti -colpevoli dei crimini- non sono stati condannati ai sensi del codice del Tribunale Militare Internazionale di Norimberga, per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Conduttore del film è lo storico americano Michael Palumbo, autore del libro “L’olocausto rimosso”, edito -in Italia- da Rizzoli. Nel film vengono intervistati -fra gli altri- gli storici italiani Angelo Del Boca, Giorgio Rochat, Claudio Pavone e lo storico inglese David Ellwood.

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The political economy of media

Posted by mragnedda on May 12, 2008

A new book of Robert McChesney More than any other work, The Political Economy of Media demonstrates the incompatibility of the corporate media system with a viable democratic public sphere, and the corrupt policymaking process that brings the system into existence. Among the most acclaimed communication scholars in the world, Robert W. McChesney has brought together all the major themes of his two decades of research. Rich in detail, evidence, and thoughtful arguments, The Political Economy of Media provides a comprehensive critique of the degradation of journalism, the hyper-commercialization of culture, the Internet, and the emergence of the contemporary media reform movement. The Political Economy of Media is mandatory reading for anyone wishing to understand and change media, and the political economy, in the world today.

Introdution. This book presents research and critical analysis in the tradition known as the political economy of media, also known as the political economy of communication. (Though for the most part I will use the term “political economy of media” in this book, I regard both terms as synonymous and have used them widely in my work over the years.) In Communication Revolution: Critical Junctures and the Future of Media, the 2007 book that is the companion volume to this one, I laid out my assessment of the field of political economy of media, its history, its domain, its relationship to other branches of communication research, its relationship with popular politics, and the pressing research issues before it. In this book I provide examples of my own research in this tradition, in twenty-three essays written in the quarter-century from 1984 to 2008. Read the rest of this entry »

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