C’era una volta un piccolo regno. Una piccola comunità che prosperava in armonia e pace e ben retta da un vecchio e saggio re. Il re ascoltava le esigenze dei suoi sudditi (come si direbbe oggi: ascoltava la base…cosa che una certa sinistra non ha fatto…) e governava in maniera virtuosa. Perfetta intesa dunque tra i cittadini e il re. Perfetta sino al giorno che per un incantesimo l’acqua della fontana diventò pericolosa: berla significava diventare pazzi. Chi si abbeverò a quella fontana (l’unica in tutto il regno) percepiva una realtà che non esisteva, vedeva cose che non c’erano, avvertiva bisogni non reali. L’hanno bevuta tutti quell’acqua. Tutti tranne il re, che aveva un suo pozzo nel giardino. Egli, non bevendo quell’acqua, continuava a vedere la “realtà” per quella che era, ad usare il senno. Era l’unico non visionario, l’unico non incantato e la cui visione del mondo non era influenzata da quell’acqua maledetta. L’idillio a quel punto finì. Il re non riusciva ad andare di pari passo con il popolo: sapeva che la visione che il popolo aveva della realtà era distorta e sbagliata. Lo sapeva molto bene. Provò a farli ragionare, aprire gli occhi, riflettere. Ma non c’era niente da fare. Niente. Il divario di vedute tra re e cittadini era incolmabile. Il re si disperò. Chi aveva bevuto quell’acqua non riusciva più a disintossicarsi e tornare a vedere la realtà con altri occhi. Al vecchio re non rimase che un grande dilemma: continuare sulla sua strada, ovvero non bere quell’acqua e non assecondare le visioni distorte del popolo, oppure bere quell’acqua, intossicarsi e procedere di pari passo con le esigenze della gente. Il re optò per questa seconda scelta. Andò alla fonte, si abbeverò con quell’acqua maledetta e cominciò ad avere visioni. Vedeva il mondo con occhi diversi: la realtà era deformata, non “reale”, distante dalla realtà. Ma. Già, c’era un ma: la vedeva con gli occhi della gente. Della sua gente. Andava di nuovo di pari passo con loro. Ascoltava di nuovo le richieste dei suoi sudditi. E l’idillio continuò. Le favole a questo punto finiscono con un: e vissero felici e contenti. Un po’ come gli happy ending dei film hollywoodiani. Read the rest of this entry »
Posts Tagged ‘Iperrealtà’
La realtà che non c’è. Eppure c’è
Posted by mragnedda on April 22, 2008
Posted in Elezioni, Riflessioni, Sociologia | Tagged: Elezioni, Iperrealtà, mass media, sinistra, televisione | 4 Comments »
Riflessioni su un viaggio americano. Terza parte.
Posted by mragnedda on April 8, 2008
L’America ci incanta sempre. Ah in America si trova questo; ah se fossimo in America; ah l’America… Ce l’abbiamo proprio nelle teste. E nel cuore. Anni e anni passati di fronte alla TV a sognarne i miti e a desiderare quello che gli adolescenti americani desiderano, a gioire o disperarci quando loro si disperano, a sentirci tutti americani. Anni e anni dicevamo: e tutto quel tempo ti forma. Siamo esseri sociali perché immersi nella società che ci circonda. Siamo esseri mediali, perché ci formiamo, anche, in relazione ai media. Più tempo si trascorre in compagnia dei media e più informazioni riceviamo da loro e più probabilità che ci formino abbiamo. Pensiamo ad MTV: milioni di ragazzi trascorrono il proprio tempo libero guardando le sue trasmissioni. Clip musicali, che altro non sono che semplici operazioni commerciali, vengono trasmessi in continuazione, veicolando immagini e spaccati della vita statunitense. In MTV troviamo un concentrato di postmodernità. Lo so, lo so: la discussione su cosa sia e cosa no la postmodernità è tutt’altro che finita. Ma io, dovendo prendere parte, patteggio per la postmodernità. E gli USA sono un paese postmoderno. Caspita se lo sono. Ritorniamo ad MTV però. Già perché lì ci siamo fermati. Se ci pensiamo bene non offre giudizi e non crea punti di riferimento. Tratta argomenti che Bourdieu avrebbe definito “omnibus”, senza cuore, senza anima e sui quali non si deve, e non si può, prendere parte. Read the rest of this entry »
Posted in Viaggi | Tagged: Bourdieu, industria culturale, Iperrealtà, mass media, postmodernità, Sociologia | 4 Comments »