Chi va a piedi usa la testa

p1000465.jpgChi va a piedi usa la testa. E già perché andare a piedi significa usare la testa. Pensiamoci un attimo: andare a piedi ci permette di mantenerci in forma, di non inquinare, di incontrare persone, di scoprire angoli nascosti della città, di evitare lo stress da traffico e da parcheggio. Dai dite la verità: quante volte ci siamo stancati di più a cercare un dannato parcheggio che a fare cento metri a piedi? Andare a piedi riduce lo stress, rasserena gli animi. Andare a piedi è dunque un modo per regalare un sorriso alla città. La città è anche la nostra e a noi spetta viverla. Non deleghiamo sempre tutto agli altri. Iniziamo dal basso, dalle piccole cose. Andare a piedi migliora la vita. Nostra e anche degli altri.E poi non dimentichiamoci che andare a piedi ci permette di risparmiare, non solo in termini di tempo, ma anche e soprattutto in termini economici. E già la tasca. Spesso non riusciamo ad arrivare a fine mese, però alla macchina non riusciamo proprio a rinunciare. Eppure la benzina, o diesel fate voi, incide in maniera sempre più consistente sulle nostre tasche. E allora, quando possiamo andiamo a piedi, lasciamo respirare la città, lasciamo respirare i nostri polmoni. E le nostre tasche. E poi veramente camminare fa bene. L’ha ricordato anche il sindaco Ganau il giorno della presentazione della campagna sociale promossa dalla facoltà di Lettere e Filosofia di Sassari, in collaborazione con il comune. In quel caso ha parlato anche da medico e non solo da primo cittadino, ricordando come una parte delle malattie principali che affliggono la nostra società è dovuta alla sedentarietà della popolazione. E allora camminate gente, camminate.

Ecco questo è un bel esempio di campagna di comunicazione sociale, ovvero di una campagna pubblicitaria volta a sensibilizzare la popolazione su un tema di comune interesse. Campagna promossa dagli studenti del corso di Sociologia dei processi culturali tenuto da Prof. Gianfranco Sias e Prof. Massimo Ragnedda, del corso di laurea specialistica di MediaRes (Media studies, Arti della rappresentazione, Eventi, Spettacolo). Gruppo che si era già distinto a livello nazionale per aver vinto un premio, nell’ambito della conferenza internazionale promossa dalla Fondazione Pubblicità Progresso e tenutasi all’Università di Milano. Premio prestigioso ed importante che ha dato lustro alla Facoltà di Lettere e Filosofia.

Eppure in quell’occasione non mancarono polemiche. La delegazione che si recò a Milano trovò strano, per usare un eufemismo, il fatto che dietro a belle parole quali solidarietà, sensibilizzazione, impegno sociale, si sia data la parola a due multinazionali. Ecco, le due cose paiono stridere. O una o l’altra. O sensibilità, impegno civile e sociale, o sfruttamento di uomini e risorse. Quale sensibilità possono promuovere le multinazionali, ed in particolare la Coca Cola, accusata in passato di grossi crimini quali lo sfruttamento di lavoratori e la persecuzione di sindacalisti in Colombia?

Loro pagano, finanziano simili iniziative e vogliono presentarsi al pubblico con un’aria più dolce. Dolce e ricca di malsane calorie come quella bibita usata per corrodere la ruggine da noi e in India come diserbante. Bevete Coca Cola e l’umanità vi sorriderà. Questo è il messaggio che voleva passare. La coca cola era uno degli sponsor di quella iniziativa ed in cambio si è dato loro la possibilità di parlare ad una platea composta da studenti, docenti e persone proveniente dal mondo del volontariato. E allora hanno fatto bene i ragazzi a ricordarlo e a sottolineare l’ipocrisia che si nasconde dietro le vuote parole di un’importante fondazione italiana.

La campagna antismog promossa a Sassari non si è avvalsa dei soldi delle multinazionali, perché l’obiettivo non era promuovere una bibita, ma migliorare il livello di vita della popolazione. Certo questa campagna sociale non cambierà il mondo, ma è un piccolo segnale, un invito a riflettere e a prendere in mano la nostra vita.

Gli studenti l’hanno ideata e l’assessorato all’ambiente l’ha finanziata. Sinergia di forze per una causa comune. La città è anche la nostra dicevamo. Allora viviamola. Lasciamo l’auto a casa, quando possibile si intende, e camminiamo. A guadagnarci non sarà una multinazionale, ma la nostra salute e le nostre tasche. E avremo una ragione in più per sorridere.

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2 Responses to “Chi va a piedi usa la testa”

  1. pierpo74 Says:

    Ottima iniziativa. Basta con lo smog e il caos in città. Riprendiamoci la città. Camminiamo per le vie del centro.

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  2. antonio luongo Says:

    Chiedo scusa per l’intrusione, volevo segnalare, quello che si vuole fare in terra d’Irpinia. La bellissima e verde Irpinia, che, a poco diventerà la più grossa megadiscarica d’Europa. Invece di provincializzare il problemi dei rifiuti, riducendo così il trasporto dal luogo di produzione, con notevoli risparmi e soprattutto minore inquinamento, si è pensato di fare un grosso buco in una terra, dove la sua maggiore risorsa è la coltivazione del grano e riempirlo con tutti i rifiuti anche quelli tossici. Con un gruppo di amici, stiamo cercando, attraverso una proposta di realizzazione, del “parco regionale dell’irpinia d’oriente”
    http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/04/23/parco-regionale-dellirpinia-doriente-prima-uscita-domenica-4-maggio-a-sandrea/
    grazie per l’attenzione.

    antonio luongo – cairano-milano

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