Dialoghi sulla libertà. Parte I

L’ho detto sin dall’inizio. Farò il punto sui problemi e i piani. Mi guarderò attorno e rifletterò a voce alta. Oggi mi va di farlo. Non so se lo faccio da studioso di scienze sociali e da comune mortale. Non lo so, e in fondo non lo voglio sapere. Voglio però riflettere su una delle cose più complicate sulle quali riflettere, utilizzata a manca quanto a destra, da tiranno e rivoluzionari, da schiavi e padroni: il sostantivo femminile, libertà. E lo voglio fare partendo da un aneddoto, tanto semplice quanto eloquente.

Proprio ieri ho incontrato un mio vecchio amico dei tempi di Cambridge. Un italiano che a meno di 40 anni ed ha già insegnato a Harvard, LSE, Oxford ed ora insegna a Cambridge. Prima cosa su cui riflettere: da noi sarebbe impensabile. A 32 anni stava già insegnando nella più prestigiosa università al mondo, dopo due anni è andato via per tornare nella “sua” London (dove ha fatto il Ph.D) per poi spostarsi a Oxford e infine approdare a Cambridge dove ora vive. La mobilità da noi è cosa impensabile e cosa assai più grave è impensabile costruirsi la propria carriera da soli. Ma per favore non fatemi dire altro. Read the rest of this entry »

I media rispettino il popolo ROM

Appello giornalisti antirazzisti

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una forte campagna politica e d’informazione riguardante il tema dell’immigrazione. Siamo rimasti molto impressionati per i toni e i contenuti di molti servizi giornalistici, riguardanti specialmente il popolo rom. Troppo spesso nei titoli, negli articoli, nei servizi i rom in quanto tali – come popolo – sono stati indicati come pericolosi, violenti, legati alla criminalità, fonte di problemi per la nostra società.

Purtroppo l’enfasi e le distorsioni di questo ultimo periodo sono solo l’epilogo di un processo che va avanti da anni, con il mondo dell’informazione e la politica inclini a offrire un caprio espiatorio al malessere italiano. Read the rest of this entry »

A forza di essere vento

Anche in questo caso, come già fatto con Katy, trasformo un commento in post. Si tratta di un commento del mio amico Emiliano, su un tema molto caldo e sentito in questo periodo: il problema “sicurezza” e paura rom.
Ho già avuto modo di scrivere sul blog sui rom. Non posso dire di essere un esperto di quella cultura, ma ho avuto modo di occuparmene per puro piacere personale e per polemica politica. Nel ‘98 sulla Nuova Sardegna apparve una lettera di un consigliere comunale di Olbia che descriveva in maniera terroristica e razzista la presenza dei rom sul territorio. A quell’epoca, forse per la giovane età, ero più dedito alla polemica che al ragionamento per cui risposi, sempre dalle colonne del giornale, in maniera piuttosto piccata. Solo pochi anni dopo il nonno di un mio amico fraterno, quasi centenario, fu assassinato da due ragazze nomadi. Ciò mi indusse a riflettere. Tali riflessioni le riporto oggi, visto che il tema dei rom, degli zingari che dir si voglia(ci si dimentica dei sinti, ma non stiamo a fare una disquisizione filologica… ;) è di strettissima attualità. Read the rest of this entry »

The political economy of media

A new book of Robert McChesney More than any other work, The Political Economy of Media demonstrates the incompatibility of the corporate media system with a viable democratic public sphere, and the corrupt policymaking process that brings the system into existence. Among the most acclaimed communication scholars in the world, Robert W. McChesney has brought together all the major themes of his two decades of research. Rich in detail, evidence, and thoughtful arguments, The Political Economy of Media provides a comprehensive critique of the degradation of journalism, the hyper-commercialization of culture, the Internet, and the emergence of the contemporary media reform movement. The Political Economy of Media is mandatory reading for anyone wishing to understand and change media, and the political economy, in the world today.

Introdution. This book presents research and critical analysis in the tradition known as the political economy of media, also known as the political economy of communication. (Though for the most part I will use the term “political economy of media” in this book, I regard both terms as synonymous and have used them widely in my work over the years.) In Communication Revolution: Critical Junctures and the Future of Media, the 2007 book that is the companion volume to this one, I laid out my assessment of the field of political economy of media, its history, its domain, its relationship to other branches of communication research, its relationship with popular politics, and the pressing research issues before it. In this book I provide examples of my own research in this tradition, in twenty-three essays written in the quarter-century from 1984 to 2008. Read the rest of this entry »

Censura nel giorno della memoria

Riprendo e pubblico un commento di Katy perchè mi sembra importante riflettere su queste parole. Per questo mi sembra giusto dedicare a queste parole uno spazio più importante.

La realtà viene considerata come una cosa scomoda. Ieri si celebravano i trent’anni dalla morte per di Aldo Moro, e in contemporanea i trent’anni dall’omicidio di Peppino Impastato giornalista ucciso dalla mafia, del primo si è parlato molto e a ragione del secondo si è quasi taciuto, sui dieci telegiornali che ho visto solo due (su Rai Tre) parlavano della tragica concomitanza. Oggi sono venuta a sapere che anche sul discorso contro il terrorismo tenuto dal capo dello stato c’è stata una censura la Rai ha infatti tagliato il discorso fatto dal presidente dell’Unione Vittime Per Stragi Paolo Bolognesi. Lo allego qui di seguito perchè ritengo giusto che questo messaggio venga diffuso. Sono indignata di fronte a tanto cinismo e tanta indifferenza. A me sembra volontà di dimenticare e di farci dimenticare. Cancellare un pezzo così tragico della nostra storia è privarci della realtà. È un offesa per tutti coloro che sono morti perchè noi fossimo liberi. Read the rest of this entry »

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