Incredibile: siamo d’estate e fa caldo!

Non avevo la possibilità di collegarmi ad internet in questi interminabili giorni. Ragione per cui non ho scritto. E ragion per cui mi sono informato (o disinformato) guardando un po’ di TV. Telegiornali volgari, di parte, privi di morale. Al di là di queste ovvietà di epoca berlusconiana, una cosa mi ha fatto riflettere tanto: il caldo d’estate. Ne hanno parlato come se fosse una novità incredibile, tragica e dalle imprecisate e imprecisabili conseguenze. D’estate fa caldo. Dove sta la notizia? Un vecchio detto delle scuole di giornalismo americano insegnano che se il cane morde l’uomo non fa notizia, ma se è l’uomo che morde il cane, eccovi allora la notizia. Insomma a fare la notizia è la particolarità di un evento. Ciò nonostante tutti i telegiornali parlavano del caldo d’estate. Mi sono detto: ma ha sempre fatto caldo d’estate. Dov’è la notizia allora? Forse per via della mia giovane età, un tempo d’estate non faceva caldo. Questo atroce dilemma non mi dava pace. Ecco allora che ho chiesto aiuto ad un anziano saggio del mio paese natio, che viaggia ormai sui novant’anni ed ha una mente ancora lucidissima.

Senza giri di parole gli ho chiesto: Visto che lei è più grande di me, magari mi saprà dire se anche quando lei era giovane d’estate faceva caldo. La sua risposta è stata chiarissima: d’estate ha sempre fatto caldo. Incredibile. È uno scoop. Ma se d’estate ha sempre fatto caldo (almeno da novant’anni a questa parte) dove sta la notizia?

Beh, forse la vera notizia è che i nostri telegiornali sono pieni di non notizie: ci parlano del clima perché come dice Bourdieu è uno di quei argomenti sui quali non si può essere d’accordo. Tutti a lamentarsi del caldo, quando sino a qualche giorno fa ci si lamentava che il caldo non era ancora arrivato.

Quello che la televisione, e i vecchi media in generale, stanno facendo è quello di spostare l’attenzione dai problemi veri e farci riflettere sul caldo d’estate (ricordatevi di bere acqua, evitare di uscire nelle ore più calde e mangiare meno grassi), sul matrimonio tra un ricco uomo d’affari e una giovane ragazza o delle ultime tendenze. Questo fa notizia. Il resto è scomparso da tempo dai nostri schermi. E in fin dei conti, anche dal nostro mondo cognitivo.

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One Response to “Incredibile: siamo d’estate e fa caldo!”

  1. ggp Says:

    sono preoccupato oggi, molto preoccupato. In realtà non sono mai stato nè un ottimista nè un tranquillo e, spesso nella mia vita, cerco di non farmi grosse aspettative per non rimanere poi deluso.
    Leggo con assiduità quotidiani e riviste e in questi giorni sono due le notizie che mi hanno colpito principalmente. Anche turbato. Una per l’importanza e le conseguenze che potrebbe avere nella società futura. L’altra per la rilevanza che gli viene attribuita dai media, soprattutto locali, e per una serie di implicazioni e riflessioni che porta con essa.
    La prima è la notizia della riduzione del corpo insegnante e personale ATA nelle scuole pubbliche. La seconda è il tour di Marco Carta, conosciutissimo (??????????????????) vincitore del programma condotto da Maria De Filippi.
    Da diverse prospettive gli avvenimenti possono, a mio avviso, trovarsi in antitesi ma non lo sono. Risparmio (quanto reale?) vs. spreco e/o magnanimità. Valori (quanto reali?) vs.valore economico. Sostanza (quanto reale?) vs. immagine.
    Da una parte quel giustiziere dal porcellino dei risparmi mai pieno (Brunetta) che, perseverando nella sua (apprezzabile) missione cerca di colmare il debito pubblico italiano da solo. Dall’altra un plotone di assessori (regionali, provinciali, comunali) alla cultura/spettacolo/turismo che firmano assegni a doppia cifra per un ragazzo al quale, non me ne vogliate, sino a ieri non veniva permesso di esibirsi nemmeno negli spettacoli di karaoke che allietano le serata degli avventori meno intransigenti nei bar del Poetto di Cagliari. Miracoli della televisione.
    Marco Carta terrà una serata anche nel mio paese. Venticinquemila euro da sborsare. Una cifra che è la sommatoria dei contributi destinati nel bilancio di spesa per le società sportive locali (pallacanestro, tennis, pesca, nuoto, calcio, atletica, ciclismo).
    Mi preoccupo e sono turbato per i seguenti motivi:
    Che tipo di istruzione potranno avere i miei figli, se e quando li avrò?
    Che valori verranno assorbiti da una sola maestra/o che, pur con tutta la buona volontà, non è una baby sitter bionica ma una persona in carne e ossa?
    Qualcuno si preoccupa di questo o i lavoratori statali sono davvero tutti scansafatiche?
    E soprattutto se gli amministratori (soprattutto locali) che prendono queste decisioni sono le persone che amministrano per il bene della comunità , che visione della società hanno?
    Che cosa vogliono trasmettere alle generazioni a venire?
    Sole, mare, vacanze, soldi sono le parole chiave dell’estate. Neve, montagna, vacanze, soldi in inverno.
    Ma sotto sotto, se San Remo e San Remo figurati se località X della Sardegna non è Costa Smeralda.

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