Per risolvere un problema, basta fallo sparire dalle TV.

Un famoso assunto della teoria dell’agenda setting sostiene che i media ci dicano su cosa pensare piuttosto di cosa pensare, ovvero escludono dal nostro orizzonte percettivo alcuni problemi invitandoci a riflettere su altri. Ho già avuto modo di parlare della non notizia del caldo d’estate, che impazza e rimbalza in tutte le televisioni. Il fatto che le televisioni private (del nano) e quelle pubbliche (sempre del nano) ci invitano a riflettere sull’insignificante, significa escludere dalla nostra conoscenza altri problemi.

Durante i vari tentativi di spallata al governo Prodi, fatti di tentativi di corruzione, mogli di senatori assunte dal nano e amiche veline (per usare un eufemismo) assunte nelle televisioni pubbliche che noi paghiamo con il canone, bene in tutto questo periodo due cose tenevano banco: gli immigrati clandestini che ammazzavano a manca e a destra, che spadroneggiavano in un paese senza legge e ordine, che entravano illegalmente in massa nel nostro paese e rimanevano impuniti nonostante i vari reati di cui si macchiavano, e la vicenda rifiuti. Cumuli di spazzatura sulle strade campane (roccaforte del centrosinistra) e un’amministrazione incompetente e incapace di raccogliere la monnezza dalla strada. Tutte le televisioni ne parlavano. Entrambi questi problemi erano l’indice e la prova evidente dell’incompetenza di governo del centrosinistra. L’opinione pubblica (alla faccia di chi ritiene che i mass media, ed in particolare la televisione, non sortiscano effetti sui tele-cittadini) era impressionata (come i vari sondaggi dell’obiettivo Mannheimer dimostravano): governo incapace e da mandare a casa. Governo, poi, severamente punito alle elezioni.

Parlando con gli anziani del mio paese (che credono non abbiamo mai conosciuto un rumeno in vita propria, se non quella santa che fa la badante a Ziu Antoni, dell’anno 1913, il più anziano del paese), mi sono reso conto di quanta paura nutrissero nei confronti dei rumeni, visti quasi come demoni assassini. Mi chiedo e vi chiedo: chi gli ha insegnato ad odiarli? Chi, se non la televisioni, per fini propagandistici. Chi ha insegnato agli statunitensi ad odiare i tedeschi durante le due guerre, e poi ad odiare i giapponesi, e poi i coreani (negli anni cinquanta) e gli sporchi musi gialli, e poi gli iracheni, poi gli afgani, e poi ancora gli iracheni e tra un po’ gli iraniani? Chi se non la televisione. Questa maledetta televisione che ci ha insegnato ad odiare rumeni e rom, maghrebini e albanesi: ci ha insegnato ad odiare gli immigrati, noi terra di emigrati. Hanno vinto le elezioni facendo leva su queste paure ed ora governano, prigionieri delle loro stesse paure: militarizzazione del territorio, impronte digitali (come le leggi razziali del 1938) ai bambini rom. Il problema immigrazione comincia a sparire dalla TV e perciò a non esistere: la popolazione è più tranquilla perché il problema che la televisione avevano creato ora è stato risolto, semplicemente perché la televisione ha cominciato a non parlarne: questo genere di allarme sociale viva, prospera e muore dentro il tubo catodico: se ne parla l’allarme esiste, se non ne parla il problema non sussiste.

Allora è meglio parlare del caldo, della velina che tromba con il forte centravanti della nazionale o di qualche giallo d’estate. E poi c’è la monnezza. Stessa soluzione: primo passo è dire che il problema è stato risolto e poi farlo scomparire dai palinsesti televisivi. Non vedendolo più in televisione si tenderà a credere che il problema sia stato risolto. Scompare dalla televisione e scompare dalla vita dei cittadini. Semplice no. È facile governare quando le tue televisioni creano i problemi quando sei all’opposizione e dicono che i problemi sono risolti quando sei al governo. Facile vero? È l’epoca berlusconiana, ragazzi.

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3 Responses to “Per risolvere un problema, basta fallo sparire dalle TV.”

  1. valentina Says:

    A proposito del nano: è venuto in Sardegna l’ultimo sabato di giugno, esattamente a La Maddalena, se non sbaglio per parlare del G8 e delle innumerevoli cose da sistemare nella “povera” cittadina da pochi mesi orfana dei tanto amati americani,ed ora letteralmente invasa( a detta dei maddalenini già stanchi al solo pensiero di dover iniziare a lavorare sul serio) dai tanto odiati e temuti rumeni.
    Comunque, avendo poco tempo per vedere tg( e non trovandone più uno decente), non sono riuscita a scoprire che cosa è stato risolto?? Non ho capito se l’esito della visita del cavaliere nano in sella al suo elicottero privato che ha fatto bloccare strade, cieli e mari per tutta la giornata, sia un affare di stato segretissimo, oppure semplicemente non sono stata attenta guardando il tg…qualcuno mi può illuminare?!!Grazie!
    Lo so probabilmente non è una notizia importante, ma per chi questo evento lo vivrà più o meno da vicino sta iniziando la fobia del “G8 di Genova”, cosa accadrà, chi ci salverà…?!!
    E non si ha paura dei rumeni o di chissà quale altro straniero, ma sento parlare di centri sociali, comunisti di m… e anarchici che spaccheranno vetrine e faranno un gran casino nei paesi vicini e la povera isoletta di La Maddalena verrà rasa al suolo, dai rumeni o dai ragazzini dei centri sociali, fate voi!
    Chissà se vi sto annunciando le notizie che sentirete la prossima estate, insieme a qualche altro matrimonio tra un vecchio viscido e ricco imprenditore con la ” velina” di turno e il caldo estivo, e che caldo ragazzi!! 😉

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  2. ggp Says:

    Mi volevo convincere che, almeno nel periodo estivo, sarebbe stato meglio buttare a mare il cervello e tutti quei collegamenti strani che servono per renderlo funzionante. Ci è stato insegnato che in estate l’agenda degli impegni della famigerata società civile si alleggerisce (leggero il lodo Alfano???) e, in coincidenza con effetti ormonali dovuti ad una sudorazione accellerata e al respiro affannato, sono ben altri i temi che si tende a sollevare nel dibattito quotidiano. Purtroppo non sono riuscito nel mio intento, ma almeno un tentativo l’ho fatto.
    Ipotesi uno: divano+tv. Servono ore e ore di discussione nei freschi talk show per decretare che il tanga brasiliano è il costume preferito dalla vista dei maschietti bagnanti. Giustamente gli esperti si infervorano per evidenziarne le declinazioni.
    Ipotesi due: uscire di casa, seguendo così il consiglio di non guardare la tv. Cammino ed inizio ad apprezzare il mio paese. Sarà che nelle altre stagioni non ci sono mai ma mi sento diverso. Chi va a piedi usa la testa ma non è il mio obiettivo, perciò mi fermo in una piazzetta poco distante da casa.
    C’è uno spettacolo di cabaret di un comico di grido a livello nazionale più un motoraduno. E’ divertentissimo e diversissimo, rispetto alla routine estiva di un paese dell’interno della Sardegna. Sicuramente mi serve per raggiungere l’obiettivo “butta il cervello a mare”. Il comico è in forma e spiattella battute a destra e a manca. Molta gente ride, altra non ride e questo per me è un problema: è segno che sto ancora pensando per raggiungere la risata. Oppure: avrebbero riso se l’avessero visto in tv? Adesso è carne e ossa ed è troppo raggiungibile.
    In questo micro attimo di micro pensiero mi guardo intorno. E’ l’unica festa che si tiene da anni nel quartiere e ricordo che quando ero piccolo era frequentatissima. La gente si ritrovava li a chiaccherare e a passeggiare. Da un pò di tempo tanti miei compaesani si rifiutano di raggiungere quella piazza perchè nei pressi è impossibile trovare un bar “convenzionale”. C’è solo la “tradizionale barracca”, poco fashion sicuramente, dove campeggia il cartello QUA ACQUA NON NE VENDIAMO!
    Il cartello non si legge bene, effettivamente un paio di lampioni sono spenti. La gente è poca, ed è pure in piedi. Non ci sono panchine e i marciapiedi sono consumati. Molto.
    Non ci sono autorità, e le moto fanno quel che vogliono perchè (si sa) la giurisdizione dei vigili urbani arriva sino alle Poste Italiane, cioè a metà esatta del paese. Non ci sono amministratori. Loro non vogliono staccare la spina come vorrei fare io. Forse stanno pensando a sistemare le illuminazioni per il Natale in corrispondenza dei propri domicili e non del mio quartiere. In fondo c’è solo una chiesa e una piazza. Nel suddetto quartiere (ce ne sono 2, non vivo a Bologna!) i cartelloni di spettacoli o comunicazioni amministrative a volte tardano ad arrivare.
    Morale della favola: basta non parlare di metà paese nel quale vivi, e magari speculi, per farlo sparire?
    A voi la parola se vi va, io sto cercando di non farmi un’idea.

    PS: Silvio era a La Maddalena per l’inaugurazione di un campanile di una chiesa voluto da una ricca famiglia borghese del posto e da un architetto/ingegnere non sardo. Lui, divorziato, durante la funzione voleva fare la comunione lo stesso. E gli ha risposto il Pastore tedesco.
    Io vorrei sostituissero le lampadine nei lampioni del mio quartiere. Chi le inaugurerà se mi rispondono?

    PPS: Cacioppo (il comico) ha consigliato al pubblico di commettere gli stessi reati che commette il sopracitato Cavaliere. Almeno si rimane impuniti. Anzi si è in regola!

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  3. Mario di Genova Says:

    Ciao Massimo
    ti segnalo uno dei miei blog su cui spesso pubblico dei post sulla stessa lunghezza d’onda di quelli che ho letto qui.
    http://sqrtnews.blogspot.com/
    Naturalmente puoi prendere a piene mani idee, link, segnalazioni, tutto quello che ritieni utile diffondere.
    Un caro saluto

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