Critiche al mondo accademico italiano

Il mondo accademico anglosassone mi sorprende ogni volta di più. O forse mi delude ancora una volta quello italiano.

Sto scrivendo un articolo in inglese su concetti quali surveillance and social control e ho spedito il mio articolo (o meglio la bozza) ai più grandi ed illustri studiosi del settore a livello internazionale: mi hanno risposto con una serie di input e commenti che sono rimasto senza parole. Oddio, dovrebbe essere normale nel mondo accademico, perché solo con il confronto, lo scambio e le critiche si cresce e si matura. Ma non è così in Italia. Non è così in questo mondo. Due anni fa, quando pubblicai il mio terzo libro, lo spedì a 70 docenti del mio settore (SPS/08): solo 4 mi hanno risposto (con una, RS, ora siamo anche amici ed abbiamo avuto modo, in seguito, di parlare in maniera molto proficua di questo e di altri lavori) dicendomi grazie e solo uno (che stimo tantissimo e non solo per questo) mi ha inviato un suo commento con critiche al mio lavoro. Mi ha talmente sorpreso quella sua risposta che ho stampato la sua email e ancora la conservo. Il suo nome è EC.

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