Come Cossiga insegna

Berlusconi parla di farla finita con le occupazione. Dà istruzione dettagliate (ordini, stile fascista) al ministro dell’interno su come intervenire. Cossiga glielo ricorda: fai infiltrare qualcuno e poi picchiali. Il resto lo fanno le sue televisioni che parlano di rissa: ma che ci faceva un camion pieno di spranghe, all’interno di una manifestazione? Perchè si è concesso a quel camion di essere lì, sotto gli occhi della polizia? La situazione è molto più grave di quello che si creda. Ma le televisione del padrone continueranno a dire che si trattava di facinorosi di sinistra, di movimento violento. Io sono appena rientrato da una manifestazione di studenti e docenti, qua a Sassari: l’unica cosa che ci animava era la protesta contro i tagli che uccideranno le Università e le scuole pubbliche. E’ stata una manifestazione assolutamente pacifica. Per bloccare questa onda anomala, l’unico rimedio, pensa bene il premier, è mandare la polizia e infiltrare squadristi: e così sta facendo. Dai filmati si vede chiaramente come, i fascisti di Piazza Navona, avessero una tecnica paramilitare ed in questo video si vede come uno di loro, sia in atteggiamenti molto intimi con la polizia.

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Con il decreto Gelmini si tagliano i fondi all’Università.

Ascoltate Aldo Giannuli, docente di Storia contemporanea alla Statale di Milano. Con il decreto Gelmini si tagliano fondi alle università e docenti. Tra “sette-otto anni, il corpo docente diminuirà di circa il quaranta per cento di unità”.

Qui di seguito il testo dell’intervento
“La situazione dell’università è già una situazione disastrosa da molti anni, peraltro la Gelmini non ha tutte le colpe che le vengono date perché la Gelmini sta solo ultimando un percorso iniziato con l’ex ministro Ruberti e che va sempre più verso la privatizzazione dell’università e la sua trasformazione in impresa. Questo succede in un’università che già da tempo è ipo alimentata dal punto di vista finanziario. Strutturalmente, ormai, il sottofinanziamento fa parte della storia della nostra università.
Sono ormai più di 35 anni che la nostra università riceve mediamente un quarto in meno, in termini di bilancio statale, in termini di quello che riceve la media delle università europee. E’ l’università peggio organizzata, peggio pagata,sulla quale sono state fatte una serie di riforme sbagliate ed è ormai al limite del collasso. In questa situazione si aggiungono nuovi tagli e lei capisce che questo significa il colpo di grazia per una struttura già molto sofferente. Se la stessa riforma dice che per i prossimi anni si può mettere a concorso un posto ogni cinque di quelli che vanno in pensione, lei mi sa dire di quale meritocrazia stiamo parlando? Se non ci sono concorsi di che merito parliamo? Si dice uno su cinque fino al 2011 e dopo uno su due. Read the rest of this entry »

Internet: tra nuovi movimenti e vecchi sogni libertari

Qui di seguito l’abstract del paper presentato all’interno del Convegno nazionale “Oltre l’individualismo? Rileggere il legame sociale tra nuove culture e nuovi media” promosso dalla sezione PIC dell’AIS (Associazione Italiana Sociologia) all’Università di Milano-Bicocca.

Il contributo parte dall’assunto che Internet sia visto non soltanto come il luogo e l’ambiente privilegiato di nuovi movimenti sociali, ma anche come la culla di nuove speranze e di vecchi sogni libertari. Qualcuno vi ha alimentato il sogno anarchico, di un nuovo movimento di rivendicazione di diritti, vedendo nella rete un luogo indipendente, lontano da centri di potere (Barlow 1996). Internet è anche visto come il luogo della riscossa democratica, della cyberdemocrazia (Lévy 2002), di una nuova base per la decisione e il coinvolgimento dei cittadini in un’epoca post-ideologica, in cui le differenze partitiche sono quasi nulle o inesistenti (De Kerckhove 2006). Ad alimentare questa idea vi sono le sue caratteristiche rizomatiche, il suo rifiutare ogni relazione di tipo gerarchico, lo strutturarsi in maniera orizzontale e non verticale. Al di là di queste tecnoentusiastiche analisi, emerge anche qualche voce critica. Autori quali Lessing (2006, 2008), Rodotà (2006), Lovink (2008) mettono in luce, in diverso modo, quanto il mito di un nuovo ambiente completamente libero da condizionamenti esterni, da un centro e da una struttura verticale, sia duro a morire, nonostante gli episodi che hanno accompagnato la rete nell’ultimo lustro: il caso cinese in primo luogo, ma anche la dataveillance, i computer-matching, e-profile sempre più accurati. Read the rest of this entry »

Italian Group on Surveillance Studies

In occasione del I festival internazionale del diritto (Piacenza 25/28 settembre 2008) diretto dal Prof. Stefano Rodotà, si è costituito, sotto la supervisione e i consigli del Prof. David Lyon,  il gruppo di ricerca,  Italian Group on Surveillance Studies (IGSS)

Il professor David Lyon, uno degli ospiti del festival, ci ha invitato a tenere un workshop sul tema della sorveglianza, proprio con l’obiettivo di dare il via ad un gruppo di ricerca sulle tematiche legate alla sorveglianza.

Si è costituito così un gruppo di studio composto da ricercatori e studiosi italiani che si occupano di sorveglianza, con particolare attenzione alle nuove forme di sorveglianza e alle implicazioni sociali. Fa parte della rete internazionale di studi sulla sorveglianza di cui il Surveillance Project presso la Queens’ University, Kingston, Canada, rappresenta un punto di riferimento.

Il gruppo di ricerca è composto da (in ordine nella foto da sinistra verso destra):

Andrea mu Brighenti dell’Università di Trento

Massimo Ragnedda dell’Università di Sassari

Chiara Fonio dell’Università Cattolica di Milano

(Prof. David Lyon che evidentemente non fa parte del gruppo di ricerca italiano ma costituise il saldo punto di riferimento dei nostri lavori)

Monica Zuccarini dell’Università Federico II di Napoli

Davide Calenda Università di Firenze.

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