L’informazione in Italia ai tempi di Berlusconi. Facciamo parlare i dati

Secondo il Censis (2009) ad un mese dalle elezioni i cittadini che hanno chiare le idee su chi voteranno sono il 27%. La restante parte, ovvero quasi ¾ dei cittadini sceglie chi votare grazie ai media e al mondo dell’informazione. E come si informano i cittadini? Sempre secondo il Censis, durante la campagna elettorale per le elezioni europee il 69,3% degli elettori si è informato attraverso le notizie e i commenti trasmessi dai telegiornali. In altri termini quasi 7 persone su dieci sceglie per chi votare grazie alla TV. I Tg restano il principale mezzo per orientare il voto soprattutto tra i meno istruiti (il dato sale, in questo caso, al 76%), i pensionati (78,7%) e le casalinghe (74,1%). Al secondo posto, troviamo ancora la Tv, con i programmi giornalistici di approfondimento (Vespa, Santoro, Floris ecc…), a cui si è affidato il 30,6% degli elettori. Dunque ad un mese dalle elezioni 3 cittadini su 4 ancora non ha scelto per chi votare. Il 73% dei cittadini, nel decidere a chi dare la propria fiducia vuole informarsi. Abbiamo visto che ci si informa anche e soprattutto grazie alla TV, in particolare grazie ai TG e in secondo luogo grazie alle trasmissioni di approfondimento. Ora, dato che queste ultime sono state censurate (unico caso nel mondo occidentale) non restano che i TG, unico veicolo di informazione politica televisiva fino al voto regionale. Certo rimangono i giornali. Essi sono stati determinanti per il 25,4% degli elettori (il 34% tra i più istruiti). Un bel numero (pur sempre uno dei più bassi del mondo occidentale), ma pur sempre poco per determinare l’esito delle elezioni.

Torniamo ai TG e vediamo come informano. Prendiamo i dati dell’Authority. Nella settimana compresa tra il 28 febbraio e il 6 marzo 2010 (cioè nel mese antecedente alle elezioni e nel periodo in cui 7 italiani su 10 decide per chi votare) i TG nazionali così informano:

Il Tg1 guidato da Augusto Minzolini ha concesso al Pdl il 30,5% dell’informazione politica. A questo dobbiamo aggiungere il 2,3% della Lega e dunque si sfiora il 33%. Questi dati non contano le apparizioni di premier, ministri, presidenti di Camera e Senato, che tutti insieme arrivano intorno al 23%. Il totale del tempo concesso alla maggioranza più governo è del 56%. L’opposizione (Pd, Idv, Radicali, Sel, Udc) vanta invece un misero 18%, con il Partito democratico al 9%.

Nella settimana dall’11 al 27 febbraio 2010, i dati sono ancora più squilibrati: sul Tg1 i rapporti tra maggioranza ed opposizione sono del 69,5 a 18,5%. E anche il confronto tra il Pdl e il Pd è schiacciante: 30,4 a 9%.

Vediamo gli altri TG e riferiamoci solo all’ultima settimana, quella dal 28 febbraio al 6 marzo 2010.  Iniziamo dal TG2: il Pdl ha occupato oltre il 33% dello spazio dedicato all’informazione politica mentre il Pd il 12%, con un rapporto totale tra maggioranza e opposizione 59 a 23%.

Il Tg3: dal 28 febbraio al 6 marzo la maggioranza ha preso il 50% dello spazio, il Quirinale il 16 e l’opposizione il 23.

Il Tg4: Pdl 64,9%, Lega 7,1%, Pd 1,7%.

Tg5: 60,9 Pdl contro il 13,4 del Pd.

Studio aperto 57 a 17.

TgCom 71,9 a 17,9. Questo telegiornale viene sottovalutato ma colpisce un target molto particolare insinuandosi tra un tempo ed un altro di un film ed è seguito da un target spesso disinteressato e che ha come unica fonte di informazione e approfondimento, questo TG appunto. Che perlopiù dura un minuto circa. Dà cioè la parvenza di essere informati, dà un’informazione in pillole per chi non ha tempo e voglia di informarsi in altri modi.

Infine. Secondo il rapporto dell’organizzazione internazionale, con sede negli USA, Freedomhouse, l’Italia è l’unico paese europeo, assieme alla Turchia, ad essere considerato partly-free, ovvero parzialmente libero. Questo a causa della sua anomalia mediatica. L’Italia è alla 73 positizione del Global Press Freedom Rankings (Freedom of Press, 2009).

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