Si può criticare Israele senza essere accusati di antisemitismo?

Massimo Ragnedda (Tiscali) Leggendo i commenti al mio precedente articolo dove ricordavo la vita di Nayef Qarmout di appena 15 anni, ucciso, assieme ad altre 25 persone, dagli aerei da guerra israeliani mentre giocava, mi sono sentito accusare di essere antisemita, di essere un integralista islamico o un nazista. C’è chi addirittura mi accusa di volere la distruzione di Israele e volere il califfato. Per fortuna Israele ha ben altri difensori. Francamente trovo imbarazzanti queste accuse, più per chi le muove che non per me, ma inevitabilmente spingono ad una riflessione e mi fanno capire quanto difficile sia criticare Tel Aviv, senza cadere in questa spirale di odio e violenza verbale. Allora mi e vi chiedo: è illegale criticare Israele quando sbaglia? Israele è al di sopra del diritto internazionale? E soprattutto, criticare Israele significa essere antisemiti? Read the rest of this entry »

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Israele li chiama effetti collaterali, io con il nome e cognome: Nayef Qarmout, 15 anni, ucciso mentre giocava

Massimo Ragnedda (TiscaliUna trentina di persone uccise in pochi giorni: è il tristissimo, e ancora parziale, bilancio dell’ennesimo attacco israeliano dentro la Striscia di Gaza. Venerdì 9 marzo gli aerei da guerra di Tel Aviv hanno iniziato a bombardare la Striscia di Gaza, massacrando militanti dei gruppi di resistenza palestinesi, ma anche donne e bambini. Gli israeliani li chiamano, con un eufemismo che fa meno male e che risulta essere più telegenico e digeribile per i fini palati occidentali, omicidi mirati, mentre le donne e i bambini uccisi, effetti collaterali.

Chiamateli come volete, ma sotto le bombe israeliane, per l’ennesima volta, sono rimasti i corpi senza vita di 26 persone (bilancio provvisorio). Ed è di una di queste tante vittime collaterali che voglio parlare, poiché ha un nome e un cognome, aveva un volto e un sorriso, aveva voglia di giocare e vivere, aveva sogni e speranze rubate dalle bombe sganciate in uno dei 37 attacchi aerei che Israele ha compiuto in 3 giorni.

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Ci sono almeno 100 buoni motivi per non costruire la TAV: non è solo inutile ma è anche molto dannosa

Massimo Ragnedda (Tiscali) Vi sono almeno 100 buoni motivi per non costruire la TAV, ma qui per ragioni di spazio mi soffermo su tre in particolare. Il primo è il fattore salute, che nessun governo può sottovalutare visto che governa in nome e per conto dei cittadini. Secondo è il fattore economico: anche in questo caso nessun governo, in particolar modo uno tecnico e in un periodo di crisi, può sottovalutare. Terzo il fattore democratico: nessun governo può pensare di agire contro la volontà dei cittadini. Iniziamo da un aspetto prioritario per ogni democrazia: la salute della popolazione. Non sono un medico, ma alcuni aspetti, che sono sotto gli occhi di tutti, mi fanno riflettere. Il tracciato prevede una galleria di 23 km all’interno del Musinè, montagna molto amiantifera. Perforando questa montagna, dunque, si immetteranno nell’aria fibre di amianto, tanto invisibili quanto letali, che il vento disperderà nell’aria. Il “Foehn” rischia di portare queste letali particelle sin nel cuore di Torino. Ricordo che l’amianto è fuori legge dal 1977 proprio perché respirare fibre di amianto provoca un tumore dei polmoni (mesotelioma pleurico) terribilmente pericoloso. Dunque, sventrare una montagna piena di amianto, con l’immissione nell’area di questa polvere sottile ed invisibile, è non solo pericoloso, ma è un vero attentato alla salute dei cittadini. Il caso eternit sembra non averci insegnato niente. Read the rest of this entry »

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