L’insegnamento di Antonio Gramsci contro l’indifferenza

Massimo Ragnedda (Tiscali).  Era il 27 Aprile 1937 e si spegneva a Roma una delle più grandi figure dell’Italia contemporanea, apprezzata e stimata ovunque nel mondo. I suoi scritti e le sue opere sono tradotti in decine di lingue e non c’è al mondo biblioteca universitaria che si rispetti che non ha copia delle sue opere. La sua pagina Wikipedia è tradotta in più di 50 lingue diverse. Il 27 aprile di 75 anni fa moriva Antonio Gramsci, dopo aver trascorso quasi 10 anni nelle prigioni fasciste e gli ultimi tre anni della sua vita tra cliniche e regime di semilibertà. Gramsci è stato un filosofo, un giornalista, un critico letterario, ma prima di tutto un uomo che ha lottato con forza e dignità ed ha pagato, sino in fondo, per le sue idee. Ed è del Gramsci come uomo che voglio parlare, del suo impegno civile e del suo senso dello stato. Il suo è stato un insegnamento di vita che ancora oggi dovremmo tener presente.

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World Wide Web Conference: a great possibility for the passionate about the Web

Massimo Ragnedda This year as every year at the annual World Wide Web Conference the topic under consideration is the future direction of the World Wide Web.  The Conference will be an extremely useful opportunity to discuss and understand the social consequences and impact of the new technologies of Communication on culture and it inspires small and large companies to aim for a more dynamic and truly global world wide web. The Conference aims to provide the world a premier forum for discussion and debate about the evolution of the Web and the standardization of its associated technologies. Furthermore it is a great opportunity to witness exclusive demonstrations firsthand, attend international project community meetings and consortiums, world premier announcements and have meetings with young scientists and innovative companies.

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In Italia dieci persone sono più ricche di tre milioni di poveri

Massimo Ragnedda (Tiscali) Qualcosa non va in questo sistema. Qualcosa di profondamente sbagliato, di iniquo ed ingiusto c’è in un Paese quando 10 persone, le più ricche d’Italia, hanno un capitale pari a quello di 3 milioni dei più poveri. No, qualcosa di profondamente ingiusto e sbagliato c’è, quando in un paese democratico viene permessa questa sperequazione economica. Qualcosa non va e deve essere cambiata, subito, se non vogliamo che la situazione degeneri.  È semplicemente indegno di un paese democratico una simile disuguaglianza economica. Indegno, non conosco altri aggettivi più efficaci. Ed ancora più indegno è che in un periodo di crisi ed austerity il governo tagli i fondi per il Welfare State che permette anche a quei 3 milioni di cittadini di avere un’assistenza sanitaria gratuita o di poter mandare i propri figli a scuola. In un momento di crisi, dove aumenta la povertà, la disoccupazione e la disperazione, lo Stato deve farsi carico di chi sta indietro, di chi non ce la fa, di chi prova a sopravvivere e non, come invece sta facendo, aiutarli a buttarsi giù dal baratro. Ed ancora più indegno è che in un periodo di crisi il governo pensa a reperire fondi dalle classi più povere lasciando intatte le grandi ricchezze: il governo Monti tassa i poveri lasciando inalterati i grandi capitali. Read the rest of this entry »

Small talk in the Digital Age: Making Sense of Phatic Posts

Danica Radovanovic, Massimo Ragnedda, Small Talk in the Digital Age: Making Sense of Phatic Posts, in Matthew Rowe; Milan Stankovic; Aba-Sah Dadzie (eds). Making Sense of Microposts, 2012, p. 10-13.

The paper will be presented at the World Wide Web Conference, Lyon 16-20 April. 

Abstract. This paper presents some practical implications of a theoretical web desktop analysis and addresses microposts in the Social Web contextual sense and their role contributing diverse information to the Web as part of informal and semi-formal communication and social activities on Social Networking Sites (SNS).  We reflect upon and present the most pervasive and relevant sociocommunication function of an online presence on microposts and social networks: the phatic communication function. Although some theorists such as Malinowski say these microposts have no practical information value, we argue that they have semantic and social value for the interlocutors, determined by sociotechnological and cultural factors such as online presence and social awareness. We investigate and offer new implications for emerging social and communication dynamics formed around microposts, what we call here “phatic posts”. We suggest that apparently trivial uses and features of SNS actually play an important role in setting the social and informational context of the rest of the conversation – a “phatic” function – and thus that these phatic posts are key to the success of SNS.

E’ in gioco la tenuta democratica del paese: professor Monti non tiri troppo la corda

Massimo Ragnedda (Tiscali). La legge sono io: gli italiani amano me e non i partiti e dunque la riforma del lavoro si farà. In sintesi è questo il senso del diktat (sud) coreano del caro leader. La Bindi l’ha definita una caduta di stile, ma forse, più semplicemente, è la conferma dello stile autoritario di chi sa di governare in un momento particolare e senza opposizione. Il diktat coreano di Monti è, comunque lo si voglia leggere, l’ennesimo segno di una stagione molto pericolosa per la democrazia italiana: è in gioco la tenuta democratica dell’intero paese. Nessuno, neanche Prof. Monti e il suo sponsor al Quirinale (che chiede ai sindacati e ai partiti di non fare il loro lavoro, ovvero curare gli interessi di chi rappresentano) possono pensare di governare senza l’appoggio dei partiti o, peggio ancora, governare contro gli stessi partiti.

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Dal Grande Fratello di Orwell alla Società Postpanottica. Intervista a Massimo Ragnedda

Intervista di Antonio Migliorino su Controcampus. L’epoca attuale è segnata dal declino delle istituzioni. Il tramonto della modernità, intesa come società delle istituzioni, apre le porte al nuovo pensiero postmoderno. Il nucleo nevralgico di questa, discendente e decadente, parabola della civiltà umana, alberga nel controllo sociale.L’uomo moderno non è più libero nè di sognare, né di volere. Le sue scelte sono condizionate, nel bene e nel male, dalle nuove tecnologie. I sogni, le emozioni e i desideri traggono origine da un’unica ed edulcorante fonte di saggezza: i mass media. Col tempo, però, i sogni tendono a divenire sterili, seriali e meccanicamente prestabiliti, quindi a smarrire ogni traccia d’originalità. Questo ritmo triadico caratterizzato da controllo sociale, postmodernità e mass media, si ripercuote sull’umanità, la quale, ingannata da un mondo vuoto ed ipnotico, sprofonda nel baratro dell’omologazione.

Spinti dal desiderio di comprendere al meglio queste nuove dinamiche socio culturali, abbiamo deciso d’intervistare il Prof . Massimo Ragnedda, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicazione sociale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Sassari.

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