L’antipolitica è il berlusconismo, non il Movimento 5 stelle

Massimo Ragnedda (TiscaliMa come si fa a definire antipolitica un movimento, quello di 5 stelle, che porta in piazza migliaia di giovani, che scrive programmi elettorali (condivisibili o meno), che fa banchetti e fa proposte concrete? Come si fa a definire antipolitica migliaia di persone che nel tempo libero si impegnano per un’idea (condivisibile o meno) e un modello di società? Come si fa a definire antipolitica un movimento che propone piste ciclabili, orti urbani, stop alla cementificazione selvaggia, che propone di incentivare l’energia alternativa e che ha nelle sue liste solo incensurati?

Certo, Beppe Grillo è un demagogo e non mi sta particolarmente simpatico, ma non è di lui che sto parlando. Qui si parla di migliaia e migliaia di ragazze e ragazzi, docenti, ingegneri, volontari di ONG, di persone comuni che nel tempo libero si impegnano per cambiare la società. Questa è politica: impegno civile, idee da portare avanti, proposte per gestire la cosa pubblica. Poi, ripeto, queste idee possono anche non essere condivisibili, ma sono proposte per gestire la cosa pubblica. Se non piacciono perché irrealizzabili, perché sbagliate, perché inique, bene si entri nel merito, ma non dipingiamo come antipolitica tutto questo fermento e questo impegno civile.

Non voto 5 stelle, ma trovo offensivo e irrispettoso per tutti coloro che si impegnano democraticamente per un modello di società, essere definiti “antipolitica”. Per me l’antipolitica è il berlusconismo, la corruzione, il malaffare, le leggi ad personam, la gestione pubblica a scopi privati, le offese alle istituzioni, i contatti con la mafia, la corruzione di parlamentari, la concussione e il malaffare. Per me l’antipolitica è il clientelismo, la P2, la P3 e la P4, i finanziamenti illeciti ai partiti, il dentista pagato con i soldi pubblici, le lauree comprate in Albania o soldi pubblici depositati in Tanzania. Per me l’antipolitica è blindare un parlamento per parlare dei problemi di una persona o un parlamento che ritiene che Ruby sia la nipote di Mubarak, mentre l’Italia sprofonda nella crisi. Per me l’antipolitica è la depenalizzazione del falso in bilancio, l’accorciamento dei tempi di prescrizione, il Lodo Schifani, il Lodo Alfano, la Legge Pecorella, il legittimo impedimento e il definire la magistratura il cancro del paese. Questa è antipolitica, non proporre energie alternative e piste ciclabili. Per me l’antipolitica è il disprezzo delle istituzioni e chi definisce eroe un mafioso ergastolano e non chi pone al centro la questione morale.

Per me l’antipolitica è quell’assessore leghista ai Servizi sociali del Comune di Giussano (Monza e Brianza) che propone il Napalm per gli extracomunitari che non pagano l’affitto. Per me l’antipolitica è l’ascesa del partito neonazista in Grecia, il Chrysi Avgi, che ha conquistato l’8% e propone l’espulsione, anche con le armi, degli stranieri. Per me l’antipolitica è il disinteresse da una parte e la violenza dell’altra.

È lecito criticare il movimento 5 stelle, così come è lecito definirlo demagogo, populista o utopico: ciò che non trovo giusto è definire tutto questo fermento come antipolitica, perché dove vi è impegno civile vi è politica. Per lo meno quella con la P maiuscola.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: