Il sogno di un Medio Oriente senza armi nucleari bloccato da Israele

 Massimo Ragnedda (Tiscali) L’Iran, lo sappiamo tutti visto che da qualche anno è diventato uno degli argomenti principali dei mass media, sta cercando di costruire centrali nucleari. Per scopi civili, come il regime iraniano dice, anche per potenziali scopi bellici come Tel Aviv ritiene.
Io sono contrario al nucleare ovunque nel Mondo. Ho votato contro il ritorno al nucleare in Italia e sono ovviamente contro il nucleare in Iran, sia per scopi energetici e ancor di più per eventuali e non provati scopi bellici. Ma sono anche contro il nucleare in Israele, tanto più visto che viene usato anche e sopratutto per scopi bellici. Israele è l’unico stato nel Medio Oriente ad avere l’arma nucleare e, a differenza dell’Iran, non ha mai firmato gli accordi di non proliferazione nucleare. Israele ha sempre rifiutato di confermare la detenzione di ordigni nucleari, ponendosi al di sopra della legge e del diritto internazionale, ma non è affatto un mistero che detenga tra le 200 e le 400 testate nucleari pronte all’uso. Inoltre Israele non ha mai fatto mistero che è pronto ad usarle contro l’Iran qualora voglia dotarsi dell’arma atomica. Un paradosso: bombardare con (mini)bombe nucleari un paese colpevole di volersi dotare di armi nucleari.

Read the rest of this entry »

Advertisements

30 anni fa la strage di Sabra e Chatila, uno dei più crudeli massacri della storia recente

 Massimo Ragnedda (Tiscali) 30 anni fa si compiva uno dei peggiori e agghiaccianti massacri di sempre: Sabra e Chatila. Migliaia di donne e bambini barbaramente uccisi dai falangisti libanesi con la complicità di Israele che aveva lanciato la sua operazione “Pace in Galilea” invadendo, per la seconda volta, il Libano. Migliaia di palestinesi massacrati con coltelli, accette, pugnali, sventrati, sgozzati, decapitati, violentati. Un orrore senza fine, una carneficina tra le più barbare della storia recente. Era il 16 settembre del 1982 quando le milizie cristiano-falangiste di Elie Hobeika entrano nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila, alla periferia di Beirut. Il giorno prima l’esercito israeliano, guidato dal generale Arial Sharon, aveva chiuso ermeticamente i campi profughi e messo posti di osservazione e cecchini sui tetti degli edifici vicini. Niente poteva entrare ed uscire senza che gli israeliani lo volessero. Niente poteva uscire: solo il puzzo dei cadaveri fatti a pezzi dai falangisti. Niente poteva uscire: solo l’odore acre della morte, dei corpi sventrati e dei cadaveri mutilati. Niente poteva entrare: solo i falangisti libanesi assetati di sangue e protetti e incitati dagli israeliani. Ebbero gioco facile i carnefici: dinanzi a loro quasi solo donne, anziani e bambini. Pochi giorni prima, infatti, si era firmato un accordo per il quale i fedayin palestinesi avevano accettato di lasciare il Libano in cambio della garanzia di una protezione internazionale sulla popolazione palestinese rimasta. Ma la protezione non ci fu e il massacro ebbe inizio. Persone inermi, indifese e disarmate, sgozzate come animali. Mai uno sterminio così atroce era stato compiuto sotto gli occhi di un “esercito democratico”; mai una tale barbarie era avvenuta sotto la regia di un paese democratico.

Read the rest of this entry »

La dura lezione libica: la democrazia non si esporta militarmente

Massimo Ragnedda (Tiscali) “Tutto è cambiato in meglio. Le persone sono più distese e aperte con americani, francesi e inglesi. Sono benvoluti”. Così si era espresso, qualche settimana prima che fosse ucciso, l’ambasciatore statunitense Chris Stevens a proposito della situazione in Libia. L’ambasciatore Stevens, il primo alto funzionario statunitense ucciso all’estero negli ultimi decenni, si diceva molto ottimista sulla situazione della Libia “liberata” grazie ai bombardamenti della Nato e ai gruppi anti-Gheddafi armati e sostenuti dalla stessa Nato.  I fatti lo hanno tristemente smentito e la sua morte deve essere un monito per tutti noi. Una dura lezione che dovrebbe farci capire, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che non si esporta militarmente la democrazia, come si è cercato di fare in Iraq e in Afganistan. Una dura lezione che dovrebbe farci riflettere sul fatto che spetta al popolo scegliere da quale leader deve essere guidato. La morte dell’ambasciatore statunitense, e di altri tre suoi connazionali, deve necessariamente indurci a pensare che la strategia di armare e finanziare gruppi di estremisti e fondamentalisti non solo non funziona ma è anche masochista, perchè una volta destituito il “tiranno” saranno loro a prendere il sopravvento e a scagliarsi contro l’occidente. Come nei peggiori degli incubi, armiamo la mano del nostro assassino.  Read the rest of this entry »

Non trasformiamo la Siria e il Medio Oriente in un covo di terroristi

Massimo Ragnedda (Tiscali) La situazione in Siria precipita ogni giorno di più: violenze settarie, attentati terroristici, infiltrazioni di fondamentalisti, repressione del governo. Il vero rischio è che la  situazione precipiti in una guerra religiosa e si estenda a macchia di leopardo ovunque in Medio Oriente. Qualcosa di simile è già emersa in Libano con scontri tra sciiti e sunniti, in Giordania la situazione è incandescente, in Baharain la rivolta popolare sciita è repressa nel sangue dalla monarchia assoluta filo saudita e sunnita.

La rivolta contro il governo Assad dura da 18 mesi oramai, segno che Assad gode ancora di una certa popolarità e può ancora contare su una parte del suo esercito,  nonostante l’intervento dell’Occidente che paga i dissidenti per abbandonare il governo o l’esercito. Ricordo che in Egitto l’inossidabile Mubarak è caduto in meno di dieci giorni; in Tunisia la rivolta popolare ha deposto il regime in pochissimo tempo e in Libia la rivolta contro l’astuto e temibile Gheddafi è durata pochissimo, eppure era molto armato, aveva un esercito di mercenari e armi in abbondanza. In Siria si combatte da 18 mesi e la rivolta non accenna a decollare. Mancanza di logistica e armi oppure la rivolta non ha presa popolare? Read the rest of this entry »

%d bloggers like this: