Stay hungry. Stay foolish. Stay choosy. Le provocazioni del ministro Fornero

Massimo Ragnedda (Tiscali) Non siate schizzinosi e accontentatevi. La Ministro Fornero si rivolge così ai giovani invitandoli a piegarsi di fronte al lavoro nero, alla corruzione, ad una società non meritocratica, dove conta molto più chi conosci che cosa conosci. Invita loro a continuare ad accettare stage non retribuiti, umilianti e demoralizzanti. Se li rifiuti sei uno “choosy”, uno schizzinoso, uno che aspetta il posto ideale e che non ha voglia di darsi da fare. Facile fare ironia, paragonando quanto detto da Steves Jobs agli studenti della Stanford University, a  Palo Alto, cuore pulsante della Silicon Valley californiana: “Stay hungry. Stay foolish”, tradotto in italiano con “Siate affamati, siate folli”, ma che in realtà significa molto di più.

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Chávez: odiado de l’Ocidente y amado por su pueblo

Massimo Ragnedda.  Chávez ganó las elecciones democráticas cuarto veces consecutivos. En los últimos años el gobierno ha sufrido varios golpes de estado, casi una práctica en los países latinoamericanos cuando un Estado se convierte en una dirección adversa a la de los EE.UU. (véase el Chile de Pinochet), y una campaña de desinformación que no tiene igual en mundo.

Lo digo ahora: Chávez no es un santo (cual primer ministro en el mundo es?) Y tiene mil defectos y comete errores por millón. Los medios de comunicación occidentales se centran principalmente en éstos. Pero yo trato de centrarme en algunas cosas positivas que Chávez ha sido en los últimos años, sin santificar su imagen. Desde una intriga de comunicación sociológicos a entender cómo un presidente pintado por la prensa occidental como un dictador, puede ser democráticamente elegido en cuatro ocasiones. Y luego, sin perjuicio de ningún tipo, vamos a tratar en conjunto para comprender qué diablos podría haber llevado a los venezolanos a reelegir una vez más. Chávez, por todos sus defectos, ha eliminado el analfabetismo en menos de 7 años (la ignorancia, recuerdese, siempre ha sido un arma de los dictadores y él, en cambio, decidió luchar y no al humor) y tres millones de venezolanos fueron incluidos en la enseñanza primaria, secundaria y universitario. El populista Chávez ha elevado el salario mínimo y las pensiones aumentaron. El del’Italia opuesto, por ejemplo, los funcionarios públicos perderán un total de más de 6 mil euros entre 2010 y 2014 y la edad de jubilación se incrementò por ellos.

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Chavez: odiato dall’Occidente e amato dal suo popolo

Massimo Ragnedda (Tiscali) Chavez ha vinto, per la quarta volta consecutiva, elezioni democratiche. In questi anni di governo ha resistito a  diversi colpi di stato, quasi una prassi nei paesi latino americani quando uno stato vira in una direzione avversa a quella statunitense (vedi il Chile di Pinochet), e ad una campagna di disinformazione che non ha eguali nel mondo. Lo dico sin da subito: Chavez non è un santo (quale premier nel mondo lo è?) e ha mille difetti e commette milioni di errori. I media occidentali si focalizzano soprattutto su questi. Io, invece, provo a focalizzare l’attenzione su alcune cose positive che Chavez ha portato avanti in questi anni, senza per questo santificare la sua immagine. Da sociologo della comunicazione mi incuriosisce capire come un presidente dipinto dalla stampa occidentale come un dittatore, possa essere democraticamente eletto per quattro volte. E allora, senza pregiudizi di sorta, proviamo assieme a capire cosa mai possa aver spinto i venezuelani a rieleggerlo un’altra volta ancora.

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Buon vento Estelle. La nave della pace salpa da Napoli

Massimo Ragnedda (Tiscali)  Estelle è una nave della speranza, carica di aiuti umanitari e sogni di pace. Estelle è una barca acquistata direttamente dai cittadini svedesi che in migliaia hanno versato piccole somme perchè credono in un mondo migliore. Estelle è la stella della solidarietà che unisce l’Europa a Gaza.  La nave è partita dalla Scandinavia lo scorso Maggio ed è diretta in quell’angolo di terra dimenticato da Dio: Gaza. Estelle ha fatto tappa a La Spezia e poi a Napoli da dove partirà alla volta di Gaza sabato 6 ottobre. Porta cibo e solidarietà e prova a rompere l’assedio che nega agli abitanti di Gaza il diritto di vivere come esseri umani. Una terra arsa, martoriata, violentata Una terra bagnata da lacrime amare. Una terra senza più sorriso e pace. Gaza muore e con essa i suoi abitanti. Un milione e mezzo di persone che vivono come in un grande lager, dove secondo statistiche OCHA il 45% dei suoi abitanti non gode di sicurezza alimentare, il 39% vive sotto la soglia di povertà, il 35% è disoccupato; l’80% dipende da aiuti umanitari. Il 17% delle terre di Gaza sono inagibili e l’85% del mare a disposizione della popolazione è chiuso all’accesso dei palestinesi. Così ha deciso unilateralmente Israele, creando di fatto un lager.

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