La Malauniversità: tra sottofinanziamento e concorsi truccati

universita2Massimo Ragnedda (Tiscali) Il problema del sottofinanziamento delle università pubbliche in Italia è ampiamente noto. Con un misero 0.9% l’Italia si colloca all’ultimo posto tra i paesi Ocse come percentuale di PIL speso per la ricerca e l’Università, e il prossimo futuro è tutt’altro che roseo. Nei prossimi anni il finanziamento pubblico verrà ulteriormente ridotto di 1.5 miliardi di euro e il turn over previsto dall’ex governo Berlusconi prevede che per ogni 5 dipendenti che vanno in pensione, solo uno verrà assunto.

Questo sottofinanziamento sta lentamente portando alla distruzione di quel poco che è rimasto dell’istituzione pubblica. Inoltre, le Università potranno (o forse, a causa del sottofinanziamento sarebbe più corretto dire, “dovranno”) deliberare la loro trasformazione in fondazioni private alle quali cedere gratuitamente tutti i beni (mobili ed immobili) degli atenei. L’Università in Italia è, se il prossimo governo non interverrà seriamente, vicina all’implosione, con devastanti conseguenze sociali ed economiche per l’intero paese. Non è un mistero, dato questo sottofinanziamento, che l’Università in Italia si regga grazie ai precari, agli sfruttati e ai “volontari”.

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J’accuse. Come si manipolano i concorsi universitari

universita_644_autoCut_664x230Massimo Ragnedda (Tiscali) Prendo spunto da un recento concorso al quale ho partecipato (gli atti del concorso non sono stati ancora pubblicati e quindi non ne conosco l’esito), per iniziare a parlare del contestabile processo di reclutamento delle Università italiane. L’Università di Sassari ha bandito 29 posti da RTD (Ricercatore a Tempo determinato) ognuno dei quali con uno specifico oggetto di ricerca. L’art. 24, comma 2 A della Legge 240/2010 prevede che sia possibile inserire nei bandi un profilo “esclusivamente tramite l’indicazione di uno o più settori scientifico-disciplinari” (SSD) e non inserendo un progetto di ricerca specifico (come invece si fa per gli assegni di ricerca). Dunque i bandi dovrebbero essere illegittimi. Dico dovrebbero perché in realtà, in una interrogazione parlamente, il governo ha fatto sapere che non è proibito l’inserimento di un progetto nel bando. Ma si tratta di una interpretazione che non fa giurisprudenza: roba da giuristi, insomma. Ma, per un attimo, sorvoliamo sulla cosa, perché non è di questo che voglio parlare, ma di come e quanto sia facile, volendo, manipolare un concorso. Ognuno di questi 29 posti è valutato da una specifica commissione composta da 3 docenti di ruolo dello stesso SSD oggetto di concorso. Ogni commissione ha stabilito dei propri criteri con i quali valutare i candidati, come se, permettemi la metafora, per ogni incontro di boxe i commissari scegliessero, di volta in volta, regole diverse.

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