Il duello Santoro-Berlusconi: una farsa tutta italiana

berlusconi_santoro9669_autoCut_664x230Massimo Ragnedda (Tiscali)  Santoro è un giornalista di una TV commerciale e deve vendere, attraverso un prodotto mediatico, i telespettatori alla pubblicità. E il prodotto da baraccone Berlusconi vende (quasi 9 milioni di telespettatori e uno share del 33,58%) complice l’eccezionalità dell’evento. Berlusconi è politicamente morto e non ha nessuna possibilità di vincere le elezioni. Può solo sperare di pareggiare al senato, complice una vergognosa legge elettorale da lui tempo fa voluta e ideata. Anche con 10/15 punti percentuali di scarto dalla coalizione PD-Sel, come tutti i sondaggi rivelano, per colpa di una antidemocratica legge elettorale indegna di un paese civile, si rischia un pareggio al senato, grazie al premio di maggioranza su base regionale, che premia alcune regioni chiave. Qui, pur di racimolare qualche voto in più, ogni arma è consentita: da liste piene di candidati impresentabili, ma che evidentemente sanno come ottenere i voti, al clientelismo più becero. Un eventuale pareggio al senato potrebbe portare a compromessi, migrazioni da gruppi parlamentari ad altri, sino a una potenziale compravendita di parlamentari, come già successo nel recente passato.

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Il sole nero di Pechino

pechinoIl sole a Pechino non splende e non riscalda. Pechino è diventata una città spettrale dove il cielo blu è un miraggio e nell’aria c’è una quantità di polveri sottili pari a 700 microgrammi per metro cubo, ovvero 14 volte superiore alla quantità ritenuta pericolosa per la salute umana. In questa foto sta tutta l’irrazionalità dell’essere umano che per inseguire il sogno di progresso si riduce a schiavo malato di quella tecnologia che invece avrebbe dovuto affrancarlo dalle fatiche. Un’idea di progresso, figlio della Modernità illuminista, che diviene fine a se stessa e perde di vista l’essere umano. A che serve un’idea simile di progresso, se la salute umana e dell’intero ecosistema è compromessa? La scienza non è neutrale, come sosteneva Marx, ma è, come sostenevano Horkheimeir e Adorno, “dominio”. Il progresso tecnico/scientifico, con il tentativo dell’uomo di governare la natura, di trasformarla ai propri fini, si rovescia necessariamente nel suo contrario, portando a questa barbarie di oscurare il sole, fonte primaria di vita.

Il fallimento Monti. Fermiamoci un secondo e ragioniamo: cosa ha fatto per noi?

mario-monti1Massimo Ragnedda (Tiscali) A distanza di un anno ancora mi sorprendo: Monti fu nominato senatore a vita, quando personaggi del calibro di Rubbia, Monicelli, Enzo Biagi (persone che hanno dato dignità e lustro all’Italia) non hanno mai avuto questo onore. Eppure Monti, nonostante sia un personaggio misero, viene presentato come un uomo di spessore e ricco di successi. Allora, accademicamente parlando non ha titoli (basti vedere il suo curriculum, le sue pubblicazioni e citazioni: ha sempre ricoperto cariche istituzionali e non da studioso), ha gestito diverse aziende ed alcune hanno fatto flop. Monti è stato il principale collaboratore di Cirino Pomicino, fra il 1989 e il 1992, quando era ministro del Bilancio del governo di Giulio Andreotti, proprio mentre il debito pubblico schizzava alle stelle e ancora oggi ne paghiamo le conseguenze. E da quando Monti è al governo del Paese, nonostante i tagli e le nuove tasse, il debito pubblico italiano è aumentato di 100 miliardi circa, eppure viene presentato come un successo. Monti, si sa, è vicino alle banche, ai poteri forti, alla massoneria internazionale, ma questo non è sufficiente per nominarlo prima senatore a vita e poi premier, e farne un eroe nazionale. Anzi. Lui ha affossato l’Italia, tagliando le pensioni, aumentando le tasse, tagliando i diritti dei lavoratori, tagliando i fondi alle scuole e alle Università pubbliche, continuando a finanziare quell’opera inutile, dannosa e costosa quale è la TAV, continuando ad acquistare aerei da guerra, non intaccando i privilegi delle varie caste, regalando denaro pubblico alle banche e iniziando l’opera di privatizzazione che colpirà il ceto medio basso già a partire dal 2013. Eppure, dopo un anno di governo e di frustate, a una parte degli italiani (in realtà molto più piccola di quanto una parte dei media ci vuole far credere) piace. E giuro che, razionalmente parlando, non riesco a capirne i perché.

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