Governare è “roba seria”. Vero Pizzarotti?

GRILLO, I MIRACOLI SUCCEDONO E RICORDA VOTO PARMA E SICILIAMassimo Ragnedda (Tiscali)  Governare non è mai facile, soprattutto quando si eredita una situazione disastrosa. È successo a Monti quando ha eredito la pessima gestione economica, politica e istituzionale del terzo governo Berlusconi, ed è successo a Pizzarotti quando a Parma ha ereditato la pessima gestione economica, politica e istituzionale di Vignali (PDL). Monti ha imposto tasse altissime, favorito le banche, distrutto il tessuto economico e sociale del Paese portandoci in piena recessione. Una politica economica che anche lo zio di Bonanni, per usare una celebre battuta del sindacalista,  avrebbe saputo fare. Su Monti e il suo fallimento, peraltro confermato dalle elezioni dove è stato severamente punito dagli elettori, abbiamo più volte scritto. Monti è passato dall’essere il super eroe salvatore della patria a professor superbocciato che, però, governa ancora l’Italia: un esecutivo che governa senza la fiducia del nuovo parlamento, altro paradosso di questo anomalo periodo postelettorale.

Tra i più feroci critici di Rigor Montis c’era e c’è, senza dubbio, il Movimento Cinque Stelle (M5S). Di sole tasse si muore, diceva Beppe Grillo dal suo blog. Eppure, per come amministra la città emiliana il sindaco grillino Pizzarotti, non vedo grandissime differenze. Le tasse, rispetto al bilancio del 2012, saliranno del 20%, ovvero ben 30 milioni di euro in più in un solo colpo. E non si tratta di una misura una tantum, visto che la pressione fiscale rimarrà tale sino al 2015. In particolare, si incrementerà la tanto osteggiata IMU, che a Parma sarà portata ai massimi (0,6%), e l’Irpef locale.

 

Insomma, criticare è facile, ma governare è “roba seria”, come disse Bersani alla Lombardi e Crimi. Forse è per questo che i grillini non si sono assunti la responsabilità di governare assieme al PD, eppure avrebbero avuto la possibilità di imporre parte del programma e spingere il PD verso un governo di cambiamento. Eppure un no preventivo ci ha consegnato nelle mani dei “saggi” e ha riconfermato Monti. Un paradosso.

 

Ma torniamo a Pizzarotti. Grillo in campagna elettorale disse: per l’inceneritore si dovrà passare sul corpo di Pizzarotti. Ahimè l’inceneritore si farà. Non è colpa di Pizzarotti, sia chiaro, ma il dado era tratto e niente poteva essere fatto per porvi rimedio. Anzi, non solo si farà l’inceneritore, ma sul Comune di Parma pende una causa, da parte della società Iren, per oltre 20 milioni di euro per immotivata interruzione dei lavori. Un altro paradosso.

 

Governare non è come pubblicare un post sul blog (e censurare chi osa criticare). Governare è “roba seria”. Anche amministrare una città è una roba seria. A Parma si aumentano anche le rette dei servizi, dagli asili nido alle mense per l’infanzia. Nel primo caso gli incassi per i comuni passano da 3,4 milioni a 3.9 milioni, mentre nel secondo caso si passa da 3,3 a 4.2 milioni di euro. Tasse che, ovviamente, pagano i cittadini. Lo so, lo so: c’era un buco di bilancio creato dalla precedente amministrazione e l’unico modo per salvare il comune dal fallimento e al contempo salvare i servizi, è quello di aumentare le imposte. Vero. Ma allora questo discorso vale per tutti, anche per l’odiato Monti. Una cosa sono gli slogan elettorali, le urla e gli insulti, e una cosa è governare, assumersi responsabilità e provare a salvare la barca che affonda.

 

I grillini non intendono appoggiare un governo perché, in fondo, sanno che la situazione italiana non è molto diversa da quella ereditata dalla giunta truffaldina dell’ex sindaco Vignali, finito in carcere per la gestione della città. Lo sa bene Grillo che spera che il PD ceda alle richieste di Napolitano e si suicidi facendo un accordo con il PDL. Grillo lo spera perché così potrà tornare a fare ciò che più gli riesce: gridare dal suo blog all’inciucio, scrivere, con tanto di insulti, che sono tutti uguali, tutti ladri, se ne devono andare via tutti, e concludere dicendo: arrendetevi, siete circondati.

 

Grillo è stato molto abile nell’incanalare il forte malcontento per l’austerità imposta all’Italia dalla Troika (FMI, BCE e Commissione Europea), ma al tempo stesso ha dirottato questo ampio malcontento sui singoli problemi che obiettivamente sono innocui per le grandi oligarchie finanziarie internazionali. I grandi temi di Grillo, che fanno demagogicamente presa nella popolazione, sono i tagli agli stipendi dei parlamentari, il taglio delle auto blu e agli sprechi della politica. Ma queste misure, per quanto necessarie, sono uno specchietto per le allodole e ben poco risolvono il dissesto finanziario del Paese, né tanto meno rilanciano l’economia e l’occupazione. Tra l’altro la nuova presidente della Camera, Laura Boldrini, senza urlare, senza ripetere “tutti a casa”, senza offendere e sbraitare contro la “casta”, ma nella compostezza ed eleganza delle sue funzioni istituzionali, dalla data del suo insediamento alla Camera dei Deputati, è riuscita ad imporre tagli per 500.000 euro al giorno. I risparmi già decisi, infatti, ammontano complessivamente a 8 milioni e mezzo di euro.

 

Si può governare, seriamente, anche senza insultare. E forse è l’ora di assumersi le proprie responsabilità e dare un governo serio e credibile a questo paese.

 

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