I traditori non sono solo i 101, ma tutti coloro che hanno votato Napolitano

Sbersani e Alfanoi dice che i traditori faranno i ministri. Ma la cosa è solo parzialmente vera. È sicuramente vero che tra i 101 cecchini di Prodi ci sono alcuni che diventeranno ministro (o vice premier), ma io considero traditore non solo quei 101 che hanno “impallinato” Prodi, ma tutti, dico tutti i deputati e senatori del PD (tranne una ventina) che hanno votato Napolitano e non Rodotà. Non solo perché Rodotà sarebbe stato un eccellente presidente della Repubblica, ma perché hanno deciso di governare assieme a Berlusconi nonostante una settimana prima in due distinti documenti ufficiali abbiano detto no ad un governissimo. Votando Napolitano hanno detto sì a Berlusconi, tradendo il mandato elettorale e tradendo la fiducia che in loro i cittadini avevano riposto. I cittadini volevano un’alternativa a Berlusconi e, invece, avete dato loro un Berlusconi ancora più forte, più beffardo, più sicuro di sè e dei propri mezzi e che, grazie al vostro scellerato accordo, avrà l’impunità, in barba ad ogni principio democratico. Questa è l’Italia che volevamo lasciarci per sempre alle spalle, questa è l’Italia che volevamo cambiare. E invece ci avete riproposto il solito vecchio teatrino degli accordi sottobanco, dell’infedeltà verso gli elettori e dell’anteporre gli interessi personali a quelli collettivi. Per quanto vi crediate assolti siete per sempre coinvolti. E non solo quei 101, ma tutti coloro che sabato hanno dato la fiducia a Napolitano che tra a breve lascierà la strada
spianata all’elezioni di Berlusconi come futuro Presidente della Repubblica. Una cosa veramente raccapricciante, e i cui responsabili sono i dirigenti del PD.

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One Response to “I traditori non sono solo i 101, ma tutti coloro che hanno votato Napolitano”

  1. CDafne Says:

    Ho voluto commentare il suo messaggio con questa poesia di Ferlinghetti che ,mi sembra, rappesentare ,per alcune tematiche, l’Italia.
    PITY THE NATION
    (After Khalil Gibran)
    Pity the nation whose people are sheep And whose shepherds mislead them
    Pity the nation whose leaders are liars Whose sages are silenced
    And whose bigots rule the airwaves Pity the nation that raises not its voice Except to praise conquerers
    And acclaim the bully as hero And aims to rule the world
    By force and by torture Pity the nation that knows
    No other language but its own And no other culture but its own
    Pity the nation whose breath is money And sleeps the sleep of the too well fed Pity the nation oh pity the people who allow their rights to erode
    and their freedoms to be washed away
    My country, tears of thee Sweet land of liberty!
    —Lawrence Ferlinghetti

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