Il razzismo di Calderoli e l’iprocrisia dei vertici Pd

calderoli Massimo Ragnedda (Tiscali) Enrico Letta, capo della coalizione PD-PDL-Scelta Civica, alza la voce con la Lega, minaccia una guerra totale con Maroni e giudica inaccettabili le parole di Calderoli. Io non voglio neanche commentare le parole del vicepresidente del Senato, perché si commentano da sole e perché ne parlano già tutti. È, casomai, sull’ipocrisia dei dirigenti del PD che voglio dire la mia. Letta alza la voce con la Lega semplicemente perché la Lega non ha accettato (per ragioni strumentali e di opportunità politica) di stare al governo con loro, perferendo l’opposizione e qualche poltrona in più nelle commissioni parlamentari. Letta alza la voce con la Lega dimenticandosi di essere al governo con un condannato in primo grado a 7 anni per prostituzione minorile e concussione e condannato a 4 anni in secondo grado per frode fiscale. Letta, prima di ergersi a paladino dell’antirazzismo, dovrebbe ricordarsi che è al governo con chi ha definito Obama “abbronzato” (insulto fortemente razzista), che ha più volte sostenuto che Mussolini mandava gli ebrei in vacanza e ha definito Milano una città africana perché, a suo dire, ci sono troppi immigrati nelle nostre città.
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F-35: uno dei più grandi sprechi della storia repubblicana, con l’avvallo del Quirinale

f35 Massimo Ragnedda (Tiscali) Ogni famiglia, soprattutto in questo momento di gravi crisi economica, sa benissimo che per far quadrare il bilancio familiare si deve dare spazio alle priorità e tagliare le cose superflue e non necessarie. Se una cosa superflua una famiglia non può permettersela, la si elimina, perchè le priorità sono altre. È uno dei principi basilari che ogni genitore conosce benissimo. Principio che governo ed esponenti della maggioranza trasversale, sotto l’egidia del presidente della Repubblica, sembrano non conoscere. In questo momento di gravissima crisi economica, mentre moltissimi piccoli artigiani e piccoli commercianti sono sommersi di tasse e non riescono a far fronte alle pretese dello Stato, il governo e la maggioranza PD, PDL e Scelta Civica, pensano di usare decine di miliardi di euro di soldi pubblici per acquistare inutili, difettosi e superflui aerei da guerra. Ma le priorità, come tutti sanno, sono altre. Qualsiasi buon padre di famiglia, trovandosi al governo del paese, avrebbe applicato il principio delle priorità e lo avrebbe fatto perché ama la sua famiglia. Qualsiasi madre dovendo governare il paese avrebbe capito subito che le priorità sono bene altre. Lo avrebbero fatto non per fare un dispetto al figlio che pretende il giocattolo difettoso e inutile, ma perchè sa benissimo che mangiare, garantirgli un’istruzione e delle cure mediche, in una sanità sempre più privata, sono le priorità.
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A cosa è servito morire in Afghanistan se ora gli USA negoziano con i talebani e armano alQaeda in Siria?

11_settembre_664_autoCut_664x230Massimo Ragnedda (Tiscali) Sono passati 12 anni da quando gli Stati Uniti, assieme ad una coalizione internazionale compresa l’Italia (dal 2004), hanno lanciato una guerra contro l’Afghanistan. Sono passati 12 lunghissimi anni e nel frattempo decine di migliaia di persone hanno perso la vita, decine di migliaia di feriti e un’intera generazione di bambini rimarrà per sempre traumatizzata dalla violenza della guerra. Sono passati 12 anni e quasi 8000 soldati della coalizione internazionale impegnata a contrastare il terrorismo hanno perso la vita. Tra loro anche 53 militari italiani, morti mentre combattevano i “terroristi” che 30 anni prima gli Stati Uniti avevano creato, armato e allevato per combattere l’Unione Sovietica. È stato calcolato che sinora gli Stati Uniti tra Iraq e Afghanistan abbiano speso 4 trilioni di dollari (4 seguito da 12 zero, per intederci) e all’Italia la missione costi all’incirca 100 milioni di euro al mese, ovvero più di un miliardo di euro all’anno. Soldi che noi paghiamo con le tasse, quando facciamo benzina, quando compriamo una marca da bollo, quando facciamo la denuncia dei redditi. Soldi che potrebbero essere destinati a creare lavoro e occupazione, costruire nuovi ospedali e scuole più sicure e che invece il governo italiano, senza differenza di colore, destina alla guerra. Read the rest of this entry »

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