Mentre noi pensiamo a Dudù, 1,7 milioni di nuclei familiari in Italia vivono in condizioni di povertà assoluta

Vultures(Massimo Ragnedda, Tiscali) Quando questo governo Letta-Berlusconi è nato, il 30 Aprile 2013, ha ottenuto al Senato 233 sì, 59 no e 18 astensioni. Dopo 5 mesi, con gli stessi senatori e dopo interminabili risse e vergognose sceneggiate, ha ottenuto 235 sì, 70 no e un astenuto. A conti fatti tutte queste pagliacciate e giri di giostra per due miseri voti in più. Ma vi rendete conto che mentre “giocate” a fare e rifare maggioranze, a spostare uno o due senatori, a litigare in TV e sui giornali, a fare ridicole sceneggiate come quelle in Senato, 1.7 milioni di nuclei familiari in Italia vivono in condizioni di povertà assoluta? Lo sapete, cari Senatori, che mentre giocate a fare governi e governicchi e a insultarvi reciprocamente, nel solo 2013 ben 50mila imprese hanno chiuso i battenti? Ma lo sapete, cari Deputati e Ministri, che mentre siete intenti a guardarvi l’ombelico e tirare a campare, la disoccupazione giovanile ha raggiunto la cifra record del 40,1%? Dico, lo sapete che a causa della vostra incompentenza e litigiosità l’IVA è aumentata al 22% e questo porterà ad una contrazione dei consumi andando così a peggiorare una situazione già di per sè pessima? Dico, lo sapete che mentre mandate in onda queste penose sceneggiate, i fondi avvoltoi speculano sugli stati e dirottano le nostre (poche) ricchezze nei loro conti segreti nei paradisi fiscali? Lo sapete che siete funzionali al loro gioco?

Dico: lo sapete vero? Dico, cari senatori e deputati, ma voi sapete come vivono i comuni cittadini fuori da quel mondo dorato dove vi siete rinchiusi? Onorevoli e Ministri della Repubblica, lo sapete che i comuni cittadini non riescono più a pagare il mutuo e sono costretti a scegliere se curarsi o mangiare, se mandare il figlio all’Università o pagare l’assicurazione della macchina?

Credete siano tutti interessati al congresso del PD, alle regole per le elezioni del nuovo segretario e del nuovo candidato premier? Davvero, lo dico senza iprocrisia e falsa retorica, ma avete mai provato a guardare fuori dalla finestra? Ad aprire le tende, buttare lo sguardo oltre Montecitorio e Palazzo Madama, oltre il Quirinale e Palazzo Chigi: dico avete mai provato a farlo? Capite che a causa dei vostri giochi, risse, stoccate, risate, abbracci, insulti e poi ancora sorrisi, abbracci, insulti e stoccate, l’Italia sta morendo? L’ho scritto varie volte e commentatori ben più autorevoli di me lo hanno ricordato: la coesione sociale del Paese sta per esplodare con gravi conseguenze di ordine pubblico e sociale. Prima lo capite e meglio è per l’Italia. Prima lo capite e meglio è per voi. Così evitate di stare lontani dalla realtà e, magari, provate a fare quel poco che la Troika vi permette di fare.

Perchè, questo non dovremmo mai dimenticarlo, mentre questi teatrini vanno in onda, mentre noi qui discutiamo di maggioranza e opposizione, di fiducia e leggi ad personam, di lizzi e lazzi, lassù lontano dai riflettori che di volta in volta si prendono i vari Scilipoti o Formigoni, là lontano da sguardi indiscreti si pianifica e parla del nostro futuro. Si mettono in piedi politiche economiche che lo Stato, un tempo sovrano, deve accettare e recepire. Letta, uomo della Trilaterale e del gruppo Bildeberg, lo sa bene. E lo sa ancora meglio Napolitano, anch’egli vicino a questi ambienti, che ce lo ha imposto. Poi, ahimè, va in onda questa farsa, sceneggiate degne delle peggiori osterie, condite di insulti e grida. Ognuno a difendere il proprio orticello. Senatori di ogni ordine e grado che qualora si andasse a nuove elezioni non sarebbero più candidati; Bondi che dice quello che tutti sappiamo, ovvero che erano lì per difendere Berlusconi e dell’aumento dell’IVA non gli importa neanche un po’; Letta che sa che mai più sarà premier qualora crollasse questo governo e, soprattutto, sa che gli tocca guidare il semestre europeo: un’occasione, più unica che rara, che non può di certo lasciarsi sfuggire. E mentre ognuno è intento a difendere il proprio orticello o poltrona, i grandi fondi speculativi guardano dalla finestra, assoporando già le lacrime di sangue che dovremo versare per poterli arricchire. Avvoltoi che si lanciano sulle vittime in difficoltà.

Noi questi avvoltoi non li vediamo, perché siamo intenti a guardare le risse di falchi e colombe in casa berlusconiana o la miriade di correnti in casa piddina. Noi questi avvoltoi non li conosciamo perché i media ci parlano di quanto abbaia Dudù e non degli “Vulture Funds”, i fondi avvoltoi che dissanguano i cittadini, che obbligano lo Stato a tagliare i fondi pubblici per la scuola, la sanità, la ricerca, la sicurezza per pagare il debito da usuraio contratto con questi avvoltoi. Così, giusto per fare un esempio, lo scorso anno la Grecia, per salvarsi dalla bancarotta, ha dovuto versare alla Dart Management con base nel paradiso fiscale delle isole Cayman, ben 400 milioni di euro (800 miliardi di vecchie lire). Soldi sottratti ai lavoratori che si sono visti tagliare lo stipendio del 30%, soldi rubati ai pensionati, soldi sottratti all’Università (quella di Atene ha chiuso i battenti qualche settimana fa). Soldi finiti nei paradisi fiscali. Esentasse, manco a dirlo.

Mentre noi pensiamo alla squallida sceneggiata tra Cicchitto e Sallusti, questi fondi avvoltoi dissanguano le finanze degli Stati un tempo sovrani. Elliot, Hemishere, Dart (solo per citarne alcuni) stanno dissanguando le finanze degli Stati, dirottando i nostri soldi (quello che paghiamo con le tasse per intenderci) in paradisi fiscali. Stanno facendo all’Europa quanto hanno già fatto con le finanze del Ghana, dello Zambia, del Congo, dell’Argentina (che ad un certo punto si è rifiutata di regalare i soldi pubblici a questi avvoltoi senza scrupoli) e del Perù.

Ecco, continuiamo a pensare a Dudù noialtri, mentre loro lucrano sulle nostre debolezze.

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