Se questo è un processo di pace: 8 mesi di morte e paura per i Palestinesi

freedom_hebronMassimo Ragnedda (Tiscali) Da quando i negoziati di “pace” sono ripresi nel luglio 2013, gli israeliani hanno ucciso 59 palestinesi e ne hanno ferito centinaia, compresi alcuni giocatori della nazionale palestinese deliberatamente gambizzati per impedire loro di giocare. Jawhar Nasser, di 19 anni, e Adam Abd al-Raouf Halabiya di 17 anni, giocatori della nazionale palestinese, tornavano, come tutti i ragazzi che a quella età vogliono dare due calci ad un pallone, da un allenamento. Militari israeliani, senza motivo apparente, hanno sparato alle gambe di questi due giovani ragazzi. Per loro la carriera è finita e, cosa ancora più grave, probabimente non potranno più camminare.Come loro, solo dall’inizio del cosidetto processo di pace, sono centinaia i palestinesi (spesso ragazzini), tragicamente uccisi e feriti.

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Pregiudicati che percepiscono 6 milioni all’anno. Sono questi sono i manager che il mondo ci invidia?

 

paperoni-370Massimo Ragnedda (Tiscali) Moretti, l’AD di Trenitalia (nel 2012 ha dichiarato più di un milione di euro, ovvero più di 87.000 euro al mese) che ha notevolmente peggiorato il servizio dei pendolari favorendo i treni ad alta velocità e ora chiede che i pendolari paghino il doppio dell’attuale tariffa, sostiene che se si tagliasse lo stipendio dei manager questi andrebbero via dall’Italia. Ergo, bisogna tassare, ancora una volta, i pensionati e gli operai che all’estero non possono andarci. O magari tagliare la sanità pubblica, tagliare i finanziamenti alla scuola e ridurre i servizi offerti ai cittadini. Tutto, ma non toccare gli stipendi dei manager italiani. Il rischio, secondo Moretti (chiamato a rispondere dei fatti relativi alla strage di Viareggio) è che visto che il mondo ci contende i nostri manager, questi sarebbero pronti a lasciare l’Italia verso altri lidi dorati. Guai a ridurre loro lo stipendio, altrimenti li perdiamo (un po’ come i calciatori che lasciano l’Italia per il PSG o il Real).

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Perché il referendum in Crimea dovrebbe essere illegale e il golpe nazista in Ucraina legale?

crimea-copyMassimo Ragnedda (Tiscali) I dati del Referendum in Crimea parlano chiaro: il 96% vuole tornare con la Russia. Un referendum come quello del 2008 in Kosovo, del 2011 in Sudan e del 2013 nelle Isole Falklands (le Isole Falklands o Malvinas in spagnolo, distano 400 km dall’Argentina, ma sono territorio britannico d’oltremare. Queste isole contese da anni e furono teatro di una guerra nel 1982 tra Argentina e Inghilterra). I media occidentali titolano: “Putin sfida il mondo”. In realtà Putin non sfida il mondo, ma si limita a rispondere alle provocazioni degli USA e, parzialmente dell’UE (meno del 15% della popolazione mondiale) e non il mondo intero: questo, per inciso, la dice lunga sul nostro occidentocentrismo. Ma la vera domanda è: perché l’autodeterminazione dei popoli va bene quando si vota in Kosovo, in Sudan e nelle Malvinas (pardon, Falklands) e non quando si vota in Crimea? Perché quei referendum dovrebbero essere illegali, mentre il golpe che ha destituito un presidente legittamente eletto (anche se corrotto, ma noi italiani non possiamo parlare) e ha messo al comando i neonazisti, dovrebbe essere legittimo?

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Peggiorare la porcata di Calderoli non era facile, ma Renzi ci è riuscito. Complimenti

2628153-renziberluMassimo Ragnedda (Tiscali) Non era facile, eppure Renzi e il PD sono riusciti a peggiorare la porcata di Calderoli e Berlusconi. Roba da maestri. Roba da professionisti della politica. Roba da esperti navigati. Mica scherzi.

L’Italia, da sempre divisa su tutto, aveva trovato l’unanimità nel definire la legge elettorale introdotta da Calderoli una vera porcata. Tutti, ma proprio tutti, si sono scagliati contro questa vergognosa legge elettorale che creava un parlamento di indagati, nominati dalle segreterie dei partiti, senza lasciare possibilità ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti. Tutti, ma proprio tutti, si lamentavano dello squilibrato premio di maggioranza. Tutti, quasi tutti a dire il vero, si lamentavano di un governo composto in prevalenza da uomini.

Anche la Corte Costituzionale, dopo 8 lunghi anni e un paio di tornate elettorale, ha finalmente bocciato questa schifezza, fondamentalmente per due ragioni: l’impossibilità per i cittadini di scegliere i propri rappresentanti e l’evidente sproporzione tra voti presi e seggi assegnati. Insomma la legge era da rifare, volenti o nolenti, e così lo scaltro Renzi si è assunto l’onere di farlo, contrattando con Berlusconi. Ma fare non è sinonimo di fare bene e così la nuova legge elettorale targata PD è riuscita nel difficile compito di peggiorare il porcellum: un super porcellum.

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