Peggiorare la porcata di Calderoli non era facile, ma Renzi ci è riuscito. Complimenti

2628153-renziberluMassimo Ragnedda (Tiscali) Non era facile, eppure Renzi e il PD sono riusciti a peggiorare la porcata di Calderoli e Berlusconi. Roba da maestri. Roba da professionisti della politica. Roba da esperti navigati. Mica scherzi.

L’Italia, da sempre divisa su tutto, aveva trovato l’unanimità nel definire la legge elettorale introdotta da Calderoli una vera porcata. Tutti, ma proprio tutti, si sono scagliati contro questa vergognosa legge elettorale che creava un parlamento di indagati, nominati dalle segreterie dei partiti, senza lasciare possibilità ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti. Tutti, ma proprio tutti, si lamentavano dello squilibrato premio di maggioranza. Tutti, quasi tutti a dire il vero, si lamentavano di un governo composto in prevalenza da uomini.

Anche la Corte Costituzionale, dopo 8 lunghi anni e un paio di tornate elettorale, ha finalmente bocciato questa schifezza, fondamentalmente per due ragioni: l’impossibilità per i cittadini di scegliere i propri rappresentanti e l’evidente sproporzione tra voti presi e seggi assegnati. Insomma la legge era da rifare, volenti o nolenti, e così lo scaltro Renzi si è assunto l’onere di farlo, contrattando con Berlusconi. Ma fare non è sinonimo di fare bene e così la nuova legge elettorale targata PD è riuscita nel difficile compito di peggiorare il porcellum: un super porcellum.

Renzi, lo scaltro e spregiudicato Renzi, quello che senza pietà, senza stile e senza rispetto ha fatto fuori il suo compagno e collega di partito Letta, è riuscito nell’intento di peggiorare una legge già pessima.

Allora ricapitoliamo. Niente preferenze: il parlamento continuerà ad essere un luogo di nominati (spesso scelti dalle segreterie per ragioni non sempre legati al merito). Niente quote rose: il parlamento continuerà ad essere un luogo maschilista. Nessuna regolamentazione del conflitto di interessi: il parlamento continuerà a legiferare a favore di un pregiudicato. Ma non solo. La nuova legge elettorale aumenta lo sbarramento (milioni di italiani non saranno rappresentati in parlamento) e non tocca lo sproporzianato premio di maggioranza. In più offre la possibilità di essere candidati in diversi collegi con la possibilità che con l’“assegnazione dei resti” possono essere eletti candidati con meno preferenze, rispetto ad altri con molte più preferenze ma candidati in un solo collegio.

E poi mille altri piccoli cavilli che fanno di questa legge elettorale una super porcata. Una schifezza che il fuoco di fila mediatico (da La Repubblica al Corsera, dalla RAI alle televisioni del pregiudicato, tutte allineate per ragioni diverse a fare il tifo per Renzie) non riuscirà a trasformare in una buona legge. E ciò che la rende ancora più schifosa è che il PD ci mette la faccia e il pregiudicato che l’ha imposta, come sempre, se la ride.

Infine, non va dimenticato che questa nuova legge elettorale, secondo molti costituzionalisti, pare essere incostituzionale e, come tale, probabilmente sarà (speriamo non tra 8 anni) bocciata dalla Consulta. E tra qualche anno ci troveremo ancora una volta a discutere di legge elettorale, mentre il Parlamento, composto da nominati e indagati, dovrebbe essere intento a discutere ben altri problemi, quali ad esempio lavoro e lotta alla corruzione, che interessano molto di più gli italiani.

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