Truffa lo Stato per milioni di euro e viene condannato a frequentare i suoi coetanei 4 ore la settimana

tribunale_internoMassimo Ragnedda (Tiscali) Certo che l’Italia è davvero un paese anormale. Corrotto come pochi, marcio come di rado si vede in giro e assurdo come nessuno. L’ultimo caso vede la farsa della condanna (dopo le lunghe chiacchierate con Napolitano e Renzi) di un truffatore dello Stato. Un truffatore che ha sottratto al fisco italiano (ovvero a tutti noi) milioni di euro e che viene condannato a fare volontariato 4 ore la settimana in un centro per anziani. Che poi a pensarci bene questi anziani sono suoi coetanei e in alcuni casi anche più giovani di lui. Se questo è un paese normale. In fondo va a fare quello che milioni di italiani (senza aver rubato milioni di euro alla collettività) fanno ogni giorno: volontariato. Farsi una chiacchierata con persone di una certa età. Tutto qua: in fondo rubare milioni di euro allo Stato (e dunque agli anziani-coetanei ai quali dovrà far compagnia 4 ore la settimana) conviene. Perlomeno se sei un uomo di potere. Altrimenti un piccolo furto (magari per mangiare) ti costa anni di carcere. Ma si sa che la legge è uguale per tutti solo nelle scritte dei tribunali. E questa è la più grande delegittimazione di uno stato del diritto: la disparità dei cittadini di fronte alla legge.

E poi abbiamo un delinquente che sottrae al fisco milioni di euro e viene condannato a far visita ai suoi coetanei 4 ore la settimana a raccontare barzellette. Ed è questa, ahimè, la più grande barzelletta di un paese sciagurato. Un paese marcio, corrotto e assurdo. Certo, direte voi, ma ora è interdetto dai pubblici uffici. Ma quali sono esattamente questi pubblici uffici dai quali è interdetto? Da condannato ha incontrato più volte il presidente della Repubblica e discusso di “riforme”. Quale altro pregiudicato può incontrare la più alta carica dello Stato e discutere dell’assetto istituzionale del paese? Quale? Da condannato ha incontrato per ben due volte il presidente del consiglio e non ultimo a Palazzo Chigi. Quale altro delinquente può incontrare il presidente del Consiglio per parlare di “riforme”? Potrà fare campagna elettorale come un normale cittadino. Quale altro truffatore potrebbe tranquillamente fare campagna elettorale?

 

Uno schiaffo allo stato di diritto, alla legalità, a chi ogni giorno combatte contro la mannaia delle tasse e non riesce ad arrivare a fine mese. Uno schiaffo a chi, a causa di una condanna ben più lieve, è escluso da cariche pubbliche e non può partecipare a concorsi pubblici.

 

Rubare milioni di euro ai cittadini italiani non è mai stato così conveniente: la severissima pena che dovrà scontare è raccontare barzellette a suoi coetanei, per 4 ore la settimana. A pochi chilometri da casa sua. Il resto della settimana potrà trascorrerla a Roma, nella sua lussuosa villa e incontrare le varie cariche dello Stato, protetto dalla scorta pubblica che tutti noi paghiamo con le tasse. Le nostre tasse servono a proteggere un delinquente che le tasse le ha evase.

 

Ora ditemi che l’Italia è un paese normale. Ditelo se avete coraggio.

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