Renzi taglia giustizia, istruzione e sanità, ma i suoi esultano. A loro basta un tweet per essere felici

++ Dl Irpef: Renzi, tasse diminuiscono per 15 milioni ++Il dramma dell’Italia è la corruzione: ci costa, secondo la corte dei Conti, circa 60 miliardi di euro l’anno. Renzi che fa? Invece di aggredire la corruzione, taglia i fondi sia alla Corte dei Conti che all’Autorità Anticorruzione. Geniale no? Si punisce il controllore e non il trasgressore. E visto che c’è ha pensato bene di tagliare altri 102 milioni di euro alla Giustizia. Non sia mai che qualche giudice provi a condannare qualche corrotto o corruttore. Non sia mai. Perché non è vero che i capitali esteri non arrivano perché c’è la corruzione o una giustizia lenta. Non arrivano perché c’è l’articolo 18, o meglio quello che rimane dopo la riforma Fornero-PD. Ma non basta. L’Italia è al penultimo posto in Europa per i fondi alla ricerca e all’istruzione. Renzi che fa? Taglia altri 148 milioni all’Istruzione. Ha ragione Renzi: è una vergogna essere al penultimo posto in Europa. Meglio essere all’ultimo posto. Infatti il taglio previsto per il prossimo triennio sarà di 421 milioni di euro. Ma che ce ne facciamo di un’istruzione di qualità e pubblica, avrà pensato il venditore di Firenze. Rottamiamola. E i renziani festeggiano leggendo l’ultimo tweet. In fondo ci vuole poco per estasiarli: bastano 140 caratteri di promesse e loro esultano (un po’ come Berlusconi faceva con i suoi proclami e barzellette: i suoi ridevano e le porcate passavano. Facile no?). Infine, dal cilindro, Renzi toglie anche un ulteriore taglio alla sanità: altri 11.3 milioni tagliati. Basta con l’idea di una sanità gratuita (non lo è quasi più oramai). Bisogna rottamare anche questo ultimo baluardo ideologico della sinistra. L’idea che la sanità debba essere pubblica e gratuita. Basta con queste vecchie logiche. Rottomiamo anche la sanità. E i renziani esultano, leggendo l’ultimo tweet. Poi quando si trovano a pagare il ticket all’ospedale, pagare per la scuola, aspettare anni per una causa civile sapranno con chi prendersela: con l’articolo 18, i sindacati e la vecchia sinistra. Dannato articolo 18, tweetta il venditore di Rignano sull’Arno. E i suoi esultano come dopo un goal ai mondiali.

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3 Responses to “Renzi taglia giustizia, istruzione e sanità, ma i suoi esultano. A loro basta un tweet per essere felici”

  1. Massimiliano G. Says:

    Eh sì Massimo, che dire…Io penso che la situazione è forse ancora più drammatica: sostengo che la corruzione, da sola, non basti per spiegare completamente il sisterma attuale; si pensi, per esempio, che in passato, nonostante tutto, le cose andassero per certi versi meglio oppure che esistono Paesi ad alto tasso di corruzione, i quali, però, proseguono la loro strada, pur con questo pesante fardello.Questo, si badi bene, non vuol assolutamente dire giustificare la corruzione, che rimane uno dei più ignobili aspetti della società, che unifica, con sistemi e gradazioni diverse, tutto il pianeta: affermo solo che essa fa parte, nel caso italico, di un “pacchetto” completo e nefasto che caratterizza questa “nazione”; e basta con questa favola, nel sentire comune, del povero cittadino onesto, vessato dai cattivoni politici sui quali risiedono tutte ed esclusive colpe!! Che i politici siano ben peggiori di quello che la maggior parte riesce ad immaginare, che questi abbiano responsabilità molto più gravi del rubare, su questo non ci piove: che, però, tutti gli altri (imprenditori,operai, professionisti, impiegati, studenti, parcheggiatori…) siano “bravi”, la mia esperienza diretta dice ben diversamente! E, al di là dei patetici luoghi comuni, non esiste zona d’Italia esente o con minore intensità ma solo con modi diversi: mentre al Sud, nella strafottenza e stupidità, la cosa è perlomeno lapalissiana e diretta, al Centro-Nord è più funzionale e di alto livello, ambigua e viscida. Le brave persone ci sono, ovviamente, dappertutto ed in tutte le categorie: si riconoscono, di solito, dal profilo basso, normalmente vessate e derise dai più.
    Sulla sanità e sull’istruzione, caro Massimo, c’è poco da aggiungere: certo, ne potremmo parlare a lungo: qui dico solo che tali aspetti, che sono posti all’apice (salute, in primis) dei valori costituzionali, sono, giorno dopo giorno, erosi e svuotati surrettiziamente, nella totale indifferenza dei vari paladini della “democrazia”, “libertà”, “progresso” e simili roboanti parole che fuoriescono dalle loro escrementizie bocche, con le quali hanno precedentemente movimentato le masse per ben più vacui obiettivi.La cosa odiosa, che non potendo colpire direttamente il diritto alla salute, lo stanno facendo in maniera indiretta (seppur timidamente, diversi costituzionalisti, inascoltati, stanno denunciando tali processi): non mi dilungo ma posso affermare con cognizione di causa che chi non ha i mezzi, si ritrova con possibilità ampiamente ridotte rispetto ai privilegiati a vario titolo: si salva ancora chi sa come muoversi per la tutela dei propri sacrosanti diritti: ma è un costo che il sistema può sopportare: per uno che sa cosa fare, altri cento disgraziati sono costretti a subire obtorto collo.
    Probabilmente un dittatore nel senso classico del termine, è più onorevole di questo viscido sistema dissimulato: almeno lui non ti dice né ti fa credere di essere libero.
    Un caro saluto, con stima.

    Massimiliano G.

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    • mragnedda Says:

      Grazie Massimiliano per questo bel e completo commento.

      Concordo con la tua disamina: molto accurata e critica.

      A presto

      Massimo

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      • Massimiliano Says:

        Massimo, grazie a te che dài l’opportunità di creare stimoli di riflessioni e confronto nella libertà di idee. Buon lavoro, a presto

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