“Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!”

victor jara“Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!” Sono passati  41 anni da quando il legittimo presidente cileno Salvador Allende pronunciò questo discorso. Il suo ultimo discorso da presidente. Il suo ultimo discorso da uomo. Morì quello stesso giorno e con lui morì la democrazia. Con Allende morirono decine di migliaia di persone, uccise dalla ferocia del dittatore Pinochet. Sono passati 41 anni da quell’infausto 11 Settembre del 1973. 41 lunghi anni da quando il generale Pinochet, spinto e sostenuto dagli Stati Uniti di Nixon e Kissinger (poi insignito del premio Nobel per la pace!), destituì un presidente amato dal popolo, ma non dagli USA.  L’11 settembre del 1973 è uno dei giorni più bui del ‘900. Un giorno che ha cambiato, per sempre, la storia del Cile, dell’America Latina e del mondo intero. Un giorno che non può essere dimenticato. Iniziò quel giorno una sanguinosa dittatura che durò 17 anni. La colpa di Allende è stata quella di aver iniziato un percorso di riforma che comprendeva la nazionalizzazione di alcune grandi imprese (cosa che gli USA non potevano tollerare), un programma per la distribuzione gratuita di latte per i bambini e la riforma del sistema sanitario con l’obiettivo di estendere la sanità a tutte e tutti i cittadini cileni e non solo ai più abbienti. Principi, ancora oggi, intollerabili per gli Stati Uniti (si vedano i tre falliti golpe contro il Venezuela di Chavez).

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In Italia un bambino su tre è a rischio povertà

povero.jpg_415368877Massimo Ragnedda (Tiscali) Secondo l’ultimo rapporto di Save the Children in Europa ben 27 milioni i bambini sono a rischio povertà o esclusione sociale. Il dato è ancora più preoccupante se consideriamo che dal 2011 al 2012 il loro numero è aumentato di mezzo milione. In un solo anno, dunque, 500 mila nuovi bambini si sono affacciati sulla soglia della povertà. Nella ricca Europa, intendo. Ma il dato più allarmante riguarda l’Italia. Sempre secondo il rapporto “Povertà ed esclusione sociale minorile in Europa – in gioco i diritti dei bambini” pubblicato lo scorso 15 Aprile da parte di Save the Children, la percentuale dei minori a rischio povertà o esclusione sociale raggiunge il 33,8%.

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Ci resta il sole, ma di quello non si vive

DSC_1638È una grigia domenica mattina. Fa freddo e osservo la pioggia che sbatte sulla mia finestra. Guardo il cielo, dal caldo della mia stanza, e la compagna malinconia viene a farmi visita. Il cielo è plumbeo, la giornata è uggiosa e, come spesso capita qui nel nord Inghilterra, l’acqua cade copiosa dal cielo. Penso alla mia terra, l’Italia, e la Sardegna nello specifico, e mi chiedo cosa abbiamo che non va. In Inghilterra il clima è pessimo, la cucina è abominevole, le persone sono spesso fredde e si vestono in maniera improponibile. L’Italia, invece, ha un clima decisamente migliore, il sole ti da il buon umore, il cielo blu ti aiuta ad essere positivo, abbiamo un’ottima cucina che tutto il mondo ci invidia, la gente è, in linea di massima,  più gioviale. Siamo la terra di Dante, del Rinascimento, di Da Vinci e Giotto, di Michelangelo e Galileo Galilei. Abbiamo tre delle città più belle al mondo (Roma, Firenze e Venezia) e il made in Italy è un marchio di garanzia. Eppure, l’Inghilterra è dieci passi avanti rispetto all’Italia. Perché, mi chiedo in questa fredda domenica mattina.

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Il disagio sociale aumenta e ora qualcuno prova a strumentalizzarlo

Protesta dei Forconi a TorinoMassimo Ragnedda (Tiscali). Riporto alcuni dati dell’ultimo rapporto Censis che fotografano, in maniera spietata, l’Italia degli ultimi anni. Uno spaccato della nostra società sul quale è necessario fare delle serie riflessioni. È necessario fermarsi un attimo e porci delle domande per vedere il malcontento generale, il disagio sociale e la rabbia che cova. È necessario riflettere su questi dati per capire quanto sia facile e pericoloso, in questo frangente storico, strumentalizzare il malcontento e trasformarlo in azione. Il primo dato preoccupante si riferisce al risparmio delle famiglie italiane. L’Italia, da sempre considerata terra di risparmiatori, non riesce più a mettere da parte soldi che possono essere utili in caso di necessità: dal 2007 al 2012 il risparmio netto annuo per famiglia è passato da 4.000 euro a 1.300 euro. Una caduta verticale che ci deve far interrogare sul potere di acquisto delle famiglie, sempre più ridotto, e sulla capacità di far fronte a spese impreviste. La capacità di risparmiare, come è facile immaginare, incide anche sul mercato immobiliare. Non è un caso infatti che nello stesso periodo le compravendite di case siano crollate del 45%, con tutte le conseguenze a catena che questo comporta. Read the rest of this entry »

Mandela, che ipocrisia: sino a 5 anni fa per gli USA era un terrorista

mandelaMassimo Ragnedda (Tiscali) Quanta ipocrisia sulla morte di Nelson Mandela. Messaggi di cordoglio da tutto il mondo, capi di Stato e comuni cittadini di ogni angolo del pianeta uniti nel dolore e nel ricordare uno degli ultimi grandi personaggi del ‘900. Mandela messaggero di pace; Mandela idolo della lotta alla libertà; Mandela uomo di speranza. Dall’Inghilterra agli USA, dall’Italia alla Francia, tutti in fila per esprimere il proprio cordoglio ad un uomo che ha trascorso 27 anni della sua vita in carcere per combattere contro l’Apartheid. Un uomo che, però, sino a qualche anno fa era ancora nella lista nera dei terroristi stilata dagli Stati Uniti. D’altronde, se ha trascorso quasi 27 anni in carcere è per aver combattuto contro un sistema, quello dell’Apartheid, imposto e difeso dalle potenze coloniali occidentali. D’altronde, se è stato catturato, è stato grazie al ruolo della CIA che ha aiutato la polizia sudafricana ad arrestare il terrorista Mandela. La Thatcher, ex primo ministro inglese, aveva più volte ritenuto Mandela un terrorista, esattamente come fece Reagan, ex presidente americano, che in più occasioni aveva definito Mandela un pericoloso terrorista. E per giunta comunista. Ma gli Stati Uniti hanno fatto molto peggio: hanno inserito Mandela e gli altri membri dell’ANC (African National Congress) nella lista nera americana dei terroristi. E la cosa assurda è che Mandela è rimasto in quella lista sino al 2008, ovvero sino a cinque anni fa, nonostante avesse nel frattempo vinto il premio Nobel per la pace e nonostante avesse avuto centinaia di premi e riconoscimenti internazionali. Mandela era dunque, per gli Stati Uniti e l’Inghilterra, un pericoloso terrorista.

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Lettera aperta a Prof. Zeno-Zencovich sulla corruzione accademica in Italia

universita_644_autoCut_664x230Massimo Ragnedda (Tiscali) Illustre professore (il Prof. Zeno-Zencovich è ordinario di diritto comparato presso l’Università Roma Tre e rettore dell’istituto privato Luspio NdR), ho avuto modo di vedere l’intervista che ha rilasciato a Il Fatto Quotidiano circa i concorsi universitari in Italia e mi sento in dovere di ringraziarla. In realtà non ha detto niente di nuovo, tutti conosciamo l’inutilità dei concorsi universitari italiani, il sistema antidemocratico della cooptazione e la farsa concorsuale. Ciò nonostante, e lo dico senza ironia, mi sento comunque di ringraziarla per avermi fatto capire, una volta di più, che la mia dolorosa decisione di abbandondare il torbido mondo accademico italiano sia stata, per me, la scelta giusta. L’ho capito, in realtà non ve ne era bisogno, sentendo le sue parole e il suo modo baronale di ragionare. Non parlo della sua lettera ironica, che a tratti ho trovato anche divertente e intelligente, ma della sua intervista. Mi permetta, poiché sono parte in causa, solo alcune precisioni. Read the rest of this entry »

Il Portogallo licenzia e taglia gli stipendi pubblici. Domani toccherà all’Italia

speculazioneMassimo Ragnedda (Tiscali)  Guardare quanto sta succedendo in Portogallo è molto istruttivo. In pratica si sta ripetendo quanto già successo in Grecia e quanto potrebbe succedere a breve anche in Italia.  Gli Stati europei si indebitano (come tutti gli altri Stati al mondo), ma non potendo emettere moneta (a differenza del Giappone, degli USA, dell’Inghilterra e della Svizzera) chiedono aiuto alla Troika (Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Unione Europea) la quale ben volentieri concede prestiti, ovviamente chiedendo qualcosa in cambio. E indietro non vuole solo i soldi che ha prestato più gli interessi da strozzino, ma impone anche un insieme di “misure” per snellire lo Stato Sociale. Lo Stato in debito (così come fanno i cittadini che indebitati e disperati chiedono “aiuto” agli strozzini) è costretto ad accettare queste draconiane misure, anche se queste comportano (così come succede alle persone ricattate dagli usurai) un peggioramento della loro situazione iniziale.

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