Living in Surveillance Society. Sassari 27 July 2012

Venerdì 27 Luglio 2012, il Dipartimento di Scienze Politiche, Scienze della Comunicazione e Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Sassari ospita, il seminario internazionale “Living in Surveillance Society“. L’incontro, organizzato da Massimo Ragnedda dell’Università di Sassari in collaborazione con il gruppo di ricerca internazionale Living in Surveillance Societies finanziato dal COST (European Cooperation in Science and Technology) con l’indirizzo in Scienze della Governance e dei Sistemi Complessi della Scuola di Dottorato in Scienze Sociali dell’Università di Sassari, vede la partecipazione di professori e studiosi inglesi, israeliani, olandesi, belgi, spagnoli e italiani. All’interno del seminario interverranno i corsisti del Dottorato che discuteranno i loro papers coordinati da Prof. Clive Norris, direttore del Dipartimento di Sociologia dell’Università di Sheffield (UK). Read the rest of this entry »

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Book Review: Schools under Surveillance: Cultures of Control in Public Education.

Ragnedda, Massimo. 2010. Review of Monahan and Torres’ (eds.) Schools Under Surveillance. Cultures of Control in Public Education. New Brunswick: Rutgers University Press, in Surveillance & Society 7(3/4): 356-7. http://www.surveillance-and-society.org | ISSN: 1477-7487

School safety is of concern to the American public in general. Parents, students, teachers and staff want safe places where they and their children can study and work. Schools under Surveillance sheds light on the complexities of the culture of control in the public education system. Editors Monahan and Torres have collected thirteen essays from researchers studying surveillance and discipline in contemporary public schools in North America, mostly in the US, offering a brilliant guide to this topic. The contributors are American academics with different disciplinary backgrounds. The topics they address are wideranging, and include privacy and human rights issues, the cultural politics of race in urban education, new disciplinary orders in the carceral school and the security cultures and everyday resistance to school surveillance. Overall, the book presents a pragmatic and multi-disciplinary approach to the issue of surveillance and discipline in contemporary public schools. This volume’s interdisciplinarity makes the collection a provocative and stimulating reflection on cultures of control but also provides a brilliant overview of creative forms of resistance. Public schools, in particular in the US, are now among the most surveilled spaces, but perhaps because of this, are also creative spaces for resisting surveillance mechanisms. Teachers and students resist in different ways and not just through acts of sabotage but also through forms of artistic performance. Read the rest of this entry »

Sorveglianza e Società

Pubblico l’Introduzione[1] del primo libro dell’Italian Group on Surveillance Studies.  Il libro che qui presentiamo è il frutto di una relazione che gli autori hanno sviluppato nel corso degli ultimi anni e che ha dato vita al Gruppo italiano di studi sulla sorveglianza. Si tratta di una rete aperta ai ricercatori italiani che vuol essere al contempo un nodo di un più ampio network di studiosi della sorveglianza che fa riferimento al Surveillance Project presso la Queens’ University di Kingston (Canada), diretto da David Lyon. Il gruppo è stato fondato a Piacenza nel settembre 2008 in occasione del Festival del diritto. Desideriamo ringraziare Stefano Rodotà che in quell’occasione, come direttore, e in altre ancora come sensibile studioso e interlocutore, ha incoraggiato il dialogo tra studiosi appartenenti a diverse discipline e la realizzazione di questa iniziativa. I cinque ricercatori italiani che hanno fondato il gruppo, con l’aggiunta di un contributo di David Lyon, propongono oggi questo libro per stimolare anche in Italia un più ampio dibattito sul tema della sorveglianza a partire da una lettura critica delle libertà e delle forme di controllo sociale in riferimento al ruolo delle nuove tecnologie e alla loro penetrazione nelle organizzazioni delle società contemporanee.

Perché studiare la sorveglianza? Negli ultimi anni il fenomeno della sorveglianza ha attirato l’attenzione da parte di un numero crescente di studiosi appartenenti a diverse discipline. Aspetti economici, sociali e politici delle società contemporanee sono, infatti, sempre più regolati e organizzati sulla base di sistemi complessi di sorveglianza e controllo. Vari tipi di organizzazioni e istituzioni, dagli stati alle imprese, dalle agenzie di sicurezza alle comunità di vicinato, mettono ogni giorno in atto processi di controllo e di sorveglianza che producono conseguenze sociali e allo stesso tempo riflettono e contribuiscono alla trasformazione del modo in cui interagiamo col, e ci esponiamo al mondo esterno, della maniera in cui creiamo e accettiamo, o rifiutiamo, i modi dominanti di integrazione e dipendenza sociale. Read the rest of this entry »

Sorveglianza, reti e vita quotidiana

IGSSIl primo libro dell’Italian Group on Surveillance Studies (IGSS), di cui faccio parte, sta per essere consegnato all’editore. Il lavoro è quasi concluso: mancano gli ultimi ritocchi, il lavoro di editing e i riferimenti incrociati tra i vari capitoli. È stato un lavoro molto interessante e stimolante che ha visto impegnati, per quasi un anno, cinque giovani ricercatori (precari) italiani in un lavoro di confronto, revisione reciproca, scambio di email con consigli e appunti, rimandi e commenti. Un lavoro che, come si dice in questi casi, non è il punto di arrivo, ma l’inizio di un lavoro di ricerca comune, aperto ad altri studiosi italiani, e che ci vedrà impegnati, pur tra mille difficoltà, in un insieme di discussioni, workshop e seminari, in Italia e all’estero.

Qui di seguito pubblico la parte introduttiva del mio capitolo, “Sorveglianza, reti e vita quotidiana”, aperta a commenti e critiche, nel migliore spirito del web 2.0.

L’ipotesi di fondo che percorre questo capitolo è che la sorveglianza online non solo integra la sorveglianza offline, ma questi due fenomeni tendono oggi a procedere di pari passo ed essere, in qualche misura, inscindibili. Un po’ per via del mutare del contesto sociale nel quale viviamo, un po’ per il mutare antropologico dell’essere umano occidentale (De Kerckhove 1996) sempre più impegnato a muoversi, lavorare, contestare, conoscere (in una parola a vivere) nella rete, online e offline sono sempre più fusi e confusi: due facce della stessa medaglia. E la sorveglianza si muove perfettamente tra le righe e gli interstizi di questi due “mondi” solo apparentemente distanti e distinti e sempre più interconnessi e dipendenti. Read the rest of this entry »

Italian Group on Surveillance Studies

In occasione del I festival internazionale del diritto (Piacenza 25/28 settembre 2008) diretto dal Prof. Stefano Rodotà, si è costituito, sotto la supervisione e i consigli del Prof. David Lyon,  il gruppo di ricerca,  Italian Group on Surveillance Studies (IGSS)

Il professor David Lyon, uno degli ospiti del festival, ci ha invitato a tenere un workshop sul tema della sorveglianza, proprio con l’obiettivo di dare il via ad un gruppo di ricerca sulle tematiche legate alla sorveglianza.

Si è costituito così un gruppo di studio composto da ricercatori e studiosi italiani che si occupano di sorveglianza, con particolare attenzione alle nuove forme di sorveglianza e alle implicazioni sociali. Fa parte della rete internazionale di studi sulla sorveglianza di cui il Surveillance Project presso la Queens’ University, Kingston, Canada, rappresenta un punto di riferimento.

Il gruppo di ricerca è composto da (in ordine nella foto da sinistra verso destra):

Andrea mu Brighenti dell’Università di Trento

Massimo Ragnedda dell’Università di Sassari

Chiara Fonio dell’Università Cattolica di Milano

(Prof. David Lyon che evidentemente non fa parte del gruppo di ricerca italiano ma costituise il saldo punto di riferimento dei nostri lavori)

Monica Zuccarini dell’Università Federico II di Napoli

Davide Calenda Università di Firenze.

2008 Hixon-Riggs Forum on Science, Technology and Society

secure-beneath.jpgIl convegno a cui sono invitato a partecipare come relatore annovera tra le proprie fila autori del calibro di David Lyon, Gary T. Marx, James Rule, Elia Zuriek and many others.

È organizzato da Gary T. Marx (Emiritus of Sociology, MIT) che quest’anno è Hixon-Riggs Professor of Science, Technology and Society at Harvey Mudd College.

Il tema è quello della sorveglianza e del controllo sociale. Il programma, e i relatori invitati a parlare, è di altissimo livello. Io dovrei fornire, come chiave di lettura, il punto di vista italiano. In realtà l’Italia non sembra avere grandi particolarità nell’ambito della sorveglianza, così parlerò sia del caso inglese (ben più interessante) sia del pacchetto di idee presentato da Francor Frattini lo scorso 13 Febbraio al parlamento Europeo. Parlerò anche del progetto del ministero dell’immigrazione inglese, denominato IRIS (Iris Recognition Immigration System), dell’incredibile numero di CCTV presenti in Inghilterra (4.2 milioni) che riprendono in media 300 volte al giorno i cittadini inglesi.

Temo invece che non avrò tempo invece di esporre le mie idee circa la società dei controlli e il ruolo crescente che in essa giocano le multinazionali.

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