Theorizing Digital Divides. MECCSA

meccsa_logoGlenn W. Muschert and I are proposing a panel on “Theorizing Digital Divides” for the Media, Communication and Cultural Studies Association (MECCSA) conference that will be hold at Northumbria University (Newcastle upon Tyne, UK), in January 2015.

We plan to propose one or more panel session(s) at MECCSA on the topic of “Theorizing Digital Divides,” which we intend to use as point(s) of departure for an edited volume on the same topic. The intention is to create panels as an opportunity for colleagues to present their papers, and of course to have the opportunity to meet in person. We intend the panel(s) not merely as sets of talks with limited interaction among panelists, but rather as interactive opportunities for us to examine our common theme. The aim is to promote lively dialogue among experts, and to offer a venue for fruitful and satisfying discussion of how we theorize digital divides. Each session is 90 minutes, and in order to increase the interaction with the audience, we will make every attempt to limit the number of participants for each session. The final number of sessions will depend on the number of participant, and we will try to avoid parallel session in order to increase the interactivity and the discussion. As we mention, we also plan an edited volume on the topic of Theorizing Digital Divides, and we anticipate the conference sessions on this theme as a point of departure for that project. Read the rest of this entry »

Advertisements

Italia maglia nera per numero di laureati: siamo all’ultimo posto

UE28Laureati2004_13Massimo Ragnedda (Tiscali) L’Italia nel 2004, come percentuale di laureati nella fascia d’età compresa tra i 30 e i 34 anni, era quartultima. Dietro di noi, dieci anni fa, c’erano solo la Slovacchia, la Repubblica Ceca e la Romania. Ma in questi dieci anni abbiamo fatto di meglio ed oggi eccoci in testa alla classifica, o meglio in fondo. Peggio di noi nessuno. Oggi l’Italia si trova all’ultimo posto in Europa come numero di laureati. Un primato di cui avremmo fatto volentieri a meno, ma che ci siamo guadagnati sul campo grazie alla lungimirante visione politica di chi, in questi ultimi 10 anni, ha governato il paese.

 

E la cosa più triste e preoccupante è che l’Italia continua a investire sempre meno nella ricerca e nell’istruzione. Anche le proiezioni per i prossimi anni non sembrano essere positive, anzi. Il gap tra l’Italia e gli altri paesi dell’Unione Europea tenderà inesorabilmente a crescere. In Italia il numero dei laureati raggiunge appena il 20% della popolazione in età compresa tra i 25 e i 34 anni, contro il 40% della media Ocse o il 60% circa di Canada, Giappone e Russia. La situazione è, manco a dirlo, assai più grave nel Mezzogiorno d’Italia dove si registra una vera e propria fuga dall’Università. Il numero delle immatricolazioni è crollato vertiginosamente, così come è aumentato il numero dei giovani disoccupati o immigrati. E anche in questo caso le previsioni per il futuro non sono affatto positive. Non ci sono risorse per creare occupazione, elargire borse di studio o reclutare nuovi docenti, ma i soldi per finanziare l’acquisto di 90 aerei da guerra (pardon, 89, visto che Renzi è riuscito a tagliare l’acquisto di un aereo, sic!) si trovano. Eccome se si trovano: Napolitano garantisce (mi sono sempre chiesto perché Napolitano ci tenga così tanto a destinare 16 miliardi di euro, frutto delle tasse degli italiani, ad una multinazionale americana. Chissà perché?).

Read the rest of this entry »

Call for Proposed Abstracts for a Special Section on “Weber and the Digital Divide: Class, Status, and Power in the Digital Age”

international journalMassimo Ragnedda (Northumbria University) and Glenn Muschert (Miami Univ.) are editing a special collection of articles on Max Weber and the Digital Divide. We are organizing a special journal section for the International Journal of Communication, which will examine how Max Weber’s theories may be used in studying digital inequalities. Indeed, this project builds (in part) on some of the ideas explored in our previous volume on The Digital Divide: The Internet and Social Inequality in International Context (Routledge 2013).

Please see the attached Call for Proposals for details on the scope, timing, and mechanics of this project.

Also, please feel welcome to post this call for papers widely and to forward it to interested colleagues and students. We hope to see some proposals from many of you, and for now, please feel welcome to be in contact if you have any questions for us.

Read the rest of this entry »

Lettera aperta a Prof. Zeno-Zencovich sulla corruzione accademica in Italia

universita_644_autoCut_664x230Massimo Ragnedda (Tiscali) Illustre professore (il Prof. Zeno-Zencovich è ordinario di diritto comparato presso l’Università Roma Tre e rettore dell’istituto privato Luspio NdR), ho avuto modo di vedere l’intervista che ha rilasciato a Il Fatto Quotidiano circa i concorsi universitari in Italia e mi sento in dovere di ringraziarla. In realtà non ha detto niente di nuovo, tutti conosciamo l’inutilità dei concorsi universitari italiani, il sistema antidemocratico della cooptazione e la farsa concorsuale. Ciò nonostante, e lo dico senza ironia, mi sento comunque di ringraziarla per avermi fatto capire, una volta di più, che la mia dolorosa decisione di abbandondare il torbido mondo accademico italiano sia stata, per me, la scelta giusta. L’ho capito, in realtà non ve ne era bisogno, sentendo le sue parole e il suo modo baronale di ragionare. Non parlo della sua lettera ironica, che a tratti ho trovato anche divertente e intelligente, ma della sua intervista. Mi permetta, poiché sono parte in causa, solo alcune precisioni. Read the rest of this entry »

La Malauniversità: tra sottofinanziamento e concorsi truccati

universita2Massimo Ragnedda (Tiscali) Il problema del sottofinanziamento delle università pubbliche in Italia è ampiamente noto. Con un misero 0.9% l’Italia si colloca all’ultimo posto tra i paesi Ocse come percentuale di PIL speso per la ricerca e l’Università, e il prossimo futuro è tutt’altro che roseo. Nei prossimi anni il finanziamento pubblico verrà ulteriormente ridotto di 1.5 miliardi di euro e il turn over previsto dall’ex governo Berlusconi prevede che per ogni 5 dipendenti che vanno in pensione, solo uno verrà assunto.

Questo sottofinanziamento sta lentamente portando alla distruzione di quel poco che è rimasto dell’istituzione pubblica. Inoltre, le Università potranno (o forse, a causa del sottofinanziamento sarebbe più corretto dire, “dovranno”) deliberare la loro trasformazione in fondazioni private alle quali cedere gratuitamente tutti i beni (mobili ed immobili) degli atenei. L’Università in Italia è, se il prossimo governo non interverrà seriamente, vicina all’implosione, con devastanti conseguenze sociali ed economiche per l’intero paese. Non è un mistero, dato questo sottofinanziamento, che l’Università in Italia si regga grazie ai precari, agli sfruttati e ai “volontari”.

Read the rest of this entry »

J’accuse. Come si manipolano i concorsi universitari

universita_644_autoCut_664x230Massimo Ragnedda (Tiscali) Prendo spunto da un recento concorso al quale ho partecipato (gli atti del concorso non sono stati ancora pubblicati e quindi non ne conosco l’esito), per iniziare a parlare del contestabile processo di reclutamento delle Università italiane. L’Università di Sassari ha bandito 29 posti da RTD (Ricercatore a Tempo determinato) ognuno dei quali con uno specifico oggetto di ricerca. L’art. 24, comma 2 A della Legge 240/2010 prevede che sia possibile inserire nei bandi un profilo “esclusivamente tramite l’indicazione di uno o più settori scientifico-disciplinari” (SSD) e non inserendo un progetto di ricerca specifico (come invece si fa per gli assegni di ricerca). Dunque i bandi dovrebbero essere illegittimi. Dico dovrebbero perché in realtà, in una interrogazione parlamente, il governo ha fatto sapere che non è proibito l’inserimento di un progetto nel bando. Ma si tratta di una interpretazione che non fa giurisprudenza: roba da giuristi, insomma. Ma, per un attimo, sorvoliamo sulla cosa, perché non è di questo che voglio parlare, ma di come e quanto sia facile, volendo, manipolare un concorso. Ognuno di questi 29 posti è valutato da una specifica commissione composta da 3 docenti di ruolo dello stesso SSD oggetto di concorso. Ogni commissione ha stabilito dei propri criteri con i quali valutare i candidati, come se, permettemi la metafora, per ogni incontro di boxe i commissari scegliessero, di volta in volta, regole diverse.

Read the rest of this entry »

Fondo per giovani ricercatori sparito dalla Finanziaria

Universitàtratto da l’Unità Il Senato ha trasformato l’emendamento per sbloccare i fondi riservati all’assunzione dei ricercatori in un ordine del giorno; di fatto è ancora reale il rischio che questi fondi vadano persi perchè non utilizzati entro la scadenza del dicembre 2009. Lo sottolinea il segretario dell’Adi (Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani), Fernando D’Aniello. Mentre il ministro dell’Istruzione, che aveva annunciato il fondo in pompa magna, tace.

«Si tratta – osserva – dell’ennesimo gesto di indifferenza e prepotenza nei confronti non solo dei giovani ricercatori del nostro Paese ma di tutta l’Università. Chiediamo che il Parlamento approvi, nel proseguo dell’iter parlamentare, interventi adeguati per evitare che i fondi già stanziati per l’assunzione dei ricercatori vadano perduti. Chiediamo anche che il ministro, visto quanto dichiarato nei giorni scorsi in Commissione dal Sottosegretario Pizza, si attivi immediatamente e distribuisca senza ulteriori indugi i fondi alle Università, perchè si possa procedere con l’emanazione dei bandi”.
Read the rest of this entry »

%d bloggers like this: