Riflessioni su un viaggio americano. Quarta parte

Ultime battute e riflessioni, per ora, sul viaggio americano. Che poi sono riflessioni sulla situazione statunitense. Voglio concludere queste note sul viaggio, ritornando all’inizio, al lungo viaggio per arrivare nel far west, nella costa occidentale degli Stati Uniti. Partenza Alghero, direzione Roma. Ore 6.40 del mattino. Uno dei primi aerei della mattinata. In ritardo. Ma come si può essere in ritardo con il primo aereo della mattina? Capisco la sera, perché minuto dopo minuto si accumula un ritardo di ore, ma che il primo aereo parta con un’ora e trenta di ritardo. Misteri italiani. Ah l’italietta…Bella, affascinante, dove si mangia bene e ci si sollazza al sole, ma disorganizzata e in mano ad incompetenti (non è un’affermazione da bar, ma la spietata analisi fatta da Giddens l’anno scorso durante la sua lezione all’Università di Cambridge. Certo da uno dei più grandi sociologi viventi ci si aspetterebbe qualcosina di più e di più articolato, ma forse non ha trovato altre parole per descrivere il nostro bel paese…) Corporativista, chiuso e gerarchica. Feudale per giunta. Così invece l’ha definita, sempre l’anno scorso (e che sia stato un anno nero per l’immagine dell’Italia?) il presidente di uno dei più importanti centri studi di ricerca italiani. Mica bau bau micio micio… Read the rest of this entry »

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Riflessioni su un viaggio americano. Terza parte.

L’America ci incanta sempre. Ah in America si trova questo; ah se fossimo in America; ah l’America… Ce l’abbiamo proprio nelle teste. E nel cuore. Anni e anni passati di fronte alla TV a sognarne i miti e a desiderare quello che gli adolescenti americani desiderano, a gioire o disperarci quando loro si disperano, a sentirci tutti americani. Anni e anni dicevamo: e tutto quel tempo ti forma. Siamo esseri sociali perché immersi nella società che ci circonda. Siamo esseri mediali, perché ci formiamo, anche, in relazione ai media. Più tempo si trascorre in compagnia dei media e più informazioni riceviamo da loro e più probabilità che ci formino abbiamo. Pensiamo ad MTV: milioni di ragazzi trascorrono il proprio tempo libero guardando le sue trasmissioni. Clip musicali, che altro non sono che semplici operazioni commerciali, vengono trasmessi in continuazione, veicolando immagini e spaccati della vita statunitense. In MTV troviamo un concentrato di postmodernità. Lo so, lo so: la discussione su cosa sia e cosa no la postmodernità è tutt’altro che finita. Ma io, dovendo prendere parte, patteggio per la postmodernità. E gli USA sono un paese postmoderno. Caspita se lo sono. Ritorniamo ad MTV però. Già perché lì ci siamo fermati. Se ci pensiamo bene non offre giudizi e non crea punti di riferimento. Tratta argomenti che Bourdieu avrebbe definito “omnibus”, senza cuore, senza anima e sui quali non si deve, e non si può, prendere parte. Read the rest of this entry »

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