Truffa lo Stato per milioni di euro e viene condannato a frequentare i suoi coetanei 4 ore la settimana

tribunale_internoMassimo Ragnedda (Tiscali) Certo che l’Italia è davvero un paese anormale. Corrotto come pochi, marcio come di rado si vede in giro e assurdo come nessuno. L’ultimo caso vede la farsa della condanna (dopo le lunghe chiacchierate con Napolitano e Renzi) di un truffatore dello Stato. Un truffatore che ha sottratto al fisco italiano (ovvero a tutti noi) milioni di euro e che viene condannato a fare volontariato 4 ore la settimana in un centro per anziani. Che poi a pensarci bene questi anziani sono suoi coetanei e in alcuni casi anche più giovani di lui. Se questo è un paese normale. In fondo va a fare quello che milioni di italiani (senza aver rubato milioni di euro alla collettività) fanno ogni giorno: volontariato. Farsi una chiacchierata con persone di una certa età. Tutto qua: in fondo rubare milioni di euro allo Stato (e dunque agli anziani-coetanei ai quali dovrà far compagnia 4 ore la settimana) conviene. Perlomeno se sei un uomo di potere. Altrimenti un piccolo furto (magari per mangiare) ti costa anni di carcere. Ma si sa che la legge è uguale per tutti solo nelle scritte dei tribunali. E questa è la più grande delegittimazione di uno stato del diritto: la disparità dei cittadini di fronte alla legge.

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Peggiorare la porcata di Calderoli non era facile, ma Renzi ci è riuscito. Complimenti

2628153-renziberluMassimo Ragnedda (Tiscali) Non era facile, eppure Renzi e il PD sono riusciti a peggiorare la porcata di Calderoli e Berlusconi. Roba da maestri. Roba da professionisti della politica. Roba da esperti navigati. Mica scherzi.

L’Italia, da sempre divisa su tutto, aveva trovato l’unanimità nel definire la legge elettorale introdotta da Calderoli una vera porcata. Tutti, ma proprio tutti, si sono scagliati contro questa vergognosa legge elettorale che creava un parlamento di indagati, nominati dalle segreterie dei partiti, senza lasciare possibilità ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti. Tutti, ma proprio tutti, si lamentavano dello squilibrato premio di maggioranza. Tutti, quasi tutti a dire il vero, si lamentavano di un governo composto in prevalenza da uomini.

Anche la Corte Costituzionale, dopo 8 lunghi anni e un paio di tornate elettorale, ha finalmente bocciato questa schifezza, fondamentalmente per due ragioni: l’impossibilità per i cittadini di scegliere i propri rappresentanti e l’evidente sproporzione tra voti presi e seggi assegnati. Insomma la legge era da rifare, volenti o nolenti, e così lo scaltro Renzi si è assunto l’onere di farlo, contrattando con Berlusconi. Ma fare non è sinonimo di fare bene e così la nuova legge elettorale targata PD è riuscita nel difficile compito di peggiorare il porcellum: un super porcellum.

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Truffa da 85 milioni. Ma la colpa è anche nostra, che non ci indignamo più

truffa-banconote-2Massimo Ragnedda (Tiscali) Il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua è indagato dalla procura di Roma per falso ideologico, abuso d’ufficio e per truffa. Mastrapasqua non è solo presidente dell’INPS (un incarico pagato più di 200 mila euro all’anno), ma anche vice direttore di Equitalia e ricopre un’altra ventina di incarichi, che spaziano da membro del consiglio di amministrazione di Quadrifoglio, di Telenergia, di Loquendo, di Aquadrome, Mediterranean Nautilus Italy, ADR Engineering, Consel, Groma, EMSA Servizi, Telecontact Center, Idea Fimit SGR.

Antonio Mastropasqua è anche vicepresidente di Equitalia Sud, Equitalia Nord, di Equitalia Centro, ed è dirigente di Italia Previdente, di Eur Congressi Roma, di Eur Tel, di Eur Spa, di Coni servizi Spa, di Autostrade per l’Italia, di Fandango, di Telecom Italia Media. È difficile sommare tutti gli stipendi e avere un quadro preciso dell’ammontare dei suoi stipendi, ma fa specie che il direttore di un ente pubblico come l’INPS, che ha come scopo quello di tutelare i lavoratori in difficoltà e garantire loro la previdenza, abbia circa 25 incarichi e guadagni oltre un milione di euro l’anno.

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L’indulto salva-Berlusconi è una mazzata alla lotta contro la corruzione

carceriMassimo Ragnedda (Tiscali) L’indulto salva-Berlusconi è una mazzata alla lotta contro la corruzione. E non solo perchè, ancora una volta, un condannato in via definitiva per aver truffato il fisco (ovvero tutti noi) potrebbe farla franca, ma perchè, oltre a lui, potrebbero farla franca quasi una cinquantina tra deputati e senatori e qualche centinaio tra consiglieri regionali e provinciali. Tanti sono infatti i parlamentari e consiglieri vari coinvolti in inchieste e processi che potrebbero usufruire dell’indulto salva Berlusconi. Questo non fa che aumentare la consapevolezza che i ricchi, i potenti e i colletti bianchi la fanno sempre franca.

So già che qualcuno obietterà che questo provvedimento, voluto e imposto da Napolitano, serve per svuotare le carceri. So già che qualcuno dirà: se non si interviene subito l’Europa (è sempre colpa dell’Europa) ci condannerà per il nostro sistema carcerario. Questa, ovviamente, è la versione ufficiale, quella che i dirigenti del PDL ci dicono, mentendo come hanno fatto in tutti questi anni quando approvavano le varie leggi ad personam pur di salvare il loro padrone, e i dirigenti del PD ripetono, cercando di salvarsi la faccia di fronte ai propri elettori. Ma non siamo ingenui. Non siamo nati ieri. In fondo, non siamo così stupidi come ci ritengono. Diciamo che un minimo di malizia l’abbiamo conservata; il minimo indispensabile per capire che questo è il prezzo che Napolitano e Letta devono pagare pur di tenere in piedi questo governo imposto dalla Troika. Questo è l’accordo, come tanti ve ne sono stati in questi anni, per salvare Berlusconi. Napolitano salverà la faccia di fronte alla Troika e Letta potrà guidare il semestre europeo.

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La Repubblica Napolitana. L’influenza dell’uomo che domina la nostra politica

184_napolitanoMassimo Ragnedda (Tiscali) L’Italia è da sempre, nel bene o nel male, una palestra per nuovi scenari politici. Machiavelli, il fascismo (poi esportato in tutto il mondo), il compromesso storico tra marxisti e cattolici, il partito azienda (edificato attorno ad un condannato), il M5S (primo caso al mondo di una partito nato in rete e diventato il secondo partito del Paese e con responsabilità di governo in alcuni comuni d’Italia). Solo per citare alcuni casi scuola.

Ora, ne dovremmo aggiungere un altro: una repubblica fondata sul volere di una persona che da anni (ma con una accellerata negli ultimi due), disfa, rimescola, aggiusta, distrugge, tesse e impone il proprio volere. Una persona che dovrebbe fare tutt’altro (garante della Costituzione), che non ha il mandato elettorale per imporre la linea politica economica da seguire, che si è fatto rieleggere come presidente della Repubblica (primo caso nella storia repubblicana) e ci ha “imposto” due presidenti del Consiglio con la conseguente rissosa grande coalizione. Un presidente che riceve i leader di PD e PDL per verificare la tenuta della maggioranza, mentre il primo ministro è in viaggio istituzionale. Un presidente che nomina Giuliano Amato come giudice costituzionale a pochi giorni dall’elezione del nuovo presidente della Corte Costituzionale che diventa, per un solo voto di scarto, Gaetano Silvestri (eletto con 8 voti contro i 7 del suo avversario), ovvero lo stesso giudice che ha ordinato la distruzione delle intercettazioni di Napolitano, nell’ambito della turpe storia della trattativa Stato Mafia.

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Il patetico discorso di un condannato e i misteri della sinistra

Silvio-Berlusconi_620x410Massimo Ragnedda (Tiscali) Che tristezza quel patetico discorso televisivo (stile sovietico) di un condannato in via definitiva a 4 anni di reclusione per aver truffato lo Stato. Che tristezza, ma in fondo che aspettarsi: è da venti anni, oramai, che si ripete sempre lo stesso copione e viene recitata sempre la stessa storia. Stesso discorso, stesse bugie, stessi insulti e stesse minacce. In fondo che aspettarsi da un quasi ottantenne pregiudicato, oramai sulla via del tramonto? Un vero flop. Tecnicamente parlando è stato un flop: poca enfasi, un discorso noioso, cupo e molto, ma molto patetico. Un dicorso che l’alleato leader del PD ha definito: sconcertante, irresponsabile e offensivo.

A dire il vero io non mi sento tanto offeso da un vecchio pregiudicato che in TV insulta lo stato di diritto, le istituzioni, gli elettori di sinistra e offende l’intelligenza di milioni di italiani con la sua puerile e falsa versione dei fatti. Io non ce l’ho tanto con la sua patetica autodifesa piena di bugie e contraddizioni, di luoghi comuni e slogan alla Vanna Marchi. No, io ce l’ho, e non perdonerò mai, quei dirigenti del centrosinistra che per 20 lunghisssimi anni lo hanno appoggiato, prima in maniera celata per poi, negli ultimi due anni, venire allo scoperto e fare, assieme a lui, ben due governi. Ha ragione una delle figlie del pregiudicato quando dice: “ma se la sinistra pensa [in realtà è la legge che lo dice] che mio padre sia un delinquente, perché ha fatto con lui due governi?” Già, perché? Continue reading “Il patetico discorso di un condannato e i misteri della sinistra”

La legge è uguale per tutti, ma non per lui: come è difficile spiegarlo all’estero

184_berlusconiMassimo Ragnedda (Tiscali) In Italia anche le cose più elementari diventano dannatamente complicate. Eppure, volendo, sarebbe tutto così semplice. C’è un principio che è alla base di ogni democrazia, di ogni stato di diritto, di ogni principio di uguaglianza: la legge è uguale per tutti. Un principio che campeggia in ogni tribunale e che è un asse portante della Costituzione e dell’ossatura democratica del paese. Un principio, in assenza del quale, non si può parlare di stato di diritto. Eppure questo principio così basilare, elementare, semplice e fondativo di uno stato democratico, in Italia è difficile da attuarsi.

Sono passati più di 40 giorni dalla sentenza definitiva che ha condannato Berlusconi a 4 anni di reclusione per truffa ai danni dello Stato, eppure è ancora a piede libero e senatore della Repubblica Italiana. Paradossale che chi è stato condannato per aver truffato il fisco, ovvero per aver sottrato soldi alla collettività, sia ancora Senatore pagato con i soldi della collettività. È paradossale che chi ha nascosto soldi al fisco, abbia a disposizione una scorta pagata con i soldi dei contribuenti onesti. È semplicemente vergogonoso che un condannato in via definitiva sia il principale azionista di governo e detti l’agenda dei lavori parlamentari. È inaccettabile che in una democrazia un pregiudicato tenga ostaggio un governo e l’intero paese, minacci continuamente di far cadere l’esecutivo se non si trova un salvacondotto che lo preservi dalla giustizia. Continue reading “La legge è uguale per tutti, ma non per lui: come è difficile spiegarlo all’estero”