Il duello Santoro-Berlusconi: una farsa tutta italiana

berlusconi_santoro9669_autoCut_664x230Massimo Ragnedda (Tiscali)  Santoro è un giornalista di una TV commerciale e deve vendere, attraverso un prodotto mediatico, i telespettatori alla pubblicità. E il prodotto da baraccone Berlusconi vende (quasi 9 milioni di telespettatori e uno share del 33,58%) complice l’eccezionalità dell’evento. Berlusconi è politicamente morto e non ha nessuna possibilità di vincere le elezioni. Può solo sperare di pareggiare al senato, complice una vergognosa legge elettorale da lui tempo fa voluta e ideata. Anche con 10/15 punti percentuali di scarto dalla coalizione PD-Sel, come tutti i sondaggi rivelano, per colpa di una antidemocratica legge elettorale indegna di un paese civile, si rischia un pareggio al senato, grazie al premio di maggioranza su base regionale, che premia alcune regioni chiave. Qui, pur di racimolare qualche voto in più, ogni arma è consentita: da liste piene di candidati impresentabili, ma che evidentemente sanno come ottenere i voti, al clientelismo più becero. Un eventuale pareggio al senato potrebbe portare a compromessi, migrazioni da gruppi parlamentari ad altri, sino a una potenziale compravendita di parlamentari, come già successo nel recente passato.

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Gli italiani si informano grazie alla TV mentre Internet è usato pochissimo. Una risposta ai cyber entusiasti

Massimo Ragnedda (Tiscali)

 “Palinsesti e fonti d’informazione «fai da te»: è l’era dei consumi multimediali personali e autogestiti”. Il 9° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione «I media personali nell’era digitale», fotografa così il mondo dell’informazione italiana. Ad una prima euforica analisi si potrebbe dire che l’opinione pubblica italiana si forma attraverso internet e grazie alle fonti d’informazione alternative; si potrebbe dire che il numero degli utenti internet sia notevolmente aumentato sino ad arrivare nel 2011 a sfondare “finalmente la soglia del 50% della popolazione italiana, attestandosi per l’esattezza al 53,1%”, cosa che ci avvicina all’Europa; si potrebbe dire (e qualcuno in queste ore lo ha fatto) che la Tv oramai non conta niente e con Internet cambia radicalmente la dieta mediatica italiana? Ma è realmente così? Read the rest of this entry »

Comunicazione e informazione sono armi del dominio e del potere

di Massimo Ragnedda (Tiscali)

La principale battaglia nella nostra società è quella per la conquista delle menti. Da sempre la comunicazione e l’informazione sono armi del dominio e del potere (ma anche del contropotere), ma mai come ora la capacità di costruire consenso è fondamentale per imporre le regole che governano le istituzioni della società. Il potere, dunque, si esplica, anche e soprattutto, attraverso la capacità di plasmare le menti (Castells 2009). Infatti il modo in cui noi pensiamo influisce e determina le leggi, i principi e i valori su cui le società si fondano; il modo in cui noi pensiamo determina come agiamo, sia singolarmente che collettivamente.  La vera sfida dell’èlite al governo  – che non necessariamente coincide con i politici al governo, quelli democraticamente eletti, anzi spesso trae vantaggio dallo stare nell’ombra – sta nel riuscire ad imporre, grazie alla comunicazione, il pensiero unico, ovvero, per usare le parole di Ignacio Ramonet “la trasposizione in termini ideologici, che si pretendono universalisti, degli interessi di un insieme di forze economiche, e specificamente di quelle del capitale internazionale” (2004: 48). Read the rest of this entry »

L’informazione in Italia ai tempi di Berlusconi. Facciamo parlare i dati

Secondo il Censis (2009) ad un mese dalle elezioni i cittadini che hanno chiare le idee su chi voteranno sono il 27%. La restante parte, ovvero quasi ¾ dei cittadini sceglie chi votare grazie ai media e al mondo dell’informazione. E come si informano i cittadini? Sempre secondo il Censis, durante la campagna elettorale per le elezioni europee il 69,3% degli elettori si è informato attraverso le notizie e i commenti trasmessi dai telegiornali. In altri termini quasi 7 persone su dieci sceglie per chi votare grazie alla TV. I Tg restano il principale mezzo per orientare il voto soprattutto tra i meno istruiti (il dato sale, in questo caso, al 76%), i pensionati (78,7%) e le casalinghe (74,1%). Al secondo posto, troviamo ancora la Tv, con i programmi giornalistici di approfondimento (Vespa, Santoro, Floris ecc…), a cui si è affidato il 30,6% degli elettori. Dunque ad un mese dalle elezioni 3 cittadini su 4 ancora non ha scelto per chi votare. Il 73% dei cittadini, nel decidere a chi dare la propria fiducia vuole informarsi. Abbiamo visto che ci si informa anche e soprattutto grazie alla TV, in particolare grazie ai TG e in secondo luogo grazie alle trasmissioni di approfondimento. Ora, dato che queste ultime sono state censurate (unico caso nel mondo occidentale) non restano che i TG, unico veicolo di informazione politica televisiva fino al voto regionale. Certo rimangono i giornali. Essi sono stati determinanti per il 25,4% degli elettori (il 34% tra i più istruiti). Un bel numero (pur sempre uno dei più bassi del mondo occidentale), ma pur sempre poco per determinare l’esito delle elezioni. Read the rest of this entry »

Fascist Legacy – Un’eredità scomoda

Fascist Legacy (“L’eredità del fascismo”) è un documentario della BBC sui crimini di guerra commessi dagli italiani durante la Seconda Guerra Mondiale. La RAI acquistò una copia del programma, che però non fu mai mostrato al pubblico. La7 ne ha trasmesso ampi stralci nel 2004. Il documentario, diretto da Ken Kirby, ricostruisce le terribili vicende che accaddero nel corso della guerra di conquista coloniale in Etiopia – e negli anni successivi e delle ancora più terribili vicende durante l’occupazione nazifascista della Jugoslavia tra gli anni 1941 e 1943. Particolarmente crudele la repressione delle milizie fasciste italiane nella guerriglia antipartigiana in Montenegro ed in altre regioni dei Balcani. Tali azioni vengono mostrate con ottima, ed esclusiva, documentazione filmata di repertorio e con testimonianze registrate sui luoghi storici nella I puntata del film. Il documentario mostra anche i crimini fascisti in Libia e in Etiopia. Nella II puntata il documentario cerca di spiegare le ragioni per le quali i responsabili militari e politici fascisti -colpevoli dei crimini- non sono stati condannati ai sensi del codice del Tribunale Militare Internazionale di Norimberga, per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Conduttore del film è lo storico americano Michael Palumbo, autore del libro “L’olocausto rimosso”, edito -in Italia- da Rizzoli. Nel film vengono intervistati -fra gli altri- gli storici italiani Angelo Del Boca, Giorgio Rochat, Claudio Pavone e lo storico inglese David Ellwood.

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