Nonostante le modifiche rimane una pessima manovra finanziaria

Massimo Ragnedda (Tiscali) Basta chiamarlo governo tecnico. Il governo Monti è chiaramente un governo politico; della nuova fase politica, dove le scelte politiche le dettano le banche, i grossi gruppi finanziari internazionali e i grossi investitori esteri. Sono loro che hanno in mano le sorti dell’Italia, dell’EU e degli altri Paesi democratici. Sono le banche i nuovi tiranni del XXI secolo. La chiamano Finanzocrazia, Bancocrazia, Spreadcrazia. Chiamatela come volete, ma è evidente che siano le banche a dettare l’agenda politica, e non solo in Italia. Prima la Goldman Sachs, per citarne una, si limitava a reclutare persone influente nei singoli paesi. Ora vi è stato un salto di qualità: mettere i propri uomini nei posti chiave, là dove si decidono le sorti dei paesi e dei loro bilanci. Vedi Monti e Draghi, giusto per fare due esempi a noi vicini.

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Non basta tagliare i costi della politica, tagliate anche le spese militari

di Massimo Ragnedda (Tiscali)

La domanda che tutti si pongono è: dove trovare i soldi per pagare la crisi? Io in realtà la domanda che mi sono posto e che ancora non ha trovato risposta è: chi ha creato la crisi e chi ci sta guadagnando? Forse gli economisti sono troppo impegnati a parlare di spread, di borse in affanno o in calo, di nervosismo dei mercati, di Bot o a dirmi che “l’indice Ftse Mib si attesta sul +1,50%”, senza in realtà spiegarmi cosa significhi. Loro che hanno in mano gli strumenti tecnici e intellettuali per spiegarci questa crisi non lo fanno, e noi, comuni mortali, leggiamo i giornali e guardiamo la Tv senza capirci più di tanto. Sappiamo solo che questa crisi la pagheremo noi.

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