Massimo Ragnedda

Riflessioni a blog aperto

Italian Group on Surveillance Studies

Posted by mragnedda on October 2, 2008

In occasione del I festival internazionale del diritto (Piacenza 25/28 settembre 2008) diretto dal Prof. Stefano Rodotà, si è costituito, sotto la supervisione e i consigli del Prof. David Lyon,  il gruppo di ricerca,  Italian Group on Surveillance Studies (IGSS)

Il professor David Lyon, uno degli ospiti del festival, ci ha invitato a tenere un workshop sul tema della sorveglianza, proprio con l’obiettivo di dare il via ad un gruppo di ricerca sulle tematiche legate alla sorveglianza.

Si è costituito così un gruppo di studio composto da ricercatori e studiosi italiani che si occupano di sorveglianza, con particolare attenzione alle nuove forme di sorveglianza e alle implicazioni sociali. Fa parte della rete internazionale di studi sulla sorveglianza di cui il Surveillance Project presso la Queens’ University, Kingston, Canada, rappresenta un punto di riferimento.

Il gruppo di ricerca è composto da (in ordine nella foto da sinistra verso destra):

Andrea mu Brighenti dell’Università di Trento

Massimo Ragnedda dell’Università di Sassari

Chiara Fonio dell’Università Cattolica di Milano

(Prof. David Lyon che evidentemente non fa parte del gruppo di ricerca italiano ma costituise il saldo punto di riferimento dei nostri lavori)

Monica Zuccarini dell’Università Federico II di Napoli

Davide Calenda Università di Firenze.

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Tra controllo sociale e informalità. Spunti di riflessione

Posted by mragnedda on September 19, 2008

Stamattina, quasi per caso, incontro uno studente. Ci fermiamo a chiacchierare e decidiamo di bere un caffè insieme. Già questo semplice inizio potrebbe essere uno spunto di riflessione: fermarsi a chiacchierare con uno studente in un mondo accademico così formale potrebbe essere oggetto di discussione: perché in Italia si è così formali? Perché da noi esiste questo distacco docente/discente che nel resto d’Europa è impensabile?

A berci un caffè dicevo: il caffè è una droga socialmente accettata, a differenza di altre che pur essendo usate da migliaia di anni sono considerate da qualche decennio (dagli anni trenta in particolar modo) pericolose e proibite. Il caffè giunge a noi in prevalenza da paesi un tempo colonizzati dagli europei (e da qui il tema della colonizzazione e ora dello sfruttamento delle piantagioni di caffè, ma anche il tema del commercio equo e solidale che prova a rompere con le logiche dello sfruttamento); il caffè è una bevanda di compagnia, è un modo di relazionarsi agli altri. Insomma gli spunti di riflessione, anche partendo da questo semplice spaccato di vita quotidiana, non mancano. Ma non è di questo che voglio parlare ora.

Un sociologo, e più in generale uno studioso di scienze sociali, dovrebbe sempre porsi domande su tutto ciò che lo circonda, indagare il e sul banale, affrontare l’ovvio, senza cadere nell’ovvietà. Read the rest of this entry »

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L’istruzione non è più un bene pubblico!

Posted by mragnedda on September 10, 2008

di Everardo Minardi (Università di Teramo)

L’istruzione non è più un bene pubblico! Questa è in sintesi la conseguenza del d.l. 112, approvato in via definitiva dal Parlamento il 2 agosto, e che contiene la norma per cui le Università italiane da istituzioni pubbliche possono decidere (a maggioranza semplice dei senati accademici!) di trasformarsi in fondazioni di diritto privato, con tutte le conseguenze che ciò comporta sui diversi piani giuridici e organizzativi (come quelli dei rapporti di lavoro).

Questa iniziativa del governo, già divenuta legge a tutti gli effetti, è stata ed è tuttora ampiamente trascurata non solo dai partiti, dell’opposizione in particolare, ma anche dagli organi accademici delle Università italiane, diversamente preoccupate dei tagli significativi alle risorse finanziarie (tra cui quelle del fondo di finanziamento ordinario f.f.o. e della ricerca scientifica.

In realtà la decisione di favorire e sostenere la trasformazione delle Università in istituzioni di diritto privato (al pari delle imprese in questo caso non profit), avvia indiscutibilmente il processo di privatizzazione di strutture da sempre pubbliche nel nostro ordinamento; ma tale provvedimento soprattutto introduce, con un vero colpo di mano, senza coinvolgere alcuna componente della Università, un principio che scardina la vocazione pubblicazione della istituzione universitaria.

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La crisi georgiana

Posted by mragnedda on September 4, 2008

La Russia ha invaso la Georgia. No è stata la Georgia ad invadere l’Ossezia del sud e la Russia è intervenuta per difendere i civili (di cui il 90% con passaporto russo). L’occidente (e all’unanime i media occidentali) e il filo occidentale presidente georgiano Saakashivili hanno etichettato l’intervento russo come invasione. Putin e Medved (in realtà più il primo che il secondo) hanno parlato di operazione di peacekeeping, stile modello occidentale, facendo proprio il vocabolario internazionale orwelliano (quello che la guerra è pace). Il mondo occidentale ha riconosciuto l’indipendenza del Kosovo con il parere negativo di Mosca. La Russia riconosce l’indipendenza dell’Ossezia del sud e dell’Abkhazia, con il parere negativo dell’occidente. E così dal 26 agosto 2008, queste due enclavi sono di fatto tornate sotto l’egida dell’impero russo. Infatti riconoscendone l’indipendenza, Mosca le rende dipendenti da se stessa legittimando così la propria presenza militare. Naturalmente come peacekeepers e per mantenere la pace. Un po’ come le nostre truppe in Afganistan. Read the rest of this entry »

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Critiche al mondo accademico italiano

Posted by mragnedda on August 27, 2008

Il mondo accademico anglosassone mi sorprende ogni volta di più. O forse mi delude ancora una volta quello italiano.

Sto scrivendo un articolo in inglese su concetti quali surveillance and social control e ho spedito il mio articolo (o meglio la bozza) ai più grandi ed illustri studiosi del settore a livello internazionale: mi hanno risposto con una serie di input e commenti che sono rimasto senza parole. Oddio, dovrebbe essere normale nel mondo accademico, perché solo con il confronto, lo scambio e le critiche si cresce e si matura. Ma non è così in Italia. Non è così in questo mondo. Due anni fa, quando pubblicai il mio terzo libro, lo spedì a 70 docenti del mio settore (SPS/08): solo 4 mi hanno risposto (con una, RS, ora siamo anche amici ed abbiamo avuto modo, in seguito, di parlare in maniera molto proficua di questo e di altri lavori) dicendomi grazie e solo uno (che stimo tantissimo e non solo per questo) mi ha inviato un suo commento con critiche al mio lavoro. Mi ha talmente sorpreso quella sua risposta che ho stampato la sua email e ancora la conservo. Il suo nome è EC.

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Deragliamenti

Posted by mragnedda on August 1, 2008

Emiliano Deiana, presenta la manifestazione, Deragliamenti. Un momento di riflessione, tra musiche e parole, tra cose dette e cose taciute, tra note che vibrano nell’aria e concerti a cielo aperto.

Presentare il proprio Comune e una manifestazione ad esso legata è sempre qualcosa di estremamente difficile. Troppo spesso si rischia di essere banali, frettolosi, approssimativi se non addirittura incomprensibili. Omologarsi diventa l’imperativo categorico. Noi cercheremo di non cadere in questo errore che annulla, svuota, baratta il senso stesso di una parola che pare sia stata abolita dal lessico comune, la parola uguaglianza. Bortigiadas, anche con questa manifestazione, vuole affermare, e non appaia una dicotomia, l’essere diverso fra gli uguali e coniugare così identità e uguaglianza. La scelta di proporre una rassegna dedicata alla canzone d’autore ricalca esattamente questa logica. Il titolo della manifestazione “DERAGLIAMENTI” è stata provocato da Vinicio Capossela, che nel 1999 fu protagonista a Bortigiadas di uno straordinario concerto, secondo cui “c’è la strada e c’è il deragliamento, inevitabile quantunque”.

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Coordinamento Giovani Accademici

Posted by mragnedda on July 16, 2008

Petizione contro il Decreto Legge n. 112 del 25 giugno 2008

Il Decreto Legge 112/08, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, prevede estensivi tagli alle risorse dell’Università e rende sempre meno attraente la carriera accademica in Italia sia ai molti giovani di talento sulla cui formazione l’Italia investe ogni anno, sia ai giovani formati all’estero. Il decreto taglia i finanziamenti, riduce al 20% il turnover del personale, prevede una privatizzazione (con meccanismi non chiari basati sulle Fondazioni) di alcuni dei comparti dell’università e taglia gli stipendi dei docenti. Quest’ultima riduzione si realizza rendendo triennali gli scatti biennali delle retribuzioni dei docenti. Gli aumenti biennali rappresentano la normale prosecuzione della carriera dei docenti universitari e come tali fanno parte a pieno titolo della retribuzione. Essi infatti derivano dalla scelta del legislatore degli anni ‘80 di retribuire ragionevolmente un professore soltanto a fine carriera, diminuendo a ritroso tale retribuzione per i professori giovani. I professori italiani guadagnano molto poco all’inizio della carriera e ciò è macroscopico per i ricercatori universitari, che costituiscono il primo gradino della carriera dei professori. Il taglio degli scatti biennali senza una adeguata compensazione (per ora non prevista) in termini di aumento degli stipendi dei giovani accademici e il rallentamento della progressione di carriera (associata alla limitazione del turnover) si traducono in una pesantissima penalizzazione economica per coloro che sono strutturati da un periodo limitato o che si stanno affacciando ora alla carriera accademica. Read the rest of this entry »

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Per risolvere un problema, basta fallo sparire dalle TV.

Posted by mragnedda on July 8, 2008

Un famoso assunto della teoria dell’agenda setting sostiene che i media ci dicano su cosa pensare piuttosto di cosa pensare, ovvero escludono dal nostro orizzonte percettivo alcuni problemi invitandoci a riflettere su altri. Ho già avuto modo di parlare della non notizia del caldo d’estate, che impazza e rimbalza in tutte le televisioni. Il fatto che le televisioni private (del nano) e quelle pubbliche (sempre del nano) ci invitano a riflettere sull’insignificante, significa escludere dalla nostra conoscenza altri problemi.

Durante i vari tentativi di spallata al governo Prodi, fatti di tentativi di corruzione, mogli di senatori assunte dal nano e amiche veline (per usare un eufemismo) assunte nelle televisioni pubbliche che noi paghiamo con il canone, bene in tutto questo periodo due cose tenevano banco: gli immigrati clandestini che ammazzavano a manca e a destra, che spadroneggiavano in un paese senza legge e ordine, che entravano illegalmente in massa nel nostro paese e rimanevano impuniti nonostante i vari reati di cui si macchiavano, e la vicenda rifiuti. Cumuli di spazzatura sulle strade campane (roccaforte del centrosinistra) e un’amministrazione incompetente e incapace di raccogliere la monnezza dalla strada. Tutte le televisioni ne parlavano. Entrambi questi problemi erano l’indice e la prova evidente dell’incompetenza di governo del centrosinistra. L’opinione pubblica (alla faccia di chi ritiene che i mass media, ed in particolare la televisione, non sortiscano effetti sui tele-cittadini) era impressionata (come i vari sondaggi dell’obiettivo Mannheimer dimostravano): governo incapace e da mandare a casa. Governo, poi, severamente punito alle elezioni. Read the rest of this entry »

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Incredibile: siamo d’estate e fa caldo!

Posted by mragnedda on June 30, 2008

Non avevo la possibilità di collegarmi ad internet in questi interminabili giorni. Ragione per cui non ho scritto. E ragion per cui mi sono informato (o disinformato) guardando un po’ di TV. Telegiornali volgari, di parte, privi di morale. Al di là di queste ovvietà di epoca berlusconiana, una cosa mi ha fatto riflettere tanto: il caldo d’estate. Ne hanno parlato come se fosse una novità incredibile, tragica e dalle imprecisate e imprecisabili conseguenze. D’estate fa caldo. Dove sta la notizia? Un vecchio detto delle scuole di giornalismo americano insegnano che se il cane morde l’uomo non fa notizia, ma se è l’uomo che morde il cane, eccovi allora la notizia. Insomma a fare la notizia è la particolarità di un evento. Ciò nonostante tutti i telegiornali parlavano del caldo d’estate. Mi sono detto: ma ha sempre fatto caldo d’estate. Dov’è la notizia allora? Forse per via della mia giovane età, un tempo d’estate non faceva caldo. Questo atroce dilemma non mi dava pace. Ecco allora che ho chiesto aiuto ad un anziano saggio del mio paese natio, che viaggia ormai sui novant’anni ed ha una mente ancora lucidissima. Read the rest of this entry »

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Dialoghi sulla libertà. Parte III

Posted by mragnedda on June 11, 2008

Chissà se gettare la spugna, presi dallo sconforto, dalla rassegnazione e dalla tristezza è un segno di libertà. Chissà se quando ci si arrende dinanzi al marciume del sistema, quando ti senti dire “è meglio che cominci a cercare altro”, lo stai facendo da uomo/donna libero/a, o invece da uomo/donna frustato/a, che sa di aver lottato sperando che qualcosa cambiasse, ma il mondo gli è corso davanti lasciandolo nell’assoluta indifferenza e impotenza? Ecco, l’impotenza e l’incapacità di farcela da soli pregiudicano la libertà? Se non puoi farcela da solo, devi necessariamente chiedere una mano: farlo, significa essere debitori a vita con quel qualcuno? E se si è debitori a vita con qualcuno come si può essere liberi? Quando ci si muove in un sistema chiuso, fortemente gerarchico ed autoreferenziale, o se ne assumono le regole o si getta la spugna e si abbandono il ring. O forse c’è chi si illude, che a furia di stare sul ring a prendere colpi, non importa se alti o bassi, regolari o sotto la cintura, qualcosa cambi e che ogni tanto, non sempre ovviamente, vinca il migliore. Ma a che prezzo? Read the rest of this entry »

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