Professori universitari, presidi di facoltà, rettori di ateneo, tutti dovremmo provare vergogna. Stiamo assistendo, senza alcun moto significativo di contrasto, alla demolizione dell’università pubblica. La finanziaria di Tremonti ha tagliato come non mai le spese per l’istruzione ma abbiamo al massimo balbettato. Di fronte alla nostra inazione la Gelmini, di cui è ignota la competenza in qualsiasi campo, riesce ora ad apparire con relativa facilità come radicale innovatrice. Si sapeva bene anche prima della Gelmini che l’università versava in una condizione che sarebbe presto diventata disastrosa. La moltiplicazione delle sedi universitarie e dei corsi di laurea aveva ingigantito le spese, la moltiplicazione dei posti a professore ordinario invece che di ricercatore aveva ristretto il reclutamento di nuove forze: l’invecchiamento della classe insegnante sembra la caricatura dell’invecchiamento della popolazione italiana.
La classe dirigente di centrosinistra ha fatto poco o niente per fronteggiare l’emergenza e più d’una volta l’ha incrementata. Il centrodestra l’ha affrontata alla sua maniera: ha brutalmente chiuso le fonti di finanziamento. Affronto qui per ora solo il lato della didattica. Ormai i corsi universitari sono in buona parte affidati a professori a contratto [che lavorano gratis e costituiscono quasi la metà dell'organico docente....N.d.R] Read the rest of this entry »
Riforma Gelmini: un’intera generazione di ricercatori a spasso…
Posted by mragnedda on June 16, 2009
Il testo del disegno di legge delega che riforma profondamente l’Università italiana sarà portato dal Ministro Mariastella Gelmini nell’imminente prossimo consiglio dei ministri per andare quindi in Parlamento. Non se ne parla affatto perché sta bene un po’ a tutti, governo, opposizione e perfino alla conferenza dei Rettori. Ma è bene che se ne discuta nel paese perché concerne il principale strumento che ha l’Italia per restare nella pattuglia dei paesi più avanzati. Affossato (o affossatosi o era semplicemente un miraggio) il movimento dell’Onda, il dibattito nelle università e nel paese è stato in questi mesi azzerato per trasferirsi in ristrettissime commissioni vicine al ministro. Ma il progetto Gelmini rappresenta un cambio paradigmatico della nostra università. Questa diviene una sorta di mostro unico al mondo, né privata né pubblica, ovvero resta pubblica ma il controllo viene assegnato ai privati. Inoltre, come già successo per la scuola, minaccia di bruciare un’intera generazione di giovani ricercatori. Giornalismo partecipativo ha letto in anteprima il testo del disegno di legge e lo analizza punto per punto. L’Università come parafulmine La prima cosa che salta all’occhio è lo specchietto per le allodole di un “articolo uno” che dà sei mesi di tempo alle Università per dotarsi di codici etici e norme contro il conflitto di interessi. L’Università intera sarebbe una Cayenna di corruttele e sprechi ma Mariastella Gelmini è disposta a contare fino a tre per farci uscire in fila indiana con le mani dietro la nuca prima di bombardare. È con questo argomento che tra qualche giorno verrà presentata la riforma all’opinione pubblica: finalmente il governo mette fine alle porcherie dell’Università. Sarà vero? Read the rest of this entry »
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Mafia e Politica. De Magistris e Alfano a Sassari
Posted by mragnedda on June 1, 2009
Mafia e politica. Un tema caldo. Un tema spesso ai margini dei principali mezzi di informazione nazionale. A parlarne, a Sassari, il 19 maggio 2009 due ospiti di eccezione: l’ex sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris (il suo nome è legato alle inchieste scottanti «Toghe lucane» e «Why not») e la presidente nazionale parenti vittima della mafia, Sonia Alfano (figlia del coraggioso giornalista Beppe Alfano ucciso dalla mafia quasi quindici anni fa). Entrambi candidati dell’Idv alle elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009. Non si è parlato di elezioni, ma di legalità, di rapporti tra mafia e politica, tra massoneria e politica. Si è parlato di politica con la P maiuscola dunque, e non di bassa e spesso retorica politica. A moderare l’incontro Massimo Ragnedda che ha invitato i due ospiti a fare luce su alcuni angoli bui della storia italiana degli ultimi 20 anni. E si è partiti dal 1992, anno cruciale nel rapporto tra mafia e politica. È in quell’anno infatti che fu ucciso Salvo Lima (democristiano della corrente andreottiana e considerato un uomo chiave nei rapporti tra mafia e politica); è in quell’anno che Borsellino rilascia la sua ultima intervista (dove accenna ai rapporti tra mafia e imprenditoria del nord, menzionando Dell’Utri, Mangano e Berlusconi); e sempre in quell’anno avvengono la strage di Capaci prima e Via D’Amelio poi che scuotono l’opinione pubblica nazionale. Read the rest of this entry »
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FRANCIA:GIORNALISTA OSTILE,USA”DIROTTANO”VOLO AIR FRANCE
Posted by mragnedda on April 30, 2009
E’ quasi scontro diplomatico tra Stati Uniti e Francia. L’antiterrorismo americano ha costretto un volo Air France Parigi-Citta’ del Messico ha cambiare rotta per evitare di sorvolare il cielo degli Usa. All’origine della misura la presenza a bordo di passeggero indesiderato: un giornalista franco-colombiano, Hernando Calvo Ospina di Le Monde Diplomatique, inserito nella famigerata “no fly list” stilata dalle autorita’ Usa dopo l’11 settembre. Il delitto del reporter aver scritto articoli contro il presidente colombiano Alvaro Uribe e il ‘plan Colombia’ di aiuti Usa contro il narcotraffico. L’episodio, per cui la compagnia ha presentato formale protesta, si e’ verificato sabato scorso quando all’aereo, decollato dall’aeroporto Charles-de-Gaulle, e’ stato ordinato di cambiare percorso costringendolo a fare scalo in Martinica accumulando diverse ore di ritardo. (25 aprile 2009) La Repubblica
Hernando Calvo Ospina è un giornalista franco-colombiano. Ha scritto – tra l’altro – l’ottimo libro sulla guerra sporca della Bacardi contro Cuba (”La guerra occulta del ron Bacardi”), edito in Italia da Achab Edizioni, amico di Cuba. A quanto pare la sua pericolosa penna ,ultimamente dedita a svelare i veri interessi dei finanziamenti statunitensi al premier Uribe, il paramilitarismo ed il ruolo degli Stati Uniti in America latina, non piace agli USA, che non gli hanno permesso di sorvolare il loro spazio aereo e l’hanno dirottato altrove! Un fulgido esempio della famosa libertà di stampa occidentale.
Maggiori info: http://it.peacereporter.net/articolo/15369/Terrorista+a+bordo
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Il fascismo che avanza. Borghezio docet
Posted by mragnedda on April 1, 2009
Mario Borghezio da di consigli ai neofascisti francesi per tornare al potere. Borghezio è europarlamentare e membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni.E’ stato condannato in via definitiva per l’incendio, aggravato da finalità di discriminazione, appiccato ai pagliericci di alcuni immigrati ed è noto per le sue sortite anti islamiche.
Ricapitoliamo il messaggio finale: “Dovete insistere molto sull’aspetto regionalista del movimento”
“Ci sono delle buone maniere per non essere etichettati come fascisti nostalgici, ma come un nuovo movimento regionale, cattolico… Ma sotto sotto rimanere gli stessi”
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Senatore Gianpiero D’Alia (UDC) e il suo emendamento al decreto Sicurezza e sulla censura a Internet.
Posted by mragnedda on March 16, 2009
Il video che segue mette in luce il progetto censorio del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) sul suo emendamento al decreto Sicurezza e sulla censura a Internet. La proposta è chiudere o oscurare (non sempre sarà possibile, ma il principio fa paura…) un sito se al suo interno compare qualcosa di illegale: per intenderci, chiudere tutto youtube solo perchè qualche deficiente pubblica un video illegale. L’insensatezza di questa legge è sotto gli occhi di tutti, ma il fatto stesso che se ne parli mi fa rabbrividere. Si tratta di un attacco diretto alla libertà e all’apertura di Internet. Come Google Italia ha messo in evidenza, oscurare un servere perchè ritenuto responsabile dei contenuti pubblicati sul suo sito sarebbe come chiudere le Poste Italiane perchè qualcuno ha inviato una lettera minatoria a qualcuno.
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Doposoru
Posted by mragnedda on February 19, 2009
Che fare nel dopo Soru: autocritiche e qualche prima idea per ripartire. di Guido Melis.
E adesso, come sappiamo fare noi sardi, bisogna elaborare il lutto. Era nel conto una sconfitta di Renato Soru sul filo di lana, non la débacle che ci è capitata addosso. Colpo durissimo, per chi ha creduto e ancora crede nel progetto di Soru e nell’idea di una Sardegna “moderna” e al tempo stesso “antica”. Ma le lezioni della storia, quando vengono, vanno colte, e possibilmente razionalizzate per andare avanti. Perché abbiamo perduto? Dove abbiamo sbagliato? Cominciamo col dire che mai prima di oggi avevamo visto sulle elezioni regionali sarde un’offensiva avversaria così massiccia, pervicace, comunicativamente efficace. Berlusconi ha scelto scientemente come candidato alla Regione un egregio signor Nessuno e poi, rubandogli letteralmente la scena, ha combattuto lui in prima persona la battaglia, mettendo in campo non solo il suo indubbio carisma ma la sua onnipotenza mediatica. Abbiamo scherzato per un mese e mezzo sull’ignoto signor Cappellacci e sul Cavaliere propalatore di barzellette. Ammettiamo adesso di aver sottovalutato la potenza dell’operazione, e le sue ottime probabilità di riuscita. L’onda lunga del berlusconismo, inteso come la forma nuova dell’egemonia della destra non solo sui ceti tradizionalmente conservatori ma su ampi strati di quelli che erano un tempo le classi popolari o comunque i ceti medi elettori dei partiti democratici, è ancora possente, favorita da un Pd nazionale che stenta a trovare la sua collocazione e la sua linea unitaria. Credevano che la Sardegna, per chissà quali sue presunte doti primigenie (l’orgoglio dei sardi…), ne fosse al riparo. Ci siamo dovuti ricredere. Questo è il primo punto fermo, e dovremo tenerlo presente per il futuro. C’è però un secondo fattore della sconfitta, e sarebbe assurdo ignorarlo. Parlo dello stato pre-comatoso nel quale il Pd sardo ha versato sinché, giunto a Cagliari il commissario Passoni (che – ben inteso – ha fatto il possibile e l’impossibile, e al quale dobbiamo essere comunque grati) non si è cercato di tamponare le ferite più gravi e di dare al Partito e alle sue liste un po’ di belletto. Read the rest of this entry »
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Appello degli intellettuali per Soru
Posted by mragnedda on February 11, 2009
Lettera aperta di alcuni esponenti del mondo dell’arte e della cultura
A proposito di una domanda che riguardava l’elezione di Barak Obama, Renato Soru ha recentemente dichiarato in televisione: “L’Italia di oggi sfortunatamente è troppo lontana da questa America. Ma l’Italia di oggi può però cambiare rapidamente, l’Italia di oggi può riacquistare questa passione civile, questo impegno, questo coraggio di guardare avanti e non di guardare indietro, il coraggio di parlare la lingua della speranza e non la lingua della paura. Ecco, gli Stati Uniti ci hanno dato questo, ci stanno parlando il linguaggio della speranza laddove noi ci attardiamo con il linguaggio della paura.” L’Italia ha bisogno di un personaggio politico che promuova questi valori. Ne ha bisogno subito. Viviamo infatti in un paese stagnante e non soltanto dal punto di vista economico. La posta in gioco sono valori per i quali la parola “sviluppo” significa molte cose: tra queste la promozione della cultura a livello locale e nazionale, l’accettazione delle differenze tra esseri umani che collaborano in uno stesso ambiente di lavoro e di vita, la capacità di credere attivamente nelle giovani generazioni con la creazione di nuovi e migliori posti di lavoro, l’investimento in un modello di istruzione che la renda qualificata, vicina sia alla ricerca sia al mondo del lavoro, capace di competere a livello europeo e internazionale. L’adesione a principi come questi può sviluppare una civiltà vitale e aperta che mantiene intatto il legame con la propria storia, le proprie radici, la propria identità. Noi crediamo che il modello di governo che Renato Soru ha proposto per la Sardegna negli ultimi cinque anni, con risultati precisi e inconfutabili, e che ripropone per la prossima legislatura regionale, possa diventare un modello di crescita per l’Italia nel suo complesso. Read the rest of this entry »
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Soru-Cappellacci: un confronto
Posted by mragnedda on February 10, 2009
Lo sapevate che:
« Il debito totale del bilancio regionale è stato ridotto, in 4 anni, di oltre 2400 milioni di euro.
« In Sardegna, nel 2004, si è arrivati a spendere l’esorbitante cifra di 340 milioni di euro per la formazione professionale.
« Nel 2004, la Regione Sardegna, enormemente indebitata, impiegava il 98% delle risorse del proprio bilancio per le spese correnti, ovvero stipendi del personale, locali ecc., mentre ora questa percentuale è scesa al 65%: ciò consente di investire il restante 35% nelle politiche sociali, sanitarie, dell’istruzione ecc.
« Durante l’amministrazione Soru le auto blu della Regione sono passate da 750 a 50.
« L’amministrazione Soru ha eliminato circa 1000 posti di sottogoverno negli enti pubblici, tra cui, ad esempio, le Comunità Montane: non a caso, Soru è uno dei pochi uomini politici elogiati dal libro “La Casta”.
« Il 28 aprile 2006, per la prima volta nella storia, la Giunta ha adottato una delibera in lingua sarda.
« Grazie alla vittoriosa vertenza entrate condotta dalla Giunta Soru, l’ammontare delle entrate regionali è cresciuto, nel periodo 2007-2009, di 1458 milioni di euro. Si trattava di denaro di spettanza della Sardegna ma che lo Stato tratteneva, inspiegabilmente, a Roma; Soru è riuscito a restituire alla Sardegna queste somme.
« Per evitare conflitti di interessi, Soru ha ceduto le proprie azioni Tiscali e Unità al prof. Racugno, illustre studioso e persona di specchiata moralità e indipendenza, che le gestirà senza che Soru possa intervenire in alcun modo. La Sardegna è la prima Regione italiana ad aver disciplinato questa materia.
« La connessione veloce a internet serviva, nel 2004, solo il 24% dei comuni sardi mentre, nel 2009, la Regione Sardegna sarà la prima, in Italia, a servire il 100% dei Comuni.
« La Regione, per la prima volta, ha destinato un finanziamento di 6 milioni di euro affinché le categorie più deboli venissero sostenute nel pagamento del canone d’affitto.
« La Regione ha finanziato oltre 1000 richieste per l’acquisto della prima casa.
« L’ex Cartiera di Arbatax, con il contributo della Regione, è stata trasformata in un polo nautico di eccellenza per la costruzione di imbarcazioni, con la previsione di 700 assunzioni.
« Grazie alla legge regionale n. 6/2008 il costo dell’acqua per usi irrigui è diminuito del 65%.
« Secondo i dati Istat gli occupati in Sardegna sono passati dai 575.000 del primo trimestre 2004 ai 633.000 del secondo trimestre 2008. Read the rest of this entry »
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La grande balla di Berlusconi in Abruzzo. Non consegnamoli anche la Sardegna
Posted by mragnedda on January 30, 2009
Cari abruzzesi, che avete cantato felici Meno male che Silvio c’è, il 12 dicembre 2008 a Chieti; che lo avete proclamato Re in casa vostra, facendovi imbonire dalle sue fanfaluche; che avete subito il suo ricatto elettorale, quando vi ha tolto mezzo miliardo di euro promettendovene sedici in cambio del vostro voto…
Cari abruzzesi, oggi il vostro destino si è compiuto. Avete scoperto che la festa a cui credevate di essere stati invitati, altro non era se non un plotone di esecuzione. Volevate ripulire la vostra regione dalla corruzione, e avete scoperto che era Berlusconi a voler ripulire la vostra regione da Voi.
Ecco come il venditore di pentole e pignatte elettorali vi ha convinto a firmare le cambiali più lunghe della vostra vita, in cambio di una colossale fregatura.
«Il programma per l’Abruzzo lo conoscete. Il Governo sarà vicino a Gianni e alla sua squadra di governo della regione. E qui, noi garantiamo anche che nel rilancio delle infrastrutture, a cui daremo vita a partire dal giorno 18 prossimo, in cui approveremo, nel Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, il CIPE, 16 miliardi e 600 milioni di euro destinati tutti alla realizzazione di infrastrutture, e fra queste infrastrutture ci saranno le infrastrutture di cui avete bisogno, le opere manutentive di cui avete bisogno, ci sarà la velocizzazione della Pescara – Roma con il raddoppio di alcune situazioni di questa linea.» [Silvio Berlusconi, Chieti, 12 dicembre 2008]
Il C.I.P.E., il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, si è riunito come previsto il 18 dicembre 2008, quindi sei giorni dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi a Chieti. Nel verbale che riporta gli esiti della seduta si apprende che ha stanziato 7,3 miliardi di euro per le infrastrutture, non sedici!
Ci sono fondi per la Calabria, fondi per le aree montane, fondi per la tratta autostradale tirrenica Rosignano – Civitavecchia, fondi per il sistema MOSE di Venezia. Perfino la Moratti è venuta giù a chiedere dei soldi per l’Expo di Milano.
Di più, non c’è un solo euro per l’Abruzzo!
Cari abruzzesi, Berlusconi vi ha raccontato una balla, vi ha preso in giro, vi ha tradito. Adesso non importa che abbiate votato a destra, a sinistra o che non abbiate votato affatto: dovete chiedergliene conto.
Io lo sto facendo. La rete non perdona.
Cari abruzzesi, anzi cari italiani, la prossima volta che dovete prendere una decisione così importante, spegnete la televisione. Accendete internet!
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